“Cultura Salute Benessere”: quando la cultura diventa cura

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Dipartimento di Salute Mentale Niguarda, Bologna

Cultura Salute Benessere è il tema centrale del nuovo numero della rivista Economia della Cultura, edita da Il Mulino, che pone l’attenzione sul potenziale terapeutico dell’arte
Nel corso della sua presentazione, tenutasi il 13 febbraio scorso, presso la Sala ottagonale delle Terme di Diocleziano a Roma, si è voluto porre l’attenzione su una nuova frontiera dell’arte, che ne indaga gli effetti benefici sulla nostra salute. L’incontro, introdotto da Antonio Lampis, Direttore Generale Musei/MiBACT, e presieduto da Pier Luigi Sacco, docente dell’Università IULM Milano, ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore che hanno illustrato le azioni rilevanti  intraprese in sede pubblica nei paesi più avanzati del mondo anche in rapporto  alla realtà italiana.

Il binomio cultura salute acquista così un nuovo valore, concretamente illustrato dalle molteplici ricerche e sperimentazioni in questo campo. La cultura rappresenta un importante fattore di stimolo per una vita sana e per l’elaborazione di strumenti alternativi a favore di pratiche mediche, sociali e assistenziali. Ormai da anni si discute della cultura come fonte di benessere psico-fisico, infatti arte e creatività hanno dimostrato di apportare un miglioramento dello stile di vita tramite la fruizione di musica, teatro, arte e danza. Questo esperimento, con nuovi approcci terapeutici, ha palesato come l’inesauribile valore  del nostro patrimonio sia capace di influire positivamente anche sulla nostra salute psico-fisica, innescando tutta una serie di meccanismi che favoriscono il benessere. La salute non deve essere percepita come un fatto puramente tecnico, derivante da dati medici ben precisi, bensì va intesa come uno stato che coinvolge la mente e lo spirito oltre che il corpo. Nel campo del benessere mentale e spirituale, l’apporto dell’arte diventa allora fondamentale, un repellente importante contro il decadimento delle attività cognitive, dei rapporti sociali e dell’esperienza sensoriale.

Città Musei e Alzheimer, Firenze

A questo proposito si è voluto evidenziare come le attività e le emozioni connesse alle esperienze artistiche e culturali incidano sulla cura e sulla prevenzione delle malattie, nonché sui tempi e i modi dell’invecchiamento. Queste attività hanno il potere di influire positivamente sul benessere psico-fisico, favorendo le pratiche mediche e rigenerando la sfera emotiva e sociale del paziente. Sia gli Stati Uniti che le più vicine Inghilterra e Francia, hanno già sperimentato e verificato questi benefici, innescando  una serie di interventi ed investimenti a favore dello sviluppo del potenziale terapeutico della cultura. L’attuazione dell’art therapy in questi paesi si è tradotta in operazioni concrete rivolte a creare una serie di convenzioni tra pubblico e privato in grado di incentivare e promuovere nuove frontiere del benessere.
In Italia,  anche se con leggero ritardo, già da alcuni anni si è dato vita ad una serie di attività che però restano radicate in un provincialismo limitante, in quanto affidate per lo più ad associazioni private che non sono in grado di innescare meccanismi su larga scala. Ancora una volta manca l’intervento nel settore pubblico, di quella rete di investimenti e progetti capace di interessare tutto il territorio e non solo di creare piccole realtà. L’applicazione della best practice straniera necessita infatti l’ampliamento delle infrastrutture, il potenziamento della formazione del personale terapeutico e culturale ed anche il miglioramento della qualità architettonica delle strutture ospedaliere in cui creare aree culturali. Tutto ciò sarebbe attuabile solo attraverso una sinergia tra i Ministeri, in una comunione di intenti e fondi volta alla riqualificazione dei siti e alla dotazione di apparati idonei all’espletamento delle nuove tecniche terapeutiche collegate alla cultura. In Italia c’è ancora bisogno di dare piena legittimazione e  cittadinanza all’arte e alla pratica culturale come alleati potenti del benessere e della salute.

"Cultura Salute Benessere"
Biennale Arteinsieme 2017, Roma

Per entrare nell’ottica dell’art therapy bisognerebbe sconfiggere e superare una sorta di dittatura della quantificazione dei risultati, assai labile in questo campo, per concentrarsi sul valore qualitativo dei servizi offerti. Le sperimentazioni condotte in tutto il mondo confermano che la cultura sostiene e alimenta il benessere e la salute Le arti dovrebbero essere incluse nella programmazione dei servizi sociali e sanitari a più livelli, sia per migliorare la qualità della vita di degenti sia per contrastare il decadimento delle attività fisiche e cognitive. Si tratta di un mondo multidisciplinare, dalle infinite variabili, dove i dati sono sfuggenti e non sempre registrabili in numeri, dove non esiste l’investimento sicuro e molto è affidato alla soggettività, pur essendo estremamente fecondo.  Cultura Salute Benessere possono diventare la chiave per una sanità nuova, che ponga il paziente al centro e svincoli da una pratica terapeutica tradizionale, obsoleta, che non tiene conto del benessere spirituale e mentale, ma si limita ad uno scabro e spesso vuoto mondo ospedaliero dove solitudine e malessere dilagano. Curare la mente e l’anima oltre che il corpo, stimolare l’immaginazione e la creatività possono essere potenti antidoti contro la malattia. L’Italia saprà innovarsi? Il Sistema Paese svierà ancora una volta, rimettendosi al sempre fecondo settore privato, o fingerà ancora una volta di non vedere le “novità”? Sicuramente è un mondo da tutto da costruire, una realtà tutta in divenire.

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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