Nasce la biblioteca italiana di Bangkok, dedicata a Tiziano Terzani

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C’è uno stretto legame tra Firenze e Bangkok che passa attraverso la figura di Tiziano Terzani (1938 Firenze – 2004 Orsigna) e la società Dante Alighieri. Il 31 gennaio 2018 infatti è stata inaugurata la biblioteca italiana di Bangkok dedicata allo scrittore fiorentino, proprio nella casa dove ha vissuto per quattro anni mentre scriveva il libro Un indovino mi disse.
La biblioteca, importante baluardo della cultura italiana nel Sud-Est asiatico, ospita per adesso 500 volumi, che aumenteranno considerevolmente già quest’anno grazie all’apporto dei molti editori italiani coinvolti che invieranno 1200 volumi: Frassinelli, Holden edizioni, Mondadori ragazzi sono solo alcune delle case editrici interessate. Un centro culturale di questo calibro è un passo importante per la diffusione della cultura italiana in Thailandia, tanto che ha ricevuto il patrocinio dell’ambasciata italiana e dell’UE. La cultura italiana infatti gode già di grande interesse, ma ha ancora grande potenziale di espansione, cosa che questa biblioteca garantisce.
All’inaugurazione erano presenti anche la moglie di Terzani, Angela, e la figlia Saskia, che hanno sottolineato come sia «sorprendente vedere come un filo leghi Firenze a Bangkok. A Tiziano un’iniziativa del genere sarebbe sicuramente piaciuta».

Tiziano Terzani infatti dal 1990 al 1994 ha vissuto nella famosa Turtle House, una dimora thai immersa in un’oasi verde di pace, come si vede dalla foto scattata nel 1991 (di proprietà dell’Archivio Terzani). La casa della tartaruga è adesso sede della biblioteca, ma rischia di essere demolita per permettere la costruzione  di un grattacielo: il fidato giardiniere Kamsing intervistato da Emanuela Riverso di Luoghi d’autore racconta così la situazione:

Il proprietario della casa è molto vecchio e soffre di Alzheimer. Sua figlia, che si occupa di lui e degli affari di famiglia, l’ha messa in vendita a 4 milioni di euro. Così sarà abbattuta, perché pare che un investitore indiano voglia costruire un mega palazzone di cemento, uno dei tanti orrori della modernità che cresce sulle macerie del passato, uguale a tutti gli altri e privo di identità.

L’inaugurazione della biblioteca italiana di Bangkok

Ecco perché l’autrice, insieme a Riccardo Sorbara e Maria Flora Di Matteo, che gestiscono la società Dante Alighieri di Bangkok, ha lanciato una petizione per salvaguardare la costruzione su change.org: è una delle case tradizionali thai più belle, è un’oasi nella Bangkok sempre più cementata, ma, soprattutto, ha un grande valore culturale. È simbolo del legame tra Italia e Thailandia, è un luogo di “pellegrinaggio letterario” e può diventare molto di più. Per preservarla anche l’ambasciata italiana ha chiesto di trasferirvi la sua sede ma è un processo incerto, tutto in divenire.

L’invito è di firmare tutti questa la petizione, non tanto per un gusto romantico della conservazione fine a sé stessa, ma perché questo luogo non esaurisce il suo ruolo nel ricordo di Terzani, anzi, a partire dal seme che è stata la sua presenza in quella sede, la Turtle house può giocare un ruolo importante per la cultura italiana all’estero.
Cosa ne dite, non è importante? Penso che creare un centro di aggregazione culturale sia un passo notevole: è un luogo dove gli italiani espatriati possono trovarsi e mantenere le radici con il loro Paese, dove i thailandesi possono apprendere la nostra cultura essendo certi di un’interpretazione autorevole; insomma può essere punto di riferimento per l’italianità nel sud est asiatico.

Chiara Buratti per MIfacciodiCultura

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