Franz von Stuck: una forma di Secessionismo ingiustamente trascurata

0 1.514
Allegorien und Embleme (1882)
Allegorien und Embleme (1882)

Nel mondo dell’arte del primo Novecento ad aprire la fila del modernismo è stata l’esperienza del Secessionismo, associata spesso a Vienna, con il riferimento principale del magistrale Gustav Klimt. Ma, in realtà, non solo nella capitale asburgica prese piede questa forte ribellione contro gli stilemi dell’arte antica, bensì anche a Monaco, in Germania: il suo rappresentante più noto fu Franz von Stuck.

Nato il 23 febbraio 1863 a Tettenweis, un paese della Bassa Baviera, dimostrò sin da bambino una grande dote per il disegno, con una predilezione particolare per le caricature. Proprio per questo motivo frequentò dal 1878 al 1881 la Scuola d’Arte di Monaco  dove il vedutista Ferdinand Barth (1842-1892) gli consigliò di continuare il percorso artistico all’Accademia Reale per le Belle Arti. La sua prima opera pubblica fu editata dal gruppo Gerlach und Schenk a Vienna, per la stampa di un portfolio artistico chiamato Allegorien und Embleme (1882), in cui è possibile notare una particolare impronta accademica e al contempo moderna.

Die Wächter des Paradieses (1889)
Die Wächter des Paradieses (1889)

Dopo questo esordio, Franz von Stuck partecipò all’esposizione annuale del Palazzo di Vetro di Monaco, con il suo primo dipinto: Die Wächter des Paradieses (1889). Per realizzarlo l’artista si dedicò appieno al soggetto e alla ricerca cromatica  ispirandosi sia al mondo arcaico, sia a quello divisionista e simbolista: l’iconologia sacrale si vede raffigurata mediante scelte stilistiche innovative, che lo portarono ad essere famoso tra i ritrattisti tedeschi per il dettaglio dei visi e apprezzato nel mondo borghese per la capacità di sublimazione simbolica di scenari mondani ottocenteschi. Negli anni successivi, dopo alcune opere scultoree, alla prima esibizione del movimento secessionista di Monaco (fondato, tra gli altri, dallo stesso Franz von Stuck nel 1892) espose la sua opera più nota ancora oggi, ossia Die Sünde (1893): in essa si può notare un soggetto di nudo femminile associabile al Leitmotiv decadentista della femme  fatale, rappresentata con una carica erotica fortissima, al confine tra il mitologico e il profano, tra il sacro e il mondano. L’opera destò molto scalpore nella società benpensante dell’epoca, ma gli diede ulteriore fama, portandolo alla nomina di Professore di Pittura all’Accademia di Monaco nel 1895: uno dei suoi più grandi allievi sarà Paul Klee (1879-1940).

Die Sünde (1893)
Die Sünde (1893)

Nel 1897 Franz von Stuck contribuì anche alla progettazione architettonica della Villa Stuck di Monaco, disegnando la struttura esterna e interna e decidendo anche i mobili da inserire nelle varie stanze: l’edificio rappresentò uno dei primi esempi di Art Nouveau in Germania e  oggi è un importante museo d’arte. Nell’ultima parte del suo lavoro, l’artista si concentrò però sulla scultura e purtroppo il suo nome finì oscurato dall’importanza di Gustav Klimt e dal movimento secessionista viennese  fino alla morte nella sua Monaco nel 1928. I due conflitti mondiali, assieme all’esplosione di movimenti avanguardisti totalmente fuori dagli schemi, stravolsero completamente l’estetica dell’epoca e resero “fuori moda” il simbolismo di Stuck in Germania. Ma, paradossalmente, nel pieno delle Seconde Avanguardie degli anni Sessanta ci fu un ritorno architettonico nostalgico verso l’Art Nouveau, che favorì nuovi studi sull’artista tedesco e sulle sue opere, dalla pittura alla scultura e dall’architettura alle stampe editoriali.

Una figura poliedrica ingiustamente trascurata, che andrebbe approfondita maggiormente.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.