La magia del cinema nei poster creativi di Jordan Bolton

0 1.215

Jordan Bolton è un photographic artist specializzato nella realizzazione di poster dedicati a celebri film. La tecnica utilizzata dall’estroso artista consiste nell’inserire in una composizione armonica gli oggetti più importanti presenti nelle scene di una pellicola e di fotografarli dall’alto. I colori che utilizza sono compatti e chiari, ma allo stesso tempo vivaci. Le immagini trasposte sullo sfondo danno l’impressione d’essere parte di un collage, un po’ come quei papier dècoupè di matissiana memoria in cui si ritagliava direttamente il colore per poi applicare le forme.

Colazione da Tiffany (1961) è una delle pellicole che hanno beneficiato dell’omaggio di Bolton nei suoi poster. Egli inserisce gli accessori che Audrey Hepburn (Ixelles, 4 maggio 1929 – Tolochenaz, 20 gennaio 1993) ha indossato nel film interpretando la protagonista Holly Golightly. Troviamo una bellissima collana, guanti lunghi, tacchi a spillo e gli immancabili occhiali neri. Manca nella composizione il prezioso abito che indossa Hepburn nella scena iniziale: esso venne realizzato da Givenchy ed è stato messo all’asta nel 2006, per poi essere venduto a 467.200 sterline. Attualmente il capo si trova al Museo del Costume di Madrid.

Gran Budeperst Hotel (2014) è un film diretto e co-prodotto da Wes Anderson. Ispirata alle opere di Stefan Zweig, la pellicola narra le avventure di Gustave H e di Zero Moustafa: il primo è il portiere di un lussuoso e famoso albergo europeo, mentre il secondo è un fattorino che diviene il suo più fidato amico. La vicenda sarà alimentata dal furto di un celebre dipinto rinascimentale e dal suo successivo ritrovamento. Altri temi narrati riguardano le lotte famigliari per impadronirsi di un’enorme fortuna economica ed una dolce storia d’amore. Il tutto avviene nel periodo storico tra le due guerre, mentre il Continente europeo attraversa una fase di cambiamento. Il poster di Bolton non può far altro che riportare gli oggetti tipici dell’albergo in questione: tre papillon indossati dai personaggi della vicenda, la campanella per chiamare l’attenzione del personale dell’albergo in reception e tutta una serie di oggetti che si intrecciano con la trama del film.

Il poster de Il favoloso mondo di Amélie (2001) è differente dagli altri realizzati da Jordan Bolton: presenta uno schema circolare con scarpe e pantofole disposte più esternamente rispetto gli altri oggetti. Amélie è una ragazza che vive in una realtà del tutto sua e si scontra con la concretezza del quotidiano. Bolton cerca di riproporre nella sua opera un vortice utopico che sembra far entrare chi la osserva nel proprio universo virtuale, proprio come la protagonista del film. Si può intravedere il pennello del vicino di casa della protagonista con cui l’uomo dipinge La colazione dei canottieri (1880-82) di Renoir: a tal proposito la ragazza proverà vicinanza con la giovane raffigurata nel quadro che si estranea dal contesto sociale. Sull’estrema destra è facile riconoscere la tazza del Cafè des 2 Moulins, luogo di lavoro di Amèlie in cui è ambientata parte della narrazione.

È facile immaginare che Bolton non abbia voluto raccogliere esclusivamente gli oggetti più significativi dei film presi in oggetto, ma quelli che più lo hanno colpito e che in una sola occhiata fanno rivivere la pellicola in coloro che la amano. Nelle fotografie emerge il suo modo di vedere le cose e raccontare una storia. In particolare è da rilevare la contrapposizione tra il bianco e nero dell’originale Colazione da Tiffany, trasposto in una vivace opera colorata.

Il mondo pare un intenso universo di colori visto dall’alto e gli accessori sono qualcosa di importante, ma al contempo superfluo.

Mino Guarini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.