“Testimoni di civiltà a Montecitorio”: quando l’Articolo 9 torna a vivere

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San Francesco salvato dal sisma del 2016

La mostra Testimoni di civiltà a Montecitorio. L’articolo 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione sarà aperta al pubblico fino al 28 febbraio per celebrare l’operato dell’Arma dei Carabinieri e la storia di una tutela difficile, tra mercato nero e recuperi eccezionali dopo i recenti terremoti. L’esposizione, realizzata grazie al lavoro delle forze dell’ordine affiancate da studiosi e da restauratori, è promossa con il sostegno della Camera dei deputati e organizzata dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Una curatela d’eccezione é stata affidata a Daniela Porro, direttrice del Museo Nazionale Romano e capo dell’unità di crisi del MiBACT per il recupero delle opere d’arte coinvolte nel sisma del centro Italia nel 2016.

Allestita nella prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, Testimoni di Civiltà propone una selezione simbolica  di 14 beni che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato dal 1969 ad oggi attraverso attività investigative ed operazioni diplomatiche.

Il percorso creato mira a raccontare la storia delle singole opere che, per vicende diverse, si sono trovate a confluire in traffici clandestini e che ora, grazie al lavoro delle forze armate, sono ritornate in Italia e vengono offerte al pubblico. Nel mirabile catalogo  è possibile trovare anche opere d’arte sottratte alla distruzione dopo gli eventi sismici, testimonianza dell’estenuante lavoro di recupero effettuato in lotta con  precarie situazioni di sicurezza, il poco tempo, la mancanza di fondi e di personale e le priorità dell’emergenza. Tra i capolavori sottratti alla forza distruttrice delle natura, spicca il Giovan Battista Tiepolo della chiesa di San Filippo Neri di Camerino. Quello presentato è un omaggio all’articolo 9 della Costituzione, un promemoria ufficiale di quella famosa tutela, spesso dimenticata, ma ancora viva nelle operazioni che fanno da specchio a questa mostra. Dal carro del principe sabino con  decorazioni dorate, capolavoro trafugato negli anni ’70 dalla necropoli di Eretum città sabina nel Comune di Montelibretti al celebre dipinto di Battistello Caracciolo Compianto di Adamo ed Eva sul corpo di Abele scomparso dal castello D’Ayala di Valva di Salerno, dalla splendida scultura in marmo bianco di Carrara del XVI secolo di San Giovanni Battista attribuita a Gerolamo Santacroce, rubata nel 1977 a Napoli dalla chiesa di San Giovanni a Carbonara alle teste di Tiberio e Druso Minore trafugate dai soldati franco-prussiani dal Museo Civico di Sessa Aurunca durante la seconda guerra mondiale, senza dimenticare la Triade Capitolina, capolavoro dell’età tardo-antonina, rinvenuta durante scavi clandestini e recuperata dopo numerosi vicissitudini. Dal mercato nero dell’archeologia ai grandi maestri dell’arte moderna trafugati, Testimoni di civiltà racconta la storia di un’arte che pezzo per pezzo ritorna, che è vittima di furti, speculazioni e clamorosi passaggi di mano, che raccontano il lato oscuro di un commercio antico alimentato da un collezionismo spregiudicato, illegale e contrario ad ogni principio di tutela.

Giovan Battista Caracciolo, Compianto di Adamo ed Eva sul corpo di Abele

Il lavoro mirabile del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è qui presentato con grande maestria e diventa il lustro di un Ministero su cui piovono critiche continue e che cerca di legittimare il suo operato anche attraverso eventi come questi, che nel bene e nel male, sottolineano l’instancabile lavoro di un corpo efficiente e al servizio del patrimonio culturale. La mostra si inserisce nel più vasto calendario di eventi, organizzato  per celebrare il settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione italiana.

La tutela è, e resta, una nota dolente del nostro patrimonio artistico, tuttavia tra opere dimenticate, clamorosi furti ed abbandono generale è confortante e doveroso ricordare l’operato di tanti che fanno della salvaguardia dei beni culturali una missione. Tra opere che non tornano, perse chissà in quali mercati, tra tanti manufatti dispersi nei terremoti e irrimediabilmente distrutti ce ne sono tanti che sono stati salvati. Anche se la strada è ancora lunga da tracciare, dalla Carta del Rischio fino ad una mappatura completa dei beni culturali esistenti sul nostro territorio, è importante celebrare i successi e non richiudersi nei fallimenti o cedere solo a severe critiche. Se si volesse poi parlare di tutte quelle opere perse, confluite illegalmente in collezioni americane o finite  ad abbellire i salotti di facoltosi collezionisti, si potrebbe aprire una controversia senza fine, dove tra trattative e problematiche azioni diplomatiche, le restituzioni sembrano miraggi ancora troppi lontani.

Testimoni di civiltà a Montecitorio è un’occasione unica per ammirare opere straordinarie che ritornano alla collettività, scoprire il lavoro del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e ritrovare la coscienza di una tutela dei beni culturali che è linfa per l’arte. Perchè senza tutela non può esserci sopravvivenza, le azioni di recupero non possono essere ancora miracoli, necessitano di fondi e di sostegno.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Teste di Druso Minore e Tiberio

La speranza è che queste parole non siano solo il bigliettino da  visita del bel palazzo o il sottotitolo d’effetto di una mostra ma diventino l’obiettivo primario di una Nazione che deve ancora imparare a tutelare il suo patrimonio.

Testimoni di civiltà a Montecitorio. L’articolo 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione
A cura di Daniela Porro
Montecitorio, Roma
Dal 23 gennaio al 28 febbraio 2018

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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