Dalla Milano nascosta, nuova apertura per la Ca’ Granda

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Ca’ Granda, ‘600

In via Festa del Perdono a Milano si trova la sede principale dell’Università degli Studi, quella che in età moderna è stata la Ca’ Granda, ovvero l’Ospedale Maggiore della città, voluto dagli Sforza. L’edificio monumentale che ha segnato la storia di Milano segna, oltre via Festa del Perdono, via Laghetto e via Francesco Sforza (alle spalle rispetto alla facciata della sede universitaria), dalla quale si entra in quella che è la Chiesa di Santa Maria Annunciata all’Ospedale Maggiore, nota anche come Cappella dell’Annunciata (il cui ingresso è possibile dal Cortile maggiore dell’Università) e Chiesa della Beata Vergine Annunciata. Date queste coordinate spaziali, questa zona del centro di Milano sarà ancora più affascinante da scoprire e da visitare grazie ad una nuova apertura che agli appassionati di storia e di arte farà sicuramente piacere. Infatti la chiesa in questione si sviluppa su due piani e al di sotto di quello sotterraneo troviamo il Sepolcreto, adiacente all’Archivio Storico, sempre con vista via Sforza.

Sia il Sepolcreto sia l’Archivio costituiscono dei veri gioielli nascosti del capoluogo lombardo. Il primo nacque come servizio mortuario per l’Ospedale Maggiore, voluto da Papa Pio II Piccolimini, in pieno Quattrocento, e il Capitolo della Ca’ Granda del 7 maggio 1473 deliberò, appunto, che i pazienti deceduti dell’ospedale fossero sepolti lì, in quello spazio provvisorio. Nel secolo successivo venne ampliato e nel Seicento assunse il nome di Brugna vecchia, come nuovo Sepolcreto, posto lungo il lato del Naviglio, come in posizione attuale, sotto la cripta della Cappella dell’Annunciata. Ospitò all’incirca 150 mila cadaveri tra il 1637 e il 1695, e la sua notorietà aumentò durante le Cinque Giornate di Milano tra il 18 e il 22 marzo del 1848: fu il luogo delle spoglie dei cittadini decaduti durante i combattimenti, cui poi fu dedicato il monumento nella piazza omonima, nei pressi di Porta Vittoria. Leonardo da Vinci utilizzava il Sepolcreto per i suoi studi di anatomia; i moti carbonari dell’Ottocento qui si riunivano segretamente; qui  confluirono anche i morti delle epidemie di peste.

Sepolcreto

Anche l’Archivio, invece, costruito dall’architetto Richini nel 1637, è memoria storica della città, poiché conserva – nelle sue ampie sale in cui si riuniva il Consiglio dell’amministrazione della Ca’ Granda – gli atti ospedalieri dal Medioevo a questa parte, pergamene firmate anche da Napoleone o da Giacomo Leopardi. Ovviamente è presente, come simbolo dell’Archivio, l’atto di fondazione dell’Ospedale Maggiore firmato dal duca Francesco Sforza.

Il presidente del Policlinico di Milano Marco Giachetti ha dichiarato di aver posto tra le sue priorità progettuali proprio la realizzazione di questo percorso (con partnership Gruppo MilanoCard), «per permettere a tutti i cittadini di scoprire i tesori nascosti della Ca’ Granda, il suo patrimonio storico e artistico, cercando quindi di far riinnamorare i cittadini milanesi, ma non solo, del loro ospedale». L’itinerario della Ca’ Granda fa parte di ArSe – Il Percorso dei Segreti, che va alla ricerca dei tesori di Milano ignoti ai più, appunto come lo sono le Sale del Capitolo invernale ed estivo, la sede dell’Archivio Storico e quella del Sepolcreto dell’Annunciata. Le visite per il grande pubblico sono possibili sia dal martedì al venerdì (ore 17-22) sia nel weekend (ore 15-22) sempre con guide qualificate a disposizione per essere accompagnati durante il percorso. Così sarà più facile orientarsi tra le sale del Capitolo affrescate da Volpino o tra le mura che conserva i corpi della città, un luogo che trasmette sensazione di macabro e di fascino allo stesso tempo.

Ca’ Granda

Ancora una volta Milano luogo di Cultura ed eccellenza, almeno in ambito artistico. Luogo di conoscenza per tutti i turisti che semplicemente non si limitano a visitare Piazza Duomo o Galleria Vittorio Emanuele, e per tutti gli studenti che sono già lì, a meno di due passi, praticamente già all’interno della Ca’ Granda, perché se ne possano ammirare la storia e le bellezze.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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