#EtinArcadiaEgo – Beo di Beo: ritratti di emozioni e tormenti in mostra

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Beo di BeoChe cos’è il disegno al giorno d’oggi? Una domanda a cui certo non è facile rispondere, soprattutto in questo momento storico: se il Novecento ha minato le basi stesse della pittura e della rappresentazione artistica, estremizzando fino al punto zero l’idea di arte come “ciò che gli uomini chiamano arte“. Quale senso dunque può assumere il semplice disegnare, il produrre un’immagine su tela, carta o supporto senza dover cadere nel banale?

Di teorie, schemi o inquadramenti non vuol sentir parlare Beatrice Cristalli, in arte Beo di Beo, giovane e brillante artista alla vigilia della sua prima esposizione al pubblico, in un evento tutt’altro che ordinario nel pieno centro di Milano. La sua è una passione nata da poco ma presente nel suo mondo da sempre, quasi nascosta in una parte del suo animo e che finalmente ha saputo venire fuori.

«Beo di Beo è una parte di me che non avevo mai conosciuto – racconta – ma che è sempre stata presente da qualche parte. Da piccola amavo disegnare, ma lo facevo senza una logica e questo in parte mi infastidiva perché non riuscivo a inserirla in un contesto organizzato. Col passare degli anni ho finito per dimenticarmene. Fino a un anno fa».

Beo di Beo

Non sempre serve la goccia che fa traboccare il vaso a far uscire qualcosa che non si era mai visto, ma nel caso di Beatrice si: «mi stavo occupando della recensione di una raccolta di racconti con argomento “i volti” – ricorda con un sorriso – e mentre leggevo mi è venuto naturale lasciar andare la matita sulle pagine per rappresentare quello che stavo leggendo. A me sembravano solo linee, ma gli autori del libro ne sono rimasti molto colpiti, dicendo che avevo colto perfettamente la psiche dei personaggi». Da qui i contatti con altri artisti e la spinta di molti ad andare avanti con quella che non è di certo una passione coltivata da anni: «li definirei schizzi più che disegni in realtà, e non credevo che qualcuno potesse davvero sentire qualcosa di nuovo ed emozionante guardandoli. Ma dopo l’apprezzamento di alcuni artisti che ammiro e che ho avuto il privilegio di conoscere, mi sono detta che dovevo lasciare che questa parte di me uscisse finalmente allo scoperto».

Beo di Beo

Il risultato del percorso “di scoperta di sé” di Beo di Beo è l’esposizione Fragment////ed vocals, due serate in cui ai disegni e acquarelli esposti dalla giovane artista farà da insolito accompagnatore la musica elettronica. «Tutto nel mio mondo artistico parte dalla musica e dalle parole – spiega – ogni parola ha una sua musicalità e una sua rappresentazione sotto forma di disegno. Non a caso è da un testo che è nata, o per meglio dire si è svelata Beo di Beo. All’inizio nella mia mente il testo veniva prima del disegno: ora invece è il contrario, sono i miei disegni a raccontare una storia».

I ritratti di Beo di Beo lasciano a tutti gli effetti un profondo marchio di inquietudine in chi guarda: le linee, nate per essere contorno nell’arte figurativa, prendono in mano la pallina del gioco e dominano la scena. La spigolosità che contraddistingue i tratti racconta un tormento interiore nascosto, portato fuori dall’angulus in cui era recluso. La forma, inadatta a rappresentare uno stato mentale, lascia strada a linee inquiete che cercano di cogliere il pensiero del soggetto.

«Il mio disegno non ha schemi – spiega Beo di Beo – non ho idea di cosa verrà fuori quando inizio un lavoro: cerco nel soggetto qualcosa mentre lo rappresento. Non mi interessa seguire degli schemi precisi o rendere pulito e delineato quello che ne risulta: può un pensiero, una sensazione essere certa e stabile?» No, certamente no: le emozioni sono quanto di più simile a un riflesso sull’acqua, in un costante tremolio d’instabilità. Dice dei suoi ritratti una psicologa: «mi sembra che ciò che emerge con forza sia l’indefinibilità delle figure, tormentate ma non depresse».

Beo di Beo aprirà al pubblico la sua esposizione il 9 marzo alle 18:30, nello showroom culturale Idea4me di Via Lanzone 23, in quella che vuole essere per l’artista una vera e propria festa: «Questa è un’occasione che voglio dedicare a tutti quelli che mi hanno spinto verso questa strada: all’inizio ero convinta che il disegno fosse solo un momento della mia vita, dovuto a tanti cambiamenti che ho dovuto affrontare nell’ultimo anno. Invece ho capito che è una parte di me che è venuta finalmente allo scoperto, e che vuole finalmente esprimersi».

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Samuele dice

    Caio bea ti auguro una buona mostra, peccato di non essere a Milano

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