“Agata pensaci tu”, il film che riflette sull’arte contemporanea

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Dalla prolifica fucina dell’Associazione Culturale Tribù del Badnightcafè e su iniziativa di Daniele D’Antonio è nato un nuovo progetto, Agata pensaci tutrasformato in un film che verrà proiettato in prima assoluta il 18 febbraio a Orbassano, nei pressi di Torino. La commedia accarezza con una leggera profondità tematiche particolarmente sentite dagli artisti inseriti nel mercato dell’arte contemporanea.

Il film, diretto da Luigi Mezzacappa, è ambientato nella Torino dei giorni nostri e la trama ruota attorno alla volontà dei protagonisti di esporre un quadro, ritrovato per caso, che deve scontrarsi inevitabilmente con la realtà, non facilmente raggiungibile, delle gallerie.

Il progetto Agata pensaci tu è stato realizzato senza finanziamenti o contributi pubblici, ma  promuovendo un’idea di fondo cara agli artisti che ha saputo coinvolgere i cittadini e diverse personalità nell’ambito culturale, soprattutto torinese.

Tra i nomi ricordiamo: Edoardo Di Mauro, critico d’arte e docente, l’artista Lele Roma, Mono Carrasco, muralista cileno, Svoboda, band torinese, e Enzo Maolucci, cantautore anni ’70. Anche la colonna sonora ha rivestito un ruolo di primaria importanza durante lo sviluppo della pellicola, è stata infatti composta appositamente da Sandro Filla, Mirco Breviglieri e Daniele Giario.

Agata pensaci tu non è l’unico progetto promosso dall’Associazione Culturale Tribù del Badnightcafè, un’altra importante iniziativa è stata quella della Cabina dell’Arte Diffusa allestita nei giardini di Piazza Peyron a Torino. Nel 2016 una cabina telefonica, dopo essere stata dimessa dalle sue funzioni tradizionali, è stata adibita ad un altro uso, sempre al servizio della società, ma con un fine ben più creativo. Gestita dagli artisti stessi, è diventata il luogo della compartecipazione attiva, interessando l’intera comunità, che ha trasformato, non solo la cabina, ma l’intera piazza in un ritrovo per gli amanti dell’arte e della cultura. Sono state eseguite mostre, performance, reading, che hanno coinvolto numerosi artisti locali, promuovendo un’arte di piazza, più accessibile e fruibile.

Questo è un ottimo esempio di come il riuso di precedenti strutture, possa essere fonte di un florido rinnovamento per la società. Le cabine telefoniche sono state nel corso degli anni il luogo dell’azione personale, mentre oggi versano in uno stato di abbandono e inutilizzo. Come spesso accade, però, un ostacolo può dare vita a nuove possibilità, riconvertire un semplice strumento del passato, di per sé anonimo ed invisibile agli occhi del cittadino, in una nuova opportunità di stimolazione collettiva, è un’idea che dovrebbe trovare piena diffusione in altre città. In tempi di crisi ciò dimostra quanto non sia sempre necessario creare nuovi spazi, ma sfruttare i vecchi, osservandoli sotto una nuova luce.

L’iniziativa amplia lo spazio circoscritto della cabina, per estendere i propri confini all’intera piazza, trasformandola in una fonte culturale attiva e presente. Questa impronta citazionista affonda le radici nelle antiche agorà delle polis greche, spazio per eccellenza della cultura, le quali costituivano una fonte perpetua di stimolazione cognitiva del cittadino. I temi ricorrenti dell’Associazione trovano la loro costante nella differente percezione dell’arte da parte di una società che non sempre si dimostra disposta e aperta ad un dialogo. A ciò si aggiungono i cambiamenti generazionali, fatti sfilare sotto il mutamento delle forme di comunicazione, che incontrano un naturale riflesso metaforico nel nostro sistema comunitario.

Ecco come una apparentemente inutile  cabina telefonica possa ergersi a mezzo attraverso il quale comunicare ancora una volta un messaggio, adeguandosi alle necessità dell’epoca. Allo stesso tempo, con Agata pensaci tu il messaggio è veicolato dallo strumento di comunicazione per eccellenza, il cinema, su cui vengono trasposti i sentimenti tipici di una ben precisa tipologia sociale. Le modalità scelte per trasmettere il concetto si dimostrano, ancora una volta, all’insegna della piena libertà espressiva, gratuito è infatti l’ingresso alla proiezione, della quale è stata svelata la prima data: il 18 febbraio alle ore 21 presso il Teatro Pertini in via dei Mulini 1 a Orbassano.

Pensare fuori dagli schemi, ricercare nuovi stimoli, riconsiderare la propria città come un’opportunità e non come un impedimento è l’insegnamento che emerge, un invito e una speranza per chi ritiene perduta ogni possibile via per la cultura.

Carolina Cammi per MIfacciodicultura

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