“Caravaggio – L’Anima e il Sangue”: l’ultimo stadio della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte

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Caravaggio - L'Anima e il SangueIl 19-20-21 febbraio 2018 nelle sale italiane sarà distribuito Caravaggio – L’Anima e il Sangue, il nuovo film prodotto da Sky e Magnitudo Film con il Patrocinio del Comune di Milano, il riconoscimento della Direzione Generale Cinema del MiBACT e il supporto dello Stato maltese, di Vatican Media e di Palazzo Reale, è distribuito dalla “solitta” Nexo Digital. Seguendo il filone delle pellicole d’arte, le due case di produzione, dopo Firenze e gli Uffizi (2015) e Raffaello, il Principe delle Arti (2017), si concentrano su una delle figure più controverse e interessanti dell’Arte post-rinascimentale: Michelangelo Merisi (1571 – 1610), in arte Caravaggio.

La narrazione dell’opera giustifica tutte le collaborazioni prestigiose, di rilievo pubblico ed amministrativo: Caravaggio – L’Anima e il Sangue è un vero e proprio percorso diacronico, analitico e sintetico al contempo, attraverso l’estetica e la biografia dell’artista, raccogliendone così le luci e le ombre che ne hanno contraddistinto sia le opere d’arte, sia le opere di vita. Luci e ombre che attraversano anche l’itinerario delle sue opere, passando per città come Milano, Firenze, Roma, Napoli e La Valletta (Malta). Il film si basa dunque su un’approfondita ricerca negli archivi che custodiscono traccia dei viaggi dell’artista, con la consulenza scientifica del Professore Claudio Strinati, storico dell’arte esperto di Caravaggio, nonché con la collaborazione della Professoressa Mina Gregori, Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi e della Dottoressa Rossella Vodret, curatrice della mostra Dentro Caravaggio a Palazzo Reale.

Caravaggio - L'Anima e il Sangue
Manuel Agnelli

La ricostruzione cinematografica ci regala così la visione di circa 40 opere d’arte, che grazie al formato Cinemascope 2:40 e alla risoluzione 8K sono visibili in versione allungata e decisamente nitida, permettendo di carpire le campiture cromatiche e i dettagli iconografici difficilmente visibili a occhio nudo. Si ha così un’espansione dei sensi, portando a una percezione quasi tattile delle opere: si arriva in questo modo all’ultimo stadio (per ora) della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte. Infatti le diverse pratiche linguistiche del Cinema e della Pittura si fondono nella pellicola, dando luogo alla riproduzione meccanica e fotografica di una sequenza di tele, capolavori già facenti parte dell’immaginario collettivo che assumono così una luce differente. Sembra quasi che con l’illusione dei giochi prospettivi della sceneggiatura e della presentazione dei quadri si restituisca il vero senso delle opere di Caravaggio, con cui il pittore non intendeva imitare banalmente il reale, ma rendere flagrante una mimesi autentica. Con “mimesi autentica” ci si può riferire alla raffigurazione del mondo non solamente per copiarlo, bensì per prestarsi al suo servizio e disvelarlo, sostanzialmente arrivando a riscoprirlo. Con questa “traduzione cinematografica” si arriva così a comprendere, attraverso il linguaggio performativo della pellicola, la verità dell’estetica di Caravaggio, così sacrale e umana al contempo.

Caravaggio - L'Anima e il SangueE per rendere la natura evocativa ed emotiva, quasi pre-barocca, delle opere di Caravaggio, i creatori di Caravaggio – L’Anima e il Sangue hanno scelto di sfruttare una voce narrante che riportasse le memorie di Caravaggio. La scelta è ricaduta su un grande artista contemporaneo del campo musicale, che ha fatto del maledettissimo la sua cifra stilistica: il frontman degli Afterhours e giudice di X Factor Manuel Agnelli. Grazie alla sua voce graffiante e calda, Agnelli riesce ad esternare e rappresentare degnamente i conflitti interiori di Caravaggio, favorendo il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Un coinvolgimento che fa notare ulteriormente come questo film sia ben più di una pellicola cinematografica: un vero e proprio esperimento di fruizione e riproduzione tecnica aumentata dell’opera d’arte.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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