#1B1W – “Il coraggio del pettirosso” romanzo anarchico di Maggiani

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Edizione Feltrinelli de “Il Coraggio del Pettirosso”, Universale Economica, 2014

Il coraggio del pettirosso è il secondo romanzo di Maurizio Maggiani, scrittore e giornalista italiano, pubblicato nel 1995 e vincitore sia del Premio Campiello che del Premio Viareggio.

La storia è ambientata ad Alessandria d’Egitto, dove Saverio Pascale è allettato, in fin di vita. Il suo medico gli consiglia di scrivere per alleviare i dolori e la permanenza in ospedale. L’uomo, grazie a questo stimolo, si inizia a raccontare. Saverio è un figlio d’italiani emigrati in Egitto, anarchici che attraversarono il Mediterraneo a causa della rigida politica italiana del secondo Dopoguerra. Dopo essere rimasto orfano, Saverio si ritroverà a comprendere come poco conoscesse suo padre e di conseguenza le sue origini. Inizierà per questo motivo un viaggio spirituale e fisico alla ricerca delle sue radici sconosciute.

Troverà come unico ricordo del defunto genitore un libro di poesie di Giuseppe Ungaretti che lo porterà a recarsi in Italia, diretto a Carlomagno, il paese di origine del padre. La fortuna sarà dalla parte di Saverio e una volta a Roma gli farà incontrare il celebre poeta. Questi consegnerà al giovane un enigmatico documento, contenente informazioni su tale Pascal, eretico giustiziato dall’Inquisizione.
Non riuscendo a trovare nulla sulla vita di quest’uomo, Saverio per placare la sua sete di verità non soddisfatta, decide d’inventare egli stesso la storia del suo antenato.

Maurizio Maggiani

Una narrazione raccontata dal suo stesso protagonista, che rompe da subito le barriere con il suo pubblico e si rivolge a un voi immaginario, scelta stilistica interessante che rende piacevole la lettura con un effetto diario. Il romanzo non è dunque un diario tradizionale, ma è più simile ad un flusso di coscienza con lunghe digressioni e cambi repentini di argomento. Saverio allega alle sue memorie, per i suoi lettori, le pagine scritte su Pascal, alternando la sua storia a quella immaginaria, fondendo più piani narrativi.

Ne Il Coraggio del pettirosso abbiamo dunque due protagonisti per una storia comune. Oltre a condividere il cognome, i due uomini condividono anche la ricerca di qualcosa a cui non sanno dare un nome, una comunità, un gruppo a cui appartenere, un posto dove sentirsi veramente a casa.
Saverio trasferisce virtualmente questa sua ricerca nel suo alter ego letterario, che diventerà allo stesso tempo il mezzo per arrivare alla consapevolezza di se stessi. Perdendo i suoi punti di riferimento ancora giovane, intraprende un cammino per trovare la propria strada seguendo il corso degli eventi e lasciandosi trasportare da questi. Solo nella finzione riuscirà a trovare la sua vita, attraverso le sue fantasie riscoprirà le sue radici e capirà chi egli è veramente.

Ne Il coraggio del pettirosso la mancanza di senso di appartenenza è legata molto al concetto di patria: Saverio è un apolide. Non ha patria, non è italiano ma non è nemmeno veramente egiziano. L’autore, parlando di un tema difficile da trovare nella letteratura, quasi inconsapevolmente ci mostra la vita senza radici di queste persone senza cittadinanza, appartenenti a nessun luogo.

Estratto da “Il Coraggio del Pettirosso”

Lo scritto di Maggiani è stata fonte d’ispirazione artistica per Alfonso Gialdini: l’artista, prendendo spunto da Il Coraggio del Pettirosso, ne ha fatto una scultura dedicata a Carlo Giuliani. Nell’opera di Gialdini notiamo richiami simbolici al pettirosso, ma specialmente l’anarchia narrata nel romanzo, per farne un chiaro messaggio politico.

Il coraggio del pettirosso è un diario di viaggio, ma anche una storia poetica e anarchica, che racconta di ricerca e di diversità. Da leggere per fare un viaggio con Saverio, e scoprire il coraggio di due uomini nel corso del loro cammino.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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