L’altro grande dramma del Novecento: l’influenza spagnola

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Nel 1918, 100 anni fa or sono, oltre alla Grande Guerra che stava ormai volgendo al termine, un’altra grande disgrazia si abbatté sulla popolazione planetaria: l’epidemia di influenza spagnolaNon un’influenza qualsiasi, visto che a conti fatti, ha sterminato indicativamente un numero vicino a quello delle vittime dei due conflitti mondiali: le cifre ufficiali parlano di quasi un miliardo di contagiati e circa 50 milioni di morti, di cui 600.000 solo in Italia.

L’origine della terribile influenza è stata rilevata essere epizoozotica: dai volatili è passata ai maiali che hanno contagiato poi l’uomo. La zona in cui pare si sia originato il terribile ceppo batterico è la Cina meridionale, tuttavia il primo caso accertato venne registrato in Kansas l‘8 marzo 1918. La diffusione della malattia coprì tutto il globo, da ovest ad est: se i primi casi vengono registrati in Nord America, le popolazioni più colpite risultano quelle orientali e non vengono fatti sconti alle nazioni europee già gravemente martoriate dalla guerra.

Questa influenza è il risultato della complicazione di un virus che si trasforma in polmonite batterica,  che in quanto tale non poteva essere curata con la medicina dell’epoca; l’unico rimedio contro qualsiasi minaccia batteriologica è infatti l’antibiotico, ma la pennicilina verrà scoperta solo dieci anni più tardi l’invasione del virus. I sintomi si presentano subito in modo grave: se si inizia con una “semplice” febbre, in pochissimo tempo si passa a dolori muscolari, cianosi, dispnea ed infine al soffocamento dovuto ad edema polmonare.

Egon Schiele, Ragazza nuda accovacciata

Parlando di influenza spagnola è bene precisare l’origine del nome: come già spiegato, l’origine geografica di tale patologia è da ricondurre al sud della Cina, nulla a che vedere con la l’Europa. Ma la Spagna, essendo una delle nazioni maggiormente colpite dalla malattia ed al tempo stesso neutrale durante il conflitto bellico, è di fatto risultata l’unica nazione a riportare dati, statistiche e aggiornamenti sul tema, dal momento che la stampa spagnola era l’unica a non essere sottoposta a censura. Se non fosse stato per la Spagna, probabilmente oggi non avremmo indicazioni certe sull’argomento. Da qui la “scelta” del nome.

A fronte delle numerosissime vittime e della gravità della malattia, è bene ricordare questo triste capitolo della storia del Novecento, anche perché il ceppo batterico d’origine – H1N1 – è tornato alla ribalta nei primi anni 2000 sempre per la sua pericolosità e la sua diffusione (anche se grazie all’evoluzione delle tecnologie e della medicina non ha comportato conseguenze paragonabili a quelle del passato).

Apollinaire Guillaume

Non sono mancate nel 1918 vittime eccellenti sia in campo artistico che in campo storico. A titolo di esempio si può citare Guillaume Apollinaire (26 agosto 1880 – 9 novembre 1918), poeta, storico dell’arte e drammaturgo francese; e come dimenticare  il controverso Egon Schiele (12 giugno 1890 – 31 ottobre 1918), pittore ed incisore austriaco, elemento di spicco della Secessione Viennese, tanto discusso per le sue opere considerate ai limiti della licenziosità per la sua epoca. Ma la lista sarebbe ancora molto lunga.

La prima metà del Novecento non è stata sicuramente facile per chi l’ha vissuta, o meglio per chi è riuscito a sopravvivere. I milioni di morti causati da malattie, pandemie (anche conseguenti ai conflitti mondiali) e guerre, sono eventi drammatici che  è bene non dimenticare.

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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