Oscar 2018: il trionfo di Del Toro con “The Shape Of Water”

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La 90° edizione degli Oscar è giunta al termine. Non la cerimonia più brillante di sempre (condotta da Jimmy Kimmel), ma un’annata che ha riservato indubbiamente molte sorprese e un unicum nella storia delle premiazioni cinematografiche.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Stiamo parlando della vittoria di Guillermo Del Toro per The shape of water, che si è aggiudicato il prestigioso Best Picture e Miglior Regista. I sondaggi davano vinto quasi per certo Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, l’opera di Martin McDonagh che ha visto, invece, il trionfo di Frances McDormand come Miglior Attrice Protagonista e Sam Rockwell come Miglior Attore Non Protagonista. Il 2017 ha offerto pellicole straordinarie al cinema americano, per cui la competizione era altissima e gli altri film in gara erano altrettanto meritevoli (e forse di più) di vincere quel premio, ma la vittoria di Del Toro rappresenta un primato nella cinematografia: da qualche tempo la Mostra del Cinema di Venezia apre le danze e introduce molte delle opere che verranno nominate oltreoceano (guadagnando sempre più visibilità), ma è la prima volta che un vincitore del Leone D’Oro si conferma anche nella kermesse hollywoodiana. Evento che si attesta anche quest’anno come una premiazione fortemente politica, quest’anno è il Messico a trionfare su tutti: non solo Del Toro, ma anche Coco per il miglior film d’animazione. Da non dimenticare anche la vittoria di Get out, l’horror politico che vince il premio di Miglior sceneggiatura originale di Jordan Peele.

Call me by your name

Nulla da fare per l’Italia invece, tornata dopo vent’anni nelle categorie principali: parliamo di Luca Guadagnino per il suo Call me by your name, che si porta a casa il premio di Miglior sceneggiatura non originale per James Ivory.

Grande assente The Phantom Thread, l’ultimo capolavoro di Paul Thomas Anderson che riesce a portarsi a casa il premio per i miglior costumi. Daniel Day Lewis, in quella che è stata (a suo dire) la sua ultima interpretazione, ha perso la statuetta come Miglior attore protagonista contro Gary Oldman per L’ora più buia (che si porta a casa anche il premio per  il miglior trucco): un premio meritatissimo per il fantastico lavoro dell’attore britannico nei panni di Winston Churchill.

E mentre Dunkirk e Blade Runner 2049 si spartiscono il resto dei premi tecnici, da non dimenticare una strepitosa Allison Janney che ha conquistato la statuetta per Migliore attrice protagonista grazie al suo ruolo in I,Tonya (film fin troppo sottovalutato in questa tornata) e Una donna fantastica di Sebastian Lelio, rappresentante cileno nella categoria Miglior film straniero (un’altra sorpresa, in quanto il favorito era L’Insulto del libanese Doueiri).

L’ora più buia

Gli Oscar hanno alle spalle una storia quasi centenaria: giunti alla loro novantesima edizione, sono il ritratto perfetto della società americana, con i suoi vezzi, con i suoi pregi, la sua mentalità. Ma soprattutto ci hanno offerto 90 anni di grande cinema, di grandi storie, grandi emozioni. Al di là delle polemiche, al di là delle critiche, al di là dei risultati: chiunque sia appassionato di cinema non può non amare questa notte magica. Se avete voglia di ripercorrere la sua lunga storia, potete dare un’occhiata a questa infografica offerta dalla piattaforma Stylight: chi sono i vincitori del passato? Quali i momenti salienti di questa lunga tradizione? I discorsi di ringraziamento più famosi? Potete scoprirlo in questa galleria.

Carmen Palma per MIfacciodiCultura

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