“CliCiak 20”: la fotografia di scena in mostra alla Casa del Cinema di Roma

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Philip Antonello

Tutte le strade portano a Roma recita un proverbio evergreen e, fino al 7 marzo, una di queste potrebbe condurre l’appassionato di cinema e fotografia dritto alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, a due passi da via Veneto. Qui, nella mostra CliCiak 20 – Scatti di cinema, è esposta una selezione delle quasi duemila foto presentate dai 53 fotografi di scena che hanno partecipato al concorso CliCiak organizzato dal Centro del Cinema di Cesena. Quest’ultimo con il fondo speciale CliCiak può vantare un archivio di ventimila foto, accumulate nel corso di vent’anni di attività e passione per la fotografia di scena. Lo scopo è recuperare e valorizzare il patrimonio fotografico dei film del passato e lanciare un ponte verso il futuro. La formula del concorso è apparsa la più adatta ad invogliare anche i giovani fotografi a partecipare al progetto di creazione di una fototeca del cinema contemporaneo.

Il Concorso CliCiak, nato nel 1998, prevede l’invio degli scatti eseguiti sui set in cui i fotografi hanno lavorato negli ultimi tre anni. I premi, attribuiti a seconda del genere per cui si concorre, sono divisi tra quello per la Migliore foto scattata sul set di un film e quello per il Migliore scatto di una serie televisiva. Seguono il premio Ciak-ritratto d’attore sul set, conferito dal Ciak Magazine, e quello speciale intitolato a Giuseppe e Alda Palmas attribuito al lavoro di un fotografo esordiente.

Maila Iacovelli e Fabio Zayed

In CliCiak 20 – Scatti di cinema troviamo esposta la foto vincitrice ritenuta la migliore scattata, secondo la giuria, negli ultimi tre anni: realizzata da Philip Antonello, ferma un momento delle riprese del film Ben Hur, girato nel 2016 dal regista Timur Bekmambetov, quinta trasposizione cinematografica del libro di Law Wallace (ricordiamo il Ben Hur mitico con Charlton Heston del 1959). La foto di Antonello colpisce per la sua semplicità: colline di un bianco accecante fanno da sfondo ad alcuni centurioni romani impegnati in un arresto. Ma, come ha sottolineato uno dei giurati del premio, la battaglia è un’altra, è quella fra chi recita e chi riprende: cameramen e fotografi con addosso l’attrezzatura fronteggiano attori e comparse con corazze e spade sguainate. In pratica viene ritratto il cinema come finzione e il lavoro che permette la finzione, entrambi colti durante uno scontro di cui niente traspare.

Di diverso segno è la foto premiata per le serie televisive: la si deve a Gianni Fiorito ed è stata scattata sul set di The Young Pope di Paolo Sorrentino (immagine di copertina). Vediamo uno ieratico Jude Law vestito dei sontuosi paramenti papali ma la sigaretta aspirata voluttuosamente e le basette, troppo lunghe e moderne per un papa sono ambigue e fanno dettaglio.

Stefano Montesi

Infine troviamo quella premiata dal Ciak Magazine, scattata da Maila Iacovelli e Fabio Zayed sul set del film Moglie e marito del regista Simone Godano. Un primo piano in bianco e nero dell’attrice Kasia Smutniak è fermato su uno sfondo vuoto che potrebbe voler indicare l’attesa o l’indecisione.

Tra le altre foto in mostra vale la pena segnalare quella di Stefano Montesi fatta sul set di Piccoli crimini coniugali, con Sergio Castellitto e Margherita Buy, diretto dal regista Alex Infascelli. Seduti ad un tavolo specchiato i due coniugi hanno volti vuoti come i loro piatti mentre su di loro incombe un candelabro che, a rovescio, sembra un forcone. E ancora possiamo ammirare l’attrice Donatella Finocchiaro sul set di Accabadora, ritratta in uno scatto di Nicola Casamassima. Raccoglie i panni stesi ad asciugare e ferma in mezzo ai fili di quel bucato consumato ha gli stessi colori delle lenzuola e delle coperte,ricreando un archetipo femminile ancestrale.

Nicola Casamassima

Le foto premiate sono state scattate naturalmente con finalità promozionali, ma possiedono un potenziale che le rende parti di un “metalinguaggio iconico”. L’occhio professionale, a tratti furtivo, del fotografo ha colto nella recitazione l’immagine, un mix intrigante di comunicazione e suggestione. Operazione dovuta alla soggettività di chi inquadra e su questo aspetto, secondo alcuni, si dovrebbe fare una distinzione separando le fotografie di scena, che mostrano fedelmente il film, dalle fotografie di set, che documentano ciò che gli spettatori non vedono: pause, preparazioni, suggerimenti. In pratica quello che con un termine di uso corrente chiamiamo backstage sta ottenendo un interesse crescente. I filmati dei backstage si avviano a diventare una forma di spettacolo che conta milioni di visualizzazioni e ha spinto le produzioni a proiettarli durante o dopo i titoli di coda. Costituiscono quasi un film nel film che permette di entrare nel vivo della lavorazione vedendo spezzoni di scene eliminate, variazioni al testo, inquadrature strane, confessioni di paure e momenti di soddisfazione. Attimi che solo un bravo fotografo di scena trasforma invece in scatti irripetibili, quasi un alter ego del film stesso.

Le foto migliori, realizzate su set famosi o poco conosciuti, sono dunque in mostra a Roma per raccontarci il dietro le quinte del fare cinema e divulgare una forma d’arte poco valorizzata.

CliCiak 20 – Scatti di cinema
A cura di Antonio Maraldi
Casa del Cinema, Roma
Dal 9 febbraio al 7 marzo 2018

Maria Rosaria Porcaro per MIfacciodiCultura

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