#EtinArcadiaEgo – Wes Anderson entra al museo: a Vienna la prima mostra

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Wes Anderson – Juman Malouf
Wes Anderson – Juman Malouf

Spesso si sente dire che i film di Wes Anderson, uno dei più apprezzati registi del nostro tempo, siano delle esposizioni fotografiche riprese da macchina, quasi diapositive montate una dopo l’altra e assemblate in modo da costruire una storia. Possiamo dunque solo immaginare cosa aspetta coloro che andranno a visitare la prima mostra curata proprio da Wes Anderson che prenderà il via dal Kunsthistorisches Museum di Vienna l’11 settembre di quest’anno per concludersi il 20 gennaio 2019.

Ancora nulla di certo sul titolo e le tematiche della mostra, ma è opinione degli addetti ai lavori che possa essere davvero una bomba nel mondo dell’arte. Anderson, regista all’antica nel suo essere avanti a tutti, ha sorpreso il mondo con le tinte pastello e i tagli fotografici dei suoi film, entrambi elementi che hanno fatto scuola nel cinema degli ultimi anni. Se da un lato infatti il colore sembra ispirare un’ambientazione da “casa di bambole”, la fotografia, così statica e del tutto simile a una finestra, dona peso al tono favolistico delle sue storie. Il suo Moonrise Kingdom è probabilmente uno dei film più sottovalutati degli ultimi quindici anni, forse anche perché in pochi ne hanno compreso il reale significato. Un Pirandello fuori tempo massimo (o prima di tutti?) con sprazzi della tenue melanconia di Ibsen: Wes Anderson è entrato a gamba tesa nel mondo del cinema, sviscerando ogni volta di più la società in cui viviamo.

Altissime dunque le aspettative per la sua prima esposizione al di fuori del cinema, in cui sarà coadiuvato da Juman Malouf, scrittrice libanese e sua compagna ormai da qualche anno. La Malouf, che ha avuto un ruolo decisivo nella realizzazione di Fantastic Mr. Fox, si è dichiarata entusiasta di questo progetto, anche se nulla ha voluto dire sulle tematiche che verranno toccate.

Quel che è certo è che le premesse sembrano intriganti: il Kunsthistorisches ha dato totale disponibilità al regista e alla scrittrice, permettendo il completo, o quasi, uso dello sterminato patrimonio artistico delle sale (ma soprattutto del non esposto) del celebre museo viennese, ansioso di diventare ancor di più uno dei principali poli attrattivi della cultura museale europea. Così, la coppia di insoliti curatori potrà attingere a pezzi unici di antichità greco-romane, antiquariato di epoca imperiale, collezioni di armi, armature, strumenti musicali, orologi, insomma vari scampoli di passato saranno nelle mani del vulcanico regista del Texas. E i suoi fan, sparsi in tutto il mondo si fregano le mani.

lo splendido Kunsthistorischen Museum

Inoltre, due notizie dell’ultim’ora hanno ancor di più entusiasmato le legioni di ammiratori del regista: la prima è la disponibilità del museo viennese Wagenburg a prestare la sua collezione di carrozze e slitte degli imperatori d’Austria alla causa del regista e della sua compagna, a dimostrazione di quanto Anderson stia preparando in grande il suo esordio come curatore. Ma la seconda è davvero grandiosa: la mostra di Anderson infatti non sarà esposta una tantum. Verrà infatti riproposta qui in Italia, a Venezia: sarà riallestita infatti nella Fondazione Prada della città di San Marco. Una dimostrazione di come il Bel Paese, anche nell’attuale smarrimento culturale, attragga sempre a sé la grande cultura internazionale.

Wes Anderson – Juman Malouf
Kunsthistorischen Museum, Vienna
Dal 11 settembre 2018 al 20 gennaio 2019

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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