“Mercanti di bellezza”: un libro racconta gli artefici della bellezza italiana

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Costantino D’Orazio

La sfaccettata ricchezza della cultura italiana affonda certamente le sue radici nei tanti e talentuosi artisti e pensatori che nacquero nel Bel Paese, ma altresì nella generosità e nella lungimiranza dei mecenati che nel corso dei secoli li hanno sostenuti, promossi e finanziati. A quest’ultimi è dedicato il libro Mercanti di bellezza (Rai-Eri) di Costantino D’Orazio. Il critico d’arte ha voluto raccontare la storia di quei personaggi che grazie al loro contributo hanno reso possibile la realizzazione di opere eterne. Curatore della rubrica AR – Frammenti d’Arte su Rainews24, ha messo dunque per iscritto il frutto delle sue ricerche che hanno per protagonista una storia poco conosciuta ma grandiosa, come dice lo stesso autore nell’introduzione del libro:

L’Italia è uno dei Paesi più belli e ricchi d’arte del mondo, non soltanto perché ha dato i natali a geni e artisti formidabili, ma anche perché ha formato re, imperatori, cardinali, Pontefici, imprenditori, sindaci, nobildonne e collezionisti visionari, che hanno perseguito la follia di investire sogni e denaro nella bellezza, spesso con scarso sostegno e comprensione da parte di propri contemporanei

Mercanti di bellezza

I mecenati sono a forse a loro modo artisti a loro volta? Forse sì. Questi uomini dalla spiccata sensibilità dedicarono buona parte delle loro risorse all’arte, anche a costo di sembrare folli. I libri di storia dell’arte raramente raccontano queste figure, perciò D’Orazio ha voluto render loro giustizia con una narrazione avvincente, tra intrighi, nobiltà, passione smisurata per l’arte, voglia di immortalità e soprattutto smisurata generosità. Ovviamente leggiamo le storie della nobiltà aristocratica e papale, ma anche di uomini ricchissimi e soprattutto collezionisti ai quali la bellezza italiana deve moltissimo, poiché è anche in base al loro gusto che le opere, gli edifici, i giardini venivano realizzati. Anche se oggi si storce il naso al pensiero che un’opera d’arte possa subire l’influenza del committente, nei secoli passati era la prassi, perciò gli artisti modellavano il proprio estro in base alle richieste: chissà come sarebbe andata se la creatività non fosse stata incanalata da chi metteva le risorse economiche per sostenerla…

Da Roma a Piacenza, da Firenze a Catania, Costantino D’Orazio racconta degli Este, dei Papi, dei Medici, di Federico II di Svevia, di Augusto, ma anche di Ernesto Nathan, sindaco di Roma a inizio ‘900, e Adriano Olivetti, in una storia che trascende i secoli e le aree geografiche e come risultato ha solo ed esclusivamente il perseguimento dell’estasi estetica, infinito e preziosissimo dono fattoci da lungimiranti uomini del passato.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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