“L’elica e la luce”: le donne futuriste in mostra al MAN di Nuoro

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Inaugurerà il 9 marzo al MAN di Nuoro la mostra L’elica e la luce. Le futuriste. 1912-1944, retrospettiva a cura di Chiara Gatti e Raffaella Resch dedicata al futurismo e le donne. La mostra offre una preziosa occasione per scoprire un lato inedito di una delle avanguardie storiche più importanti del Novecento. Un fenomeno anomalo, quello delle donne nel futurismo, in quanto il movimento artistico era in realtà misogino e prettamente maschile.

Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

Così, nel 1909, vengono enunciati i principi del futurismo su Le Figaro. Ma se il genere femminile era destinato a restare ai margini dall’avanguardia, nel 1912 Valentine de Sant-Point (poi autrice del Manifesto futurista della lussuria) scrive il Manifesto della donna futurista in risposta alle dichiarazioni di Filippo Tommaso Marinetti: «Donne, per troppo tempo sviate le morali e i pregiudizi, ritornate al vostro istinto sublime: alla violenza e alla crudeltà». La donna futurista non è né femministaMa si lasci da canto il Femminismo. […] Non bisogna dare alla donna nessuno dei diritti reclamati dal Femminismo. L’accordar loro questi diritti non procurerebbe alcuno dei disordini augurati dai futuristi, ma determinerebbe, anzi, un eccesso d’ordine») né subordinata all’uomo. Essa deve recuperare, come il sesso opposto, la crudeltà e la violenza («Donne, ridiventate sublimemente ingiuste, come tutte le forze della natura!».

Le donne futuriste mirano a ribaltare il concetto di femminilità, sono donne agguerrite e anticonvenzionali, anch’esse nutrono il disprezzo per la mediocrità. Modernità, velocità e rottura: le donne femministe sono artiste che interpretano il dinamismo senza negare la loro sostanziale diversità dal sesso maschile. Pensiamo a Benedetta Cappa, scenografa e pittrice moglie di Marinetti, che nel 1922 dipinge Sintesi del mare. Velocità di motoscafo le cui curve e linee trasmettono una dolce ebrezza, contraria alla dinamica propria agli esponenti del movimento.

Sono donne, quelle delle avanguardie, rimaste in secondo piano. In questo senso la mostra al MAN, con oltre 100 opere esposte, si propone di rintracciare le personalità femminili di valore all’interno del futurismo. Dipinti, sculture, carte, tessuti, maquette teatrali e oggetti d’arte applicata tenteranno di ricostruire la storia delle artiste e delle intellettuali che hanno contribuito alla ricerca estetica di inizio secolo. L’esposizione sarà accompagnata da un amplio apparato documentario, testi e fotografie d’epoca.

L’elica e la luce. Le futuriste. 1912-1944 sarò una mostra per macro-temi – il corpo e la danza, il volo e la velocità, il paesaggio e l’astrazione, le forme e le parole – che contribuirà a gettare luce su una porzione di storia controversa, ancora troppo spesso dimenticata. Il futurismo è stato vittima di un ostracismo culturale perdurato lungo tutto il Novecento: attraverso le biografie e le opere delle donne futuriste sarà possibile ricostruire e ricordare in modo più completo la vita culturale della prima metà del secolo scorso.

L’elica e la luce. Le futuriste. 1912-1944
a cura di Chiara Gatti e Raffaella Resch
MAN, Nuoro
Dal 9 marzo al 10 giugno 2018

Alice Pini per MIfacciodiCultura

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