La discussione tra Giorgia Meloni e Christian Greco: quando la politica attacca la cultura

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Una sala del Museo delle Antichità Egizie di Torino
Una sala del Museo delle Antichità Egizie di Torino

In un Paese con una politica veramente liberal-democratica, i partiti parlamentari non dovrebbero inseguire le tendenze estremiste di una frangia strisciante dell’opinione pubblica. Peccato che in Italia non sia così: determinate formazioni parlamentari nell’attuale campagna elettorale stanno minacciando le stesse fondamenta dello Stato di diritto. Per esempio Fratelli d’Italia, che, tramite la Presidente Giorgia Meloni e il Responsabile nazionale della comunicazione Federico Mollicone, ha attaccato duramente il Direttore del Museo delle Antichità Egizie di Torino Christian Greco.

Il Museo delle Antichità Egizie di Torino è tra i più importanti siti museali con beni archeologici dell’Antico Egitto al mondo, grazie alla vastità delle sue collezioni e al loro valore inestimabile. Aperto nel 1824 su volontà dell’allora Re di Sardegna e Duca di Savoia Carlo Felice, nel corso dei decenni subì continui ampliamenti dimensionali e modifiche museografiche, risultando sempre più un vero e proprio fulcro di attività culturale e asset di marketing territoriale.

Christian Greco, Direttore del Museo delle Antichità Egizie di Torino
Christian Greco, Direttore del Museo delle Antichità Egizie di Torino

Dal 2004 la tutela e valorizzazione dei reperti del Museo, precedentemente di responsabilità pubblica, è stata passata in concessione per trent’anni dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali a una Fondazione privata: da quel momento è partita una ridefinizione graduale dell’impostazione strategica e operativa del Museo, culminata con la grande ristrutturazione del 2010-2015. Con questo intervento la superficie espositiva è stata raddoppiata, arrivando a oltre 60.000 mq, e i servizi di fruizione sono stati ottimizzati. L’arrivo dal 2014 alla Direzione di Christian Greco, egittologo classe 1975 con un passato accademico a Pavia al Collegio Ghislieri e a Leida (Paesi Bassi), ha ulteriormente migliorato i risultati economici e di ricerca scientifica della struttura: i ricavi da vendita dei biglietti è aumentato del 205% e si è arrivati a registrare circa 800.000 visitatori ogni anno, facendo così rinascere il Museo Egizio e rendendolo uno dei musei più virtuosi e visitati d’Italia e al mondo.

Quest’anno Christian Greco ha fatto avviare una campagna di price marketing indirizzata ai cittadini di lingua arabaFortunato chi parla arabo, con cui permettere alle coppie arabe di visitare il Museo pagando un solo biglietto e di utilizzare contestualmente altri servizi, come le audioguide in lingua araba. L’iniziativa, finalizzata a favorire l’integrazione sociale e culturale con agevolazioni per chi solitamente non frequenta la struttura, ha scatenato un vero e proprio vespaio.

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia

Giorgia Meloni, che venerdì 9 febbraio si trovava a Torino per la campagna elettorale, dopo un giro al mercato cittadino ha formato un sit-in di protesta davanti al Museo per contestare questa scelta, parlando di «razzismo al contrario verso gli Italiani». Ma, non appena ha saputo del “drappello” di protestanti, Greco è uscito dal Museo per dialogare direttamente con Giorgia MeloniIl video dei passanti e dei giornalisti è diventato presto virale, per l’evidente figuraccia della politica di fronte al Direttore su vari punti. Innanzitutto Greco ha ricordato le varie iniziative dal grande valore sociale da lui avviate nelle carceri e negli ospedali per portare il Museo fuori dai confini della sua struttura, nonché le azioni di solidarietà per i senzatetto. Incalzato poi da Meloni sul tema dell’offerta per gli Arabi, il Direttore ha ripreso le varie promozioni commerciali per le coppie a San Valentino, le riduzioni per gli studenti universitari e l’ingresso gratuito nel giorno del proprio compleanno. Inoltre ha ribadito come queste offerte abbiano fatto da stimolo efficiente ed efficace per il Museo e le sue casse, registrando ottimi ricavi da vendita dei biglietti capaci di coprire pienamente i costi (fatto piuttosto raro per un’istituzione museale). Ma ciò non è bastato a Meloni, che ha parlato di discriminazione religiosa verso i cristiani: la risposta di Greco è stata spiazzante e quantomeno chiara, ricordando la prerogativa di universalità della fruizione culturale ed evidenziando quanto molti Arabi non siano neanche musulmani, come i cristiano-copti proprio in Egitto.

Federico Mollicone, Responsabile nazionale della comunicazione di Fratelli d'Italia
Federico Mollicone, responsabile nazionale della comunicazione di Fratelli d’Italia

Dopo questo confronto, pacato ma al contempo acceso, domenica 11 febbraio il Responsabile nazionale della comunicazione di Fd’I Federico Mollicone ha pubblicato un comunicato in cui minacciava, nel caso di vincita della coalizione di centro-destra, uno «spoil system automatico per tutti i ruoli di nomina» del MiBACT. In pratica l’intento era di attaccare direttamente Christian Greco, sottintendendo di cacciarlo una volta al Governo. Peccato che la nomina del Direttore del Museo Egizio competa solo alla Presidente Evelina Christillin, in quanto gestito da una Fondazione privata che, seppur veda la partecipazione in C.d.A. del Comune di Torino e della Regione Piemonte, da tempo vive per la maggior parte tramite donazioni da privati e incasso dei biglietti.

Insomma: questo squallido teatrino a cui i cittadini italiani hanno assistito da giorni è stato totalmente inutile e finalizzato a motivi elettorali. Uno squallido teatrino che però ha dimostrato come certi politici vogliano apertamente ostacolare la meritocrazia dei grandi dirigenti nazionali in nome dell’ideologia partitica, intaccando così la cultura e la sua difesa. Un cattivo esempio di come le politiche pubbliche possano minacciare la cultura e non lavorare per la cultura, tutelandola e valorizzandola seriamente.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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