“Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia” a Palazzo Reale

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Bernard Aikema, curatore della mostra

È stata inaugurata il 21 febbraio la mostra Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia, il nuovo e ambizioso progetto offerto da Palazzo Reale con il contributo del Gruppo Cultura del Sole 24 Ore, visitabile fino al 24 giugno 2018. Il percorso espositivo, curato dallo storico dell’arte e Professore di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Verona Bernard Aikema in collaborazione con il Ricercatore in storia dell’arte e Rinascimento tedesco Andrew John Martin, propone quasi centotrenta opere tra dipinti, incisioni, manoscritti di Albrecht Dürer e di numerosi suoi contemporanei tedeschi e italiani provenienti da oltre quaranta prestatori in tutta Europa.

È proprio l’Europa degli scambi e della cooperazione in campo culturale il tema fondamentale della mostra, il cui intento è quello di sottolineare e mettere in luce i numerosi punti di incontro che in epoca rinascimentale si sono venuti a creare tra l’arte italiana e quella tedesca. All’interno di un vasto e articolato percorso, viene infatti indagata la cosiddetta “geografia dell’arte” dell’età pre-moderna, offrendo interessanti spunti sulle direttrici lungo le quali l’arte e cultura viaggiavano e si spostavano. Ciò che emerge in mostra è infatti un Rinascimento fatto di dialoghi, incontri, scambi fecondi e intensi; è il Rinascimento delle scoperte e dei viaggi – non va infatti dimenticato che la scoperta dell’America avviene proprio in quel periodo – attraverso i quali numerosi artisti e artigiani portavano il proprio sapere e la propria maestria al servizio di paesi lontani dalle terre d’origine, dove a loro volta avevano la possibilità di apprendere le tecniche e il gusto delle maestranze locali. Si trattava di viaggi lunghi, difficili, spesso costosissimi ma indispensabili per la formazione degli artisti.

Albrecht Dürer, Ritratto di giovane veneziana, 1505 (particolare)

Il periodo indagato è quello in cui Albrecht Dürer svolge la sua attività professionale, tra il 1480-85 e il 1530 circa, mentre l’area territoriale presa in esame viene circoscritta alle città della Germania meridionale – anticamente denominata Oberdeutschland – e ai centri dell’Italia settentrionale, come Venezia, Padova, Milano, Mantova, ma anche Ferrara e Bologna. All’interno del percorso espositivo, i curatori hanno voluto evidenziare e mettere in mostra come, all’interno di questo panorama caratterizzato da reciproci scambi culturali e artistici, si siano venuti a creare rinnovamenti in campo iconografico, compositivo e formale unici in Europa. Parallelamente a queste tematiche viene poi studiata la storia legata alla vita privata di Dürer, di cui vengono indagati gli spostamenti e i viaggi che lo hanno portato a entrare in contatto con l’arte italiana del tempo. Si pensa infatti che l’artista tedesco abbia visitato Venezia, ai tempi principale centro per la grafica e l’editoria, due volte: la prima, nel 1495, non documentata dalle fonti, mentre la seconda tra il 1505 e il 1507. Qui, Albrecht Dürer, avrà modo di affinare le sue tecniche di incisione e di confrontarsi con i grandi maestri italiani su temi che ritroveremo in numerose sue opere, come lo studio della matematica e della geometria, avvicinandolo alla sempre più appassionata ricerca del vero.

Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia, Palazzo Reale, Milano

Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia, attraverso l’indagine di una delle figure più rappresentative e complete del Rinascimento tedesco e i confronti con alcuni dei più celebri artisti del suo tempo, propone un ricco e approfondito spaccato di un’epoca di inarrestabile vitalità, caratterizzata da immensi mutamenti e dalla massima apertura culturale.

Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia
A cura di Bernard Aikema
Palazzo Reale, Milano
Dal 21 febbraio al 24 giugno 2018

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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