Giordano Bruno, ovvero la storia di quando la libertà di opinione venne bruciata viva come eresia

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17 febbraio 1600: Giordano Bruno viene arso vivo a Roma, in piazza Campo dei Fiori. La sua lingua è serrata da una morsa, così che non possa parlare. Il suo corpo viene denudato e legato ad un palo. Poi le fiamme.

Era un eretico e come tale meritava il rogo: il 27 febbraio 1593 viene rinchiuso delle carceri romane fino al 1597 e, forse, ivi viene torturato. Il 12 gennaio 1599 gli viene chiesto di abiurare otto proposizioni eretiche e lui, come tanti prima e dopo, rifiuta tutto ciò in cui credeva. Abiura, chiede perdono, cerca di cancellare quella colpa che la Chiesa proprio non accetta: il libero pensiero. Eppure, a nulla serve: al rogo!

Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam.

Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla.

Giordano Bruno

Giordano Bruno

È solo il 18 febbraio del 2000 che papa Giovanni Paolo II esprime il rammarico per la morte del filosofo, solo dopo 400 lunghissimi anni. Ma, per quanto la sua morte «costituisce oggi per la Chiesa un motivo di profondo» la sua figura non può essere riabilitata poiché, per le sue scelte intellettuali, rimane un eretico.

Pare proprio che quel perdono incondizionato e pieno d’amore di cui sono piene le Sacre Scritture sia e rimanga una prerogativa tutta divina che nemmeno il successore di Pietro in terra riesce ad attuare pienamente.

A Giordano Bruno è stata eretta a fatica anche un’innocua statua: nel 1800 un comitato internazionale (in cui vi erano persone del calibro di Victor Hugo, Henrik Ibsen o Walt Whitman) promuove l’iniziativa al fine di erigere un monumento al filosofo nel luogo della sua morte. Eppure, il potere ecclesiastico si oppone: nel 1888 una manifestazione di studenti viene repressa dalla polizia. Tutti vogliono la statua di Giordano Bruno. Fu allora che Crispi, al fine di «imprimere su Roma il suggello della modernità», approva il monumento di Ettore Ferrari. Il Papa, allora Leone XIII, dapprima minaccia di lasciare Roma. Poi ci ripensa, ma passa tutto il giorno digiuno e inginocchiato davanti alla statua di San Pietro a pregare per la lotta contro la religione cristiana.

Ovviamente, il Papa non abbandonò mai il Vaticano e si rassegnò a quel monito in Campo dei Fiori, segno tangibile di come la religione cattolica abbia arso più di un pensatore (o ci abbia pensato senza farlo) sul rogo della censura.

Nemmeno Mussolini rimosse quest’opera quando dopo i Patti Lateranensi gli venne chiesto di eliminarla per costruirvi una cappella espiatoria. Eppure, memore dei tafferugli del 1888, non rimuove la figura di Bruno, spinto anche da un buon consigliere: Giovanni Gentile.

Ma cosa predicava Giordano Bruno di così letale, di così sbagliato, di così tremendamente spaventoso da finire bruciato sul rogo con la lingua in una morsa?

Giordano Bruno

Tra le otto tesi abiurate ci sono scelleratezze come l’immortalità dell’anima, la concezione dell’universo come infinito e la teoria copernicana: la Terra gira intorno ed è dotata di anima, mentre gli astri sono concepiti come angeli.

Certo, si tratta di dottrine eretiche: ma sono davvero pericolose al punto da farlo finire sul rogo?

Bruno rifiuta, ad esempio, la creazione divina del creato: ma sostiene anche che l’infinità dell’universo rispecchia l’infinità di Dio, e che Dio e Natura sono un’unica realtà da amare incondizionatamente.

Tutte affermazioni che, effettivamente, lo portano in contrasto con la parola delle Sacre Scritture: e si avvicina, ad esempio, ad altre tesi eretiche come quella di Ario.

Insofferente ormai ai dogmi e alle parole della religione cristiana, abbandona l’abito domenicano che gli aveva dato il nome di Giordano nel 1576: ritorna Filippo, lascia Roma e inizia a spostarsi tra Italia, Europa e Svizzera. Ma ormai Giordano/Filippo Bruno ha una taglia sulla sua testa, ormai le sue tesi sono andate troppo oltre e merita il rogo. Quando la sera del 23 maggio del 1592 viene arrestato e condotto nelle carceri dell’Inquisizione di Venezia la sua condanna ormai è stata scritta.

Giordano Bruno fu eretico? Sì.

Giordano Bruno meritava di essere arso vivo per la sua eresia? No.

