“Nostra incantevole Italia”: viaggio a tappe nella storia della Repubblica

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La prima pagina del Corriere della Sera del 6 giugno 1946

L’Italia è senza dubbio è indubbiamente il Paese più bello al mondo dal punto di vista storico ed artistico: il tempo ci ha visti dominare il mondo con Roma, per poi cadere divisa ed occupata da stranieri per circa un millennio, ricomposta sotto un’unica bandiera durante la monarchia, ma completata nei termini attuali solo a metà del secolo scorso sotto la Repubblica. La Repubblica italiana è un progetto recente in termini storici, ma la sua storia è stata tutto fuorché monotona nel bene e nel male. Riusciamo a buttare una veloce occhiata su entrambi questi versanti della nostra storia anche grazie a Pino Corrias che torna in libreria con Nostra incantevole Italia, edito da Chiarelettere, un immaginario giro d’Italia a tappe dove ognuno dei 21 punti di sosta sono luoghi che hanno segnato la storia repubblicana: dal disastro del Vajont a Lampedusa Sant’Ilario, passando per il Teatro Ariston di Sanremo, Piazza Fontana, Cinecittà, Ostia con l’omicidio di Pasolini, Via Fani e il sequestro di Aldo Moro, Capaci e la morte di Falcone. Da nord a sud, dalla costa tirrenica a quella adriatica, il nostro Paese è una miniera di drammi e commedie, bellezza ed infamia, ricchezza e povertà, rassegnazione e continua rivalsa.

Gli studi cinematografici di Cinecittà

La parola chiave dell’itinerario segnato dal giornalista di origine savonese è senza dubbio contraddizione. Una contraddizione quella è alla base di questo testo, cioè il tentativo (immane) di mettere ordine nel disordine della nostra storia; ed ancora la contraddizione nel contenuto del libro: descrivere in lungo ed in largo le gioie e i dolori, le cicatrici e le ferite ancora aperte, casi su cui la storia non ha ancora archiviato e altri su cui forse sarebbe il caso di riaprire un dibattito e cercare di svelare alcuni punti rimasti oscuri: c’è stato un qualche tipo di coinvolgimento americano nella vicenda Moro? Chi furono i reali mandanti dell’omicidio di Pasolini? O ancora cosa è rimasto celato alla stampa e all’opinione pubblica della strage di piazza Fontana (una vicenda per la quale una verità processuale ancora latita)? O cosa si è deciso di divulgare ed in che termini?

Se si vogliono dare risposte a queste domande, sicuramente le risposte sono le si troveranno nell’Italia raccontata da Corrias, né può essere questa la pretesa del lettore alla luce della complessità dei temi e dei potenti interessi che spingono per scoraggiare l’accertamento dei fatti.

L’assassinio di Pasolini

Ma nell’epoca del fatalismo e dell’eclissi culturale Nostra incantevole Italia può rappresentare un punto di inizio per il lettore che decida di iniziare ad essere pienamente un cittadino consapevole del passato, solo in questo modo si sarà capaci di esercitare in modo più consapevole quei diritti per i quali le generazioni passate hanno combattuto due guerre mondiali, un sacrificio molto spesso svalutato nell’odierna opinione pubblica col passare del tempo, ma che ha concesso alla nostra Italia il boom economico, lo slancio per mostrarci al mondo attraverso l’arte (ad esempio quella cinematografica con Cinecittà).

Sarà il lettore a valutare la forma attraverso cui i temi e i fatti vengono descritti, ma non ci si può sottrarre dalla riflessione su quello che siamo stati, lo scopo finale del testo. Nel tentativo di rimettere i mosaici del puzzle nel loro ordine. Buon viaggio!

Pierfrancesco De Felice per MIfacciodiCultura

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