Lezioni d’Arte – “Bird On Money”: Jean-Michel Basquiat tra arte e musica

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Basquiat con i Gray, NY, 1979

Essere una star nella New York degli anni ’80 significava vivere una vita di eccessi, di chi conosce soltanto la notte, l’alcool, la droga e la creatività. Un sogno finalmente realizzatosi per Jean-Michel Basquiat (New York, 1960-1988) che fin da bambino sviluppa un’attitudine artistica e sogna la ribalta. Sembrerebbe il classico adolescente ribelle, dal carattere introverso, che vive conflitti familiari e che trova nel disegno l’unico strumento per poter urlare contro il mondo e per potersi silenziosamente esprimere. A Jean-Michel gli piaceva mostrarsi come un ragazzo del ghetto nascondendo il fatto che proveniva dalla classica famiglia borghese di Brooklyn che frequentava musei e lo faceva appassionare all’arte.

Era alla ricerca disperata di ogni forma di approvazione rifiutando il modello borghese dei suoi genitori. Passava intere giornate a disegnare solo fumetti imitando i libri illustrati che gli comprava sua madre. Si sceglie un personaggio, se lo sente suo, e lo interpreta a pieno: il genio-bambino ribelle che voleva dimostrare di farcela da solo. Scappa dalla famiglia e inizia a vivere per strada, dormendo sulle panchine e trascorrendo le giornate fra i senza tetto. A Brooklyn e nel Bronx in quegli anni nasce il graffitismo, il rap, la breakdance e la strada diventa una gigantesca tela bianca su cui può liberarsi ed esprimersi attraverso dei segni. Inizia a firmarsi con l’acronimo di SAMO – The Same Old Shit, nei suoi disegni, semplici, primitivi quasi infantili. Il genio bambino accende l’attenzione su temi caldi scagliandosi contro la falsa filosofia, la politica inconcludente, la morte, la musica, segnando la fine dei confini dell’arte. Una poesia di strada che dai vagoni della metropolitana arriverà in tutte le gallerie d’arte. Tutti si chiedevano infatti chi fosse questo anonimo predicatore dei muri di New York.

Bird On Money

Una volta rivelata la propria identità raggiunge la tanto agognata fama che lo divorerà.

In quegli anni frenetici gli artisti diventavano delle rockstar, in un intrecciarsi produttivo di arte e musica. Per Basquiat la musica è la sua grande passione. Aveva una band, i Gray, con cui produceva dischi e suonava nei locali della città, soprattutto al Madd club. Sax, trombe e note compaiono nelle sue opere d’arte come riferimenti personali, allusioni autobiografiche, che amava inserire fra un segno e l’altro.
A Jean-Michel piaceva comporre musica sperimentale, per le strade di New York era facile vederlo girare con una grande radio sulla spalla. Fece anche un disco rap e ne realizzò la copertina. Ma era il jazz, la sua seconda ossessione.

Charlie Parker

I suoi dipinti si ispiravano ai musicisti jazz e alle loro vite. In Bird On Money omaggia il sassofonista Charlie Parker (29 agosto 1920 – 12 marzo 1955), uno dei suoi preferiti, soprannominato “yard bird” per la libertà con cui volava nelle sue melodie, una leggenda che ha posto le basi di tutto il jazz moderno. Con lui Basquiat condivideva lo stesso temperamento, il genio e la sregolatezza, lo spirito dionisiaco che entrambi avevano nell’anima e che li fece precipitare nell’eccesso di alcool e droga. Il grande uccello ombroso che disegna al centro dell’immagine è proprio il jazzista, accanto a segni personali, come la scritta green wood e para morir, che si muovono nella tela simili a note jazz.
Con il suo eroe nero condivideva attitudini e passioni, la voglia di diventare mito e leggenda. Entrambi moriranno giovanissimi a causa dell’eroina ma non senza prima lasciare nelle loro opere d’arte quella sfrenata libertà e forza creativa che coinvolgeva chiunque li incontrasse nel loro cammino.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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