La sua filosofia non era pericolosa, come non lo era quella di Ario e nemmeno quella di Lutero: erano solo interpretazioni differenti. Inaccettabili per la Chiesa Cattolica, senza dubbio. Ma anche quanto fece l’Inquisizione, tanto con Bruno che con molti altri, non è da considerarsi propriamente cristiano: il giudizio sugli uomini non deve avvenire in Terra né tanto meno da parte di altri uomini. Sarà di Dio, dopo le trombe dell’Apocalisse, nel giorno del giudizio.

Eppure, oggi, non riesco a sentirmi così lontana da quel 1600. L’Inquisizione e i roghi non ci sono più. In teoria. Ma in pratica l’ingerenza della Chiesa, continua e implacabile, negli affari laici che non le competono è più attiva che mai: mentre in Italia si parla di unioni civili, di gender o stepchild adoption, il clero ci spiega cosa sia la vera famiglia, il vero amore, la vera virtù.

Giordano Bruno non volle mai spiegare ai cristiani come essere tali: anzi, proprio nel rifiuto di quei dogmi si tolse l’abito domenicano.

Ma avere una libera opinione, in teoria, gli era concesso. Come sarebbe, in teoria, concesso a tutti noi. Sarebbe giusto per noi poter scegliere cosa pensare, cosa dire, cosa fare e come farlo al di là del vivere in uno stato a maggioranza cattolica. Oltre il gioco secolare del vivere nello Stato in cui è ospitato lo Stato Vaticano.

Invece, siamo continuamente sottoposti al giudizio della cupola di San Pietro, sempre in attesa.

Ed è così che oggi il morso che fisicamente attanagliava la lingua di Giordano Bruno è rimasto invisibile ma attivo nei secoli, rendendoci schiavi silenti e non volenti di una Chiesa che non accetta di poter separare laico e religioso e che non permette ai suoi fedeli di discernere, varcata la soglia del Parlamento, tra quanto debbono votare per il loro Stato e quanto invece vorrebbero votare per la loro Chiesa.

Perché la libertà di opinione, ancora oggi, è eresia.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

4 Commenti
  1. Ottavia dice

    “Il 12 gennaio 1599 gli viene chiesto di abiurare otto proposizioni eretiche e lui, come tanti prima e dopo, rifiuta tutto ciò in cui credeva. Abiura, chiede perdono, cerca di cancellare quella colpa […]”. Dove ha preso queste informazioni?
    Giordano Bruno non ha mai abiurato le otto proposizioni, bensì rispose alla Santa Romana e Universale Inquisizione in data 21 dicembre 1599: “quod non debet nec vult rescipiscere, et non habet quid recsipiscat nec habet materiam rescipiscendi, et nescit super quod debet rescipisci” (“che non deve né vuole pentirsi e non ha di che pentirsi né ha materia di pentimento, e non sa di che cosa debba pentirsi”). Difese ostinatamente la sua filosofia non accettando patteggiamenti di alcun tipo. La prego di correggere l’articolo, così da non infangarne ulteriormente la memoria: quest’affermazione da lei riportata stravolge, disonorandola, la figura di Giordano Bruno. Infine, la prego di documentarsi e studiare, prima di approcciarsi a una tastiera.

    1. martina dice

      Gentile Valentina Ferrario, a fronte del commento sopra espresso (ben 7 mesi fa…) le chiederei di precisare,
      che senso ha parlare di cultura condivisa e poi ignorare i commenti o le rettifiche di chi legge?
      PS mi pare che abbia inoltre riportato una frase a cui manca una parola “Ma, per quanto la sua morte «costituisce oggi per la Chiesa un motivo di profondo» la sua figura non può essere riabilitata poiché, per le sue scelte intellettuali, rimane un eretico.”
      di profondo cosa?

      1. Valentina Ferrario dice

        Gent.ma Martina,

        ha perfettamente ragione.
        Il commento viene approvato in genere in poche ore se non ci sono problemi di volgarità. Giacchè il commento a cui fa riferimento merita una risposta credo ci sia stato un disguido tecnico nella piattaforma. Ora lo ho approvato io personalmente a mano. Sono certa che la signora Marta Merigo se s’imbatterà nella sua richiesta di correzione si preoccuperà di rispondere come ritiene opportuno. Grazie molte per la sua cortese attenzione. Buona giornata

  2. Lisa dice

    Signora Ottavia,
    Grazie per la Sua rettifica,ho provato anche io un moto di sdegno nel leggere la falsa notizia della “presunta’abiura di Giordano Bruno.
    Se non si vuole leggere la sua biografia,si puo’sempre optare per il bellissimo film sulla vita del filosofo interpretato da un grande Gian Maria Volonte’!

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