“_IN EXTREMIS (bodies with no regret)”: Sandro Giordano in mostra a Milano

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PRI.PO.PO (Women you run the world)

Giovedì 8 febbraio, nella suggestiva cornice dell’Interface Hub/Art di Milano si è aperta la mostra di Sandro Giordano dal titolo _IN EXTREMIS (bodies with no regrets) curata da Greta Zuccali. Il vernissage, evento esclusivo al quale si è potuti accedere solo su invito, ha inaugurato la mostra dell’eclettico artista romano, conosciuto come attore (è stato diretto tra gli altri da Carlo Verdone e Dario Argento), autore di reportage – a dicembre 2017 è stato  protagonista di Ghost town, programma di Rai5 in otto puntate che racconta i piccoli borghi disabitati dislocati in giro per l’Italia – e ovviamente come fotografo.

La mostra esposta a Milano e visitabile fino all’8 aprile 2018, è nata nel 2013 da una ben precisa idea dell’artista: quella di voler rappresentare il mondo della caduta (morale, fisica ed emotiva) di cui tutti noi  siamo protagonisti almeno una volta nella vita. Sandro Giordano parla così del suo progetto:

Le mie fotografie sono racconti di un mondo di caduta e gli schianti sono emblema della società contemporanea, punti di non ritorno. Ogni scatto narra di personaggi stremati che, come in un black out improvviso della mente e del corpo, si lasciano andare senza alcun tentativo di salvarsi, oppressi dall’apparire piuttosto che dall’essere.

Le foto in effetti sono dei veri capolavori, degli schizzi di genialità che contengono una miriade di riferimenti, alcuni più diretti altri meno, ma che elevano delle immagini inizialmente apprezzabili per la loro ironia e per la loro bellezza, a puro concettualismo contemporaneo. Tutto rimanda a qualcosa che travalica l’immagine: ora il titolo, ora il set in cui la foto è ambientata, ora il contesto.

Sandro Giordano

Ne è un esempio la foto dal titolo PRI.PO.PO (Women you run the world), che è una chiara lettura ironica del mondo di oggi, secondo molti oggetto di un ribaltamento dei ruoli in cui la donna comanda l’uomo che è invece sottomesso. Il capovolgimento rimanda al mondo alla rovescia della letteratura carnevalesca, i travestimenti rimandano al mondo dell’erotismo che pervade la nostra società (capovolta), il titolo si ricollega ad una delle più celebri canzoni dell’artista pop Beyoncé. Carrie Bradshaw è invece la musa ispiratrice della foto intitolata Perry Street (immagine di copertina), celebre via in cui vive la protagonista di Sex and the City ora diventato il set perfetto del mondo dell’apparenza che costringe la donna – anziché a camminare sinuosamente sul suo tacco 12 per le vie di Manhattan – a cadere rovinosamente per terra vittima della sua vanità e del suo shopping griffato. Interessante è anche il parallelismo offerto dall’opera intitolata Ciao Marcello, in cui la modella Adelaide Di Bitonto tenta di imitare goffamente la meravigliosa Anita Hekberg nella celeberrima scena della Dolce Vita in cui era protagonista con Marcello Mastroinanni. Se nel film di Fellini a dominare era la classe, la bellezza, la sensualità, ora, tutto ciò che si può ammirare è una donna che cade vittima del suo voler apparire ai limiti del kitsch e che probabilmente vive un conflitto fra le sue (alte) ambizioni e ciò che è alla sua portata nella realtà. (da notare che il set non è la fontana di Trevi ma una piccola fontanella da giardino).

Tematiche assolutamente delicate e contemporanee vengono poi toccate nelle foto Furever in cui si vuole fare una parodia di chi scioccamente indossa pellicce e al tempo stesso di chi è invece convinto che questa sia una cosa di cui ci si debba vergognare – sta poi allo spettatore scegliere su chi ironizzare – oppure nell’emblematica Follow me please che mostra come un uomo, che dovrebbe lavorare ma che appare invece essere più attento a ciò che il suo cellulare ha da mostrargli, finisce a terra cadendo da una scala, sfracellandosi. Un tema, quello della distrazione ed intossicazione da apparenza e tecnologia, che non potrebbe essere più attuale. L’opera Io sono l’Italia non ha bisogno di spiegazioni particolari.

Io sono l’Italia

Ogni foto esprime un concetto ben preciso e facilmente comprensibile, mentre i rimandi dati dai titoli o dalle ambientazioni richiedono certamente  una maggiore elaborazione dell’opera, che da questo gioco di collegamenti è resa senza dubbio ancora più intrigante e stimolante.

_IN EXTREMIS (bodies with no regrets) è una mostra da non perdere ed è consigliata assolutamente a chiunque: chi non fosse in grado di cogliere il senso e l’ironia delle opere rimarrà comunque affascinato dalla bellezza delle foto, dall’ottima saturazione, dai colori scintillanti, dalle perfette angolazioni. Un plauso va anche all’organizzatrice del vernissage e curatrice della mostra Greta Zuccali, per aver allestito un evento fresco, giovane e curato. Durante la serata si è esibita la cantante Marianne Mirage, che ha presenziato allo scorso Festival di Sanremo.

_IN EXTREMIS (bodies with no regret)
di Sandro Giordano a cura di Greta Zuccali
Interface Hub/ArtMilano
Dal 9 febbraio al 8 aprile 2018

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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