Armi e USA, lo strano binomio che non tutti vogliono superare

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Esposizione di armi

Gli Stati Uniti hanno il numero più alto di proprietari di armi da fuoco, nonché la più alta incidenza di morti per arma da fuoco nel mondo sviluppato. Tuttavia la loro storia, la cultura e paradossalmente i valori impediranno sempre una seria manovra di limitazione alla proprietà privata di armi da fuoco.

L’arma fa parte dell’immaginario collettivo degli Stati Uniti. Il loro simbolo è un’aquila calva ma potrebbe essere la carabina a lunga gittata della Pennsylvania o del Kentucky. Quella carabina usata dai Nativi per sparare ai nemici britannici e francesi, uno strumento simbolo dell’America che insieme ai valorosi soldati ha fondato la dreamland.

La National Rifle Association ha fatto delle armi una propaganda: è giusto avere un arma in casa per difendersi, gli americani si difesero così dagli invasori, le armi fanno parte della famiglia; non è difficile in Kentucky vedere salotti (spesso di estrazione sociale alta) con una carabina sul camino. Una volta si teneva lì perché fosse comoda da imbracciare, oggi invece è una questione di orgoglio, di patriottismo e di adesione alla filosofia libertaria.

Un Paese che nasce attraverso una guerra fa degli strumenti da guerra il proprio credo al punto da inserire nella Costituzione i diritti alle armi da fuoco. Alla base del diritto ad avere un’arma inizialmente c’erano motivi esclusivamente legati alla propria protezione; con il tempo però il “secondo emendamento” è stato strumentalizzato e vittima di spietate propagande.

L’arresto dopo la strage in Florida

La maggiore presenza delle armi si trova nell’America rurale, quella scandita dall’industria e dall’agricoltura, quella che non conosce uno sviluppo culturale come i vicini delle metropoli. In queste zone vaste è molto forte il pensiero repubblicano e i modi con cui vengono tracciati i confini dei distretti per eleggere la Camera degli Stati Uniti (quella che elegge il presidente) favorisce nettamente gli “stati rossi” (i repubblicani). Anche i blu (i democratici) tuttavia sono molto vaghi sulla questione armi, persino il socialista Sanders non ha mai affrontato la questione seriamente.

Tutto il sistema americano gioca un ruolo importante sulle armi e tutti a loro modo le utilizzano per il tornaconto delle lobby. David John Griffith, John Ford e Quentin Tarantino sono solo alcuni dei registi che hanno attribuito alle armi un ruolo centrale.

Le lobby delle armi godono di un gran potere all’interno della Camera, al punto che i programmi dei partiti ed i partiti stessi sono praticamente nulli. Con le loro carabine virtuali  puntano con precisione infallibile gli oppositori alla loro politica e nel giro di pochissimo tempo vengono fatti fuori con il modo più spietato che il mondo e l’America moderna conosca: l’emarginazione. Chi ha cercato di condurre lotte alle armi negli Stati Uniti si è ritrovato in pochissimo tempo solo. Solo a combattere una guerra già persa in partenza.

Manifestazione contro le armi

Dopo i fatti accaduti nel liceo in Florida e le dichiarazioni del presidente Trump, che ha proposto che gli insegnanti vadano preventivamente a scuola armati, l’opinione pubblica è di nuovo spaccata in due, come era già accaduto molte volte in passato. Le lobby delle armi restano ancora un gigante che produce milioni di dollari, i suoi utili sono un bene di cui la nazione non può privarsi. La speranza è l’ultima a morire, prima però di intervenire direttamente attraverso il legislatore è necessario che il cittadino acquisisca la consapevolezza. Armare i professori non è sicuramente la soluzione migliore: la scuola è n luogo in cui i ragazzi vengono educati e dove diventano cittadini. Portare armi all’interno di esse è sbagliato, figuratevi armare la figura che deve plasmare le nuove menti. Le armi sono strumenti di morte e se usate in maniera errata il loro danno è notevolmente più alto.

Bisogna educare i cittadini, educarli a vivere in un Paese dove l’arma da fuoco non viene concepita come un diritto per la propria incolumità in quanto a quella pensa lo stato con le istituzioni. Perché ogni democrazia che si rispetti non può avere tra i suoi diritti portanti quello di armare i cittadini.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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