2018: prende il via l’Anno europeo del patrimonio culturale

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L’Unione Europea ha istituito per il 2018 l’Anno europeo del patrimonio culturale, il cui obiettivo è quello di incoraggiare e sostenere l’impegno dell’UE e degli Stati membri, in cooperazione con la società civile, a proteggere e promuovere il patrimonio culturale dell’Europa.
Tema chiave è il ruolo della cultura nell’affrontare le sfide globali, perchè il patrimonio culturale definisce chi siamo e genera un senso di appartenenza.

Dai siti archeologici all’architettura contemporanea, dai castelli medievali alle arti, il patrimonio culturale dell’Europa, oltre a essere elemento di identità e di memoria collettiva, è fonte di crescita economica, senza dimenticare che quasi la metà dei siti inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO si trova in territorio europeo. L’obiettivo è raggiungere un pubblico il più ampio possibile, in particolare i bambini e i giovani, e coloro che raramente entrano in contatto con la cultura, al fine di promuovere un comune senso di responsabilità.

L’Anno europeo del patrimonio culturale si prospetta fondamentale anche per la valorizzazione del patrimonio cristiano, che pone al centro l’uomo, la sua creatività e la consapevolezza che non è possibile distinguere un patrimonio religioso da uno culturale, in senso generale. Infatti, se i due siti più visitati in Europa sono le chiese di Notre-Dame e Sacré-Cœur di Parigi, è indubbio che il patrimonio religioso nel nostro continente rappresenta la più vasta categoria di patrimonio culturale europeo. Per questo la Comece (Commissione degli episcopati della comunità europea ) ha organizzato a Buxelles una Conferenza sul patrimonio cristiano in Europa. Dopotutto la cristianità ha permeato ogni angolo del Vecchio Continente: l’eredità cristiana risuona nell’architettura, nella musica, nelle lingue. Chiese e cattedrali definiscono i paesaggi europei, mentre i pellegrinaggi come il Cammino di Santiago collegano migliaia di città, villaggi e regioni.

In un periodo di divisioni e di incertezze all’interno dell’Unione Europea, l’Anno europeo del patrimonio culturale potrebbe rafforzare il senso di comunità tra le nazioni e i popoli europei. La cultura cristiana è unità nella diversità, e la cultura può essere un ulteriore veicolo per condividere ciò che abbiamo, un patrimonio straordinario, importante a livello storico, artistico ma anche a livello esistenziale. D’altronde non si può costruire un’Europa unita se i popoli non impareranno a conoscersi ed è proprio questo il motivo che ha spinto l’UE a designare l’Anno europeo del patrimonio culturale per il 2018. Perché il patrimonio culturale non è fatto solo di letteratura, arte e oggetti, ma anche dei saperi artigianali tramandatici, del cibo che mangiamo e dei film che vediamo. È necessario preservare il nostro patrimonio culturale e farne tesoro per le generazioni future.

Il 2018 sarà un anno fondamentale per consentire a tutti, dai più giovani ai meno giovani, di esplorare la ricca diversità culturale europea e di riflettere sull’importanza che il patrimonio culturale riveste nelle nostre vite.
Dietro le belle facciate, dietro i migliori musei e le chiese più belle, c’è una storia che racconta chi siamo. Ci sono suggerimenti sul nostro passato e sul nostro futuro, ci sono le nostre radici: un’eredità che dobbiamo conoscere, coltivare e tramandare. Perchè il patrimonio culturale ci consente di comprendere il passato e di costruire il futuro, in armonia con la diversità che contraddistingue l’Europa, così varia, così unica, così straordinariamente bella.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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