Ragnar Kjartansson e “Il cielo in una stanza” per una performance sublime

1 1.369
Ragnar Kjartansson
Ragnar Kjartansson

Ragnar Kjartansson, emblematico artista islandese dalle mille sfaccettature, ritorna al National Museum del Galles di Cardiff con un avvincente nuovo lavoro, che pone al centro la musica italiana con il capolavoro senza tempo di Il cielo in una stanza.

La celebre canzone italiana sarà la chiave della performance The Sky in a Room, fruibile fino all’11 marzo. Giocando sul titolo della canzone, Ragnar Kjartansson ha scelto come scena una stanza blu del museo, privata dei suoi capolavori inglesi del XVIII secolo, per creare un ambiente vuoto, fortemente emblematico dove un organo antico riproduce incessantemente la dolce melodia italiana. Le note del Il cielo in una stanza, suonate da squadre di musicisti al pregevole organo antico del XVIII secolo, sono le protagoniste di una performance interiore, dove musica e spazio si sposano perfettamente per creare suggestioni inedite. Ogni cosa presente, nella sua essenzialità, è un rimando continuo alla canzone, dalla scelta della stanza allo strumento musicale: tutto enfatizza le parole del capolavoro di Gino Paoli. Ogni elemento di disturbo viene eliminato, per creare uno spazio puro, che idealmente si dilata ed inizia a vivere secondo quanto narrato dal testo. La performance mira a creare uno spazio onirico e surreale, dove l’azzurro delicato della tappezzeria, isola e al tempo stesso enfatizza l’organo e il musicista, abbattendo lo spazio materiale della stanza.

The Sky in a Room

L’organo diventa il collegamento con il luogo espositivo, lo strumento attraverso cui legare l’intento di Ragnar Kjartansson con la storia del museo e dare una nuova interpretazione ai suoi spazi. Il celebre organo è il simbolo del mecenatismo illustre di Sir Watkin Williams Wynn, per cui fu realizzato nel 1774. La sua casa londinese in St James’ Square, che per prima accolse lo strumento musicale, era la sede privilegiata del suo patrocinio alle arti, grazie al quale numerosi artisti poterono dare vita alle loro opere, servendosi della sua ricca galleria di antichi maestri. Lo scopo di Artes Mundi, finanziatore dell’opera, era quello di creare un dialogo tra l’arte di Ragnar Kjartansson e il sito specifico, dove storia, musica e arte fossero perfettamente armonizzati. L’opera, infatti, è stata acquistata dal museo gallese in seguito alla vincita dell’artista all’edizione biennale di Artes Mundi, che sostiene dal 2002 artisti innovativi, internazionali, contemporanei e visivi il cui lavoro si intrattiene con la realtà sociale e l’esperienza vissuta.

Ragnar Kjartansson è sicuramente un artista poliedrico, capace di coprire l’intero arco dell’arte: dalla musica al teatro e dalla pittura alla cultura visuale. La sua grande dote è quella di rendere attraverso la teatralizzazione esperienze uniche ed autentiche, dove musica, pubblico e artista dialogano in una sapiente sinfonia costruita mirabilmente. La teatralità, la ripetizione e l’identità sono elementi di giuntura nelle sue performance, dove il confine tra finzione e realtà si fa sempre più labile. La musica è elemento di ispirazione e la sua capacità risiede nel saper mettere in scena un brano, servendosi di tutti i mezzi di comunicazione a sua disposizione. Da musicista classico ha più volte ricreato azioni a partire da melodie più o meno note come Folksong nel 2007, in cui un versetto del testo di una canzone sconosciuta veniva ripetuto interrottamente o Bliss nel 2011, dove, accompagnato da  un cantante lirico e un’orchestra eseguiva per dodici ore consecutive l’ultima aria de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. Celebre è la sua istallazione alla Biennale di Venezia e, nel 2013, all’Hangar Bicocca di Milano, The Visitors, dove la melodia di Feminine Ways viene e cantata e suonata da musicisti visibili attraverso l’istallazione di nove schermi.

Un’altra performance di Kjartansson

Ancora una volta, Ragnar Kjartansson con The Sky in a Room si conferma artista sapiente capace di rendere la musica presenza. Ad andare in scena è uno dei capolavori della canzone italiana, dal testo unico e dalla melodia sorprendente, entrato nell’immaginario comune ed elevato dall’artista a strumento evocativo dell’arte. La combinazione di colore, spazio e musica, grazie al mirabile organo, creano un’atmosfera unica, capace di rendere l’essenza della canzone nelle sue intime declinazioni. La presenza stessa del vuoto, nella quasi blasfema privazione delle opere d’arte che la sala accoglieva, è un elemento fondante di questa narrazione, oltre che la cifra espressiva di un artista che non smette mai di interrogarsi sul concetto stesso di arte e della sua comunicazione. Le sublimi note de Il cielo in una stanza sembrano essere l’accompagnamento perfetto per lo spazio che le accoglie, oltre che la poesia ideale per comunicare il messaggio di un amore senza barriere. Interessante sarà la reazione del pubblico e l’interazione che la performance saprà creare con i fruitori della collezione del National Museum del Galles di Cardiff che sicuramente sapranno apprezzare la bellezza della musica.

Ragnar Kjartansson: The Sky in a Room
National Museum Cardiff
Dal 3 febbraio all’11 marzo 2018

Martina Conte per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. anna v. monaco dice

    FANTASTICO !
    NON AVREI ALTRE PAROLE..
    SOLO SE TUTTI TRIBUTASSERO I LORO AMATI E APPREZZATI CANTANTI IN QUESTO MODO .. IL MONDO SAREBBE MIGLIORE

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.