“The Party”: il film-manifesto di Sally Potter

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The Party è l’ultimo film della regista inglese Sally Potter che sarà proiettato alla Festa del cinema di Roma 2018. La tredicesima edizione dell’evento cinematografico romano si terrà dal 18 al 28 ottobre 2018 all’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi dedicati  della capitale. La struttura realizzata da Renzo Piano sarà il fulcro degli eventi che si alterneranno: oltre alle proiezioni sono previste le esposizioni di alcune opere d’arte visiva. Si svolgeranno  anche incontri ravvicinati con gli autori ed  alcuni protagonisti del mondo culturale italiano. La direzione artistica è stata affidata ad Antonio Monda, scrittore e docente universitario con una intensa esperienza anche all’estero.

Sally Potter

The Party è stato già presento alla sessantasettesima edizione del Festival di Berlino, dove ha ottenuto il Guild Film Prize. La trama racconta le vicende di Janet, da poco nominata Ministro della salute in un neonato governo ombra britannico. La donna celebra l’evento a casa sua insieme a pochi amici e al marito Bill durante un aperitivo. La serata si accende con una confessione di Bill che scatenerà un pericoloso effetto domino tra gli invitati. Nonostante la vicinanza apparente della protagonista agli ideali della politica laburista, colta e liberale, i presenti arriveranno a mettere in dubbio i suoi sentimenti riguardo l’amore, l’amicizia e  la stessa politica. The Party si trasforma così in una crudele ma compassionevole serata tra amici di una certa età che solo apparentemente sembrano aver realizzato tutto nella loro vita.

Kristin Scott Thomas (Redruth, 24 maggio 1960) e Timothy Spall (27 febbraio 1957) interpretano i due coniugi. Entrambi sono personaggi di spicco nel mondo cinematografico inglese: la prima ha ricevuto una nomina agli Oscar e ai Golden Globe per il film Il paziente inglese (1996). Spall, invece, ha incrementato la sua fama grazie al ruolo di Piter ”Codaliscia” Minus nella saga di Harry Potter dal 2004 al 2011.

Emerge una contrapposizione tra i due personaggi principali: Janet appare come una donna impegnata nel sociale e fortemente idealista; Bill è un intellettuale che nel tentativo di favorire la carriera della moglie ha presumibilmente rinunciato alla sua. Il film presenta dei tratti tradizionalmente anglosassoni in cui il concetto di variazione dell’ego di un individuo in base alla propria rappresentazione sociale prende il sopravvento.

L’altro tema centrale in The Party si lega alla vicenda politica: la vittoria alle elezioni in realtà è una sconfitta, ma Janet sembra non rendersene conto o probabilmente fa finta di non saperlo. La profonda attualità del racconto porta il pubblico a riflettere sulle considerazioni personali che la gente comune esprime sui politici. La vita pubblica cela una interiorità che spesso è minata dai giudizi esterni. Ognuno di noi ha una parte animale nel proprio essere, simbolo di quella primitività naturale nascosta dall’educazione creata anche dai libri letti durante tutta la vita. A volte può capitare che il vero ”io” possa emergere creando dei turbamenti negli altri che, vedendo un comportamento non allineato  a quello che si sarebbero aspettati sono spinti a dire ”proprio da te non me l’aspettavo”. Questo discorso a volte è implementato quando le persone colte in fallo  fanno capo all’ala culturale progressista.

The Party è un film che mette a nudo l’essenza della persona in quanto tale e non in quanto cittadino.

Mino Guarini per MIfacciodiCultura

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