#ArtSpecialUNESCO – I Longobardi in Italia: i luoghi del potere

0 622
Il Tempietto del Clitunno, a Perugia, uno dei sette luoghi del potere scelti dall’UNESCO per rapresentare il dominio longobardo in Italia

Che l’Italia abbia subito, nel corso dei secoli, le dominazioni di innumerevoli popolazioni straniere non è una novità. Che tali eterogenei domini abbiano influito in modo determinante sulla nostra cultura rendendola unica nel suo genere, neanche è una novità… Forse, però, non tutti sanno quanto incisivo, per il nostro bagaglio culturale, è stato il potere esercitato dai Longobardipopolazione di origine germanica, emigrata in Italia a partire dal 568 d.C. – per ben due secoli (dal VI all’VIII secolo) sul territorio del nostro Paese.

L’UNESCO, l’organizzazione internazionale creata in seno alle Nazioni Unite allo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale mondiale, nel 2008 ha inserito nella World Heritage List un sito dedicato proprio ai Longobardi, intitolato I Longobardi in Italia: i luoghi del potere.

Se, dunque, per le foreste primordiali dei faggi la natura ha giocato un ruolo fondamentale per la distribuzione delle stesse nelle diverse regioni italiane, per il sito UNESCO di questa settimana la capillare diffusione di quest’ultimo, su tutto il territorio del nostro paese (da Nord a Sud, passando per il centro), è dovuta invece alla vasta egemonia che i Longobardi seppero imporre nel sud d’Europa a partire dal II secolo d.C.

Trattandosi di un patrimonio dell’umanità diffuso, diversi sono i monumenti che lo compongono. Tra fortezze, chiese e monasteri, sette sono i luoghi individuati dall’UNESCO e inseriti nella World Heritage List.

La cripta della Chiesa di Santa Sofia a Benevento, fatta costruire dai Longobardi intorno al 760

Parliamo del Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli (Udine), luogo ove venne fondato il primo ducato longobardo; del complesso monastico di San Salvatore – uno degli esempi più importanti di architettura religiosa altomedioevale – e Santa Giulia a Brescia; del Castrum di Castelseprio (Varese), struttura militare riadattata dai Longobardi in stazione commerciale e, sempre nello stesso comune, della Chiesa di Santa Maria Foris Portas, in cui è conservato uno dei più rilevanti cicli pittorici dell’Alto Medioevo; del Tempietto del Clitunno a Campello (Perugia), tempio di tipo corinzio che per gli elementi decorativi presenti al suo interno è stato oggetto di studio da parte di maestri rinascimentali (tra tutti si ricorda il Palladio); della Basilica di San Salvatore a Spoleto (Perugia), basilica paleocristiana che, con l’arrivo dei longobardi, subì grandi rinnovamenti nei suoi elementi strutturali e decorativi; della Chiesa di Santa Sofia a Benevento (base fondamentale della Longobardia Minor) che fu fatta costruire dal Duca longobardo Arechi II intorno al 760 sul modello della cappella palatina di Liutprando a Pavia; ed infine del Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Foggia) nel quale gli influssi dell’arte longobarda si avvertono soprattutto nelle iscrizioni della seconda sezione delle cripte.

Tuttavia, i Longobardi che proprio in Italia raggiunsero l’apice della loro supremazia, sempre in Italia e nello specifico a Pavia, trovarono la loro fine, venendo sconfitti nel 774 dai Franchi guidati da Carlo Magno. Nonostante la fine del Regno, rimasero per secoli tracce dei Longobardi e della grande renovatio da questi attuata in campo giuridico (famigerato il Liber legis longobardorum), così come in quello economico e sociale. Dal punto di vista culturale, inoltre, i monumenti sopra descritti testimoniano ampiamente il ruolo determinante che i Longobardi seppero giocare nell’insediarsi in Italia anche attraverso l’arte.

Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Foggia), sito UNESCO dal 2008

Per tali ragioni il VI criterio UNESCO recita: «I luoghi dei Longobardi e la loro eredità nelle strutture culturali e spirituali della cristianità medievale europea sono molto rilevanti. Essi hanno potenziato significativamente il movimento monastico e hanno contribuito alla creazione di una meta antesignana dei grandi pellegrinaggi, Monte Sant’Angelo, con la diffusione del culto di San Michele. I Longobardi svolsero inoltre un ruolo determinante nella trasmissione al nascente mondo europeo delle opere classiche di letteratura, tecnica, architettura, scienza, storia e diritto».

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.