Chi era davvero Arthur Miller?

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arthur millerDifficile cercare di sintetizzare la vita di un personaggio come Arthur Miller, non per la complessità del suo pensiero o la struttura delle sue opere, ma per le inaspettate strade che ha percorso durante la sua esistenza, fino ad arrivare al colpo di scena finale che di nuovo rimette tutto in discussione. Ma andiamo con ordine.

Arthur Asher Miller nacque a New York il 17 ottobre 1915 in una famiglia di ebrei agiati. Il padre Isidore era produttore di abiti da donna, la madre Augusta casalinga. Secondo di tre figli, Miller frequentò la scuola pubblica dal 1920 al 1928. Durante la Grande Depressione del 1929 la sua famiglia perse quasi tutto e si spostò a Brooklyn e il giovane Arthur per aiutare i genitori decise di consegnare il pane ogni mattina prima di andare a scuola. Si diplomò nel 1932 alla Abraham Lincoln High School e tentò di accedere all’università del Michigan. Venne inizialmente rifiutato e in quello stesso periodo subì l’odio antisemita – che influenzò in seguito i suoi ultimi lavori. Fece nuovamente domanda e fu accettato nel 1934. Inizialmente iscritto al corso di laurea in giornalismo, iniziò a scrivere per il giornale dell’università, il Michigan Daily, e fu durante quel periodo che compose la sua prima opera – No Villian – che gli valse il premio Avery Hopwood. Miller decise poi di cambiare corso di laurea in favore di letteratura inglese. Nel 1937 vinse il secondo Hopwood Award per Honors at Dawn e cominciò a considerare seriamente la carriera di drammaturgo. Conseguì la laurea nel 1938 e nel 1940 sposò la sua compagna di corso Mary Slattery, da cui ebbe due figli – Jane e Robert.

marilyn-millerLa fama arrivò nel 1947 con Erano tutti miei figli che racconta la vita del proprietario di una fabbrica che vende pezzi di ricambio difettosi per aerei durante la Seconda Guerra Mondiale, provocando così la morte di diversi piloti. Il dramma vinse il New York Drama Critics Circle Award e due Tony Award. Due anni dopo, con Morte di un commesso viaggiatore, si aggiudicò tre Tony, il New York Drama Critics Circle e il Pulitzer.
Nel 1956  Miller divorziò da sua moglie e il 29 giugno si risposò con Marylin Monroe. In quegli anni il drammaturgo visse sotto i riflettori grazie alla fama di sua moglie. Nella sua biografia Svolte, Miller ripercorse le tappe del suo matrimonio raccontando la fragilità dell’attrice e i ripetuti tentativi di avere un bambino. Per la moglie, l’autore scrisse la sceneggiatura del film Gli Spostati: fu l’ultimo film che la Monroe interpretò per intero prima di essere trovata morta il 5 agosto 1962 a causa di un’overdose da barbiturici. Terminate le riprese, Marylin Monroe chiese il divorzio. Il film fu definito dallo stesso Miller «il punto più basso della mia carriera».

Nel 1962 si risposò con la fotografa austro-americana Inge Morath che aveva documentato le rispese del film Gli spostati e dalla quale ebbe altri due figli: Rebecca e Daniel, ripudiato dallo scrittore perché afflitto dalla sindrome di down e relegato in un istituto. Miller non lo rivide più, almeno fino a quando Daniel, ormai adulto, riuscì ad incontrarlo in occasione di un congresso. Preda di sensi di colpa e prossimo alla fine, il drammaturgo decise di citarlo nel testamento.

millerMiller morì il 10 febbraio 2005 nel suo ranch in Connecticut, lo stesso che la Monroe gli regalò per convincerlo a non opporsi al divorzio. L’intera vicenda di Arthur Miller e suo figlio Daniel è emersa solo nell’agosto del 2007, dando origine a polemiche e nuove interpretazioni dell’uomo Miller.

Cosa rende grande un uomo: le sue opere, i temi trattati, la sensibilità della scrittura o le sue azioni? E se le sue azioni lo portano a ripudiare un figlio imperfetto, tutto ciò che è stato prima era menzogna? Chi era davvero Arthur Miller? Credo di non essere in grado di dare una risposta.

Federica Caricilli per MIfacciodiCultura

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