Buddy Holly, Big Bopper, Ritchie Valens: The Day the Music Died

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A long long time ago
I can still remember how
That music used to make me smile
And I knew if I had my chance
That I could make those people dance
And maybe they’d be happy for a while

But February made me shiver
With every paper I’d deliver
Bad news on the doorstep
I couldn’t take one more step

Mason City, Iowa, 3 febbraio 1959, è trascorsa un’ora dalla mezzanotte. L’aria sembra essersi congelata, la condensa sulle ali del Beechcraft Bonanza, un piccolo aereo monoelica a sei posti, si è ghiacciata rendendo il telaio lucido, illuminato dai fari che separa la pista dal bianco indistinto che la circonda. La neve continua a cadere, lenta e pacifica. Le tre figure strette nelle giacche si avvicinano placidamente all’aereo, con il vapore che esce dalle loro bocche e il pilota Roger Peterson al loro fianco. Roger è giovane, forse un po’ troppo inesperto per affrontare il cielo di quella notte. Ma il viaggio va fatto comunque, il Winter Dance Party tour deve continuare, manca ancora più di una settimana alla fine e come si dice spesso, the show must go on. I fan non possono aspettare troppo per vedere Buddy Holly, Big Bopper e Ritchie Valens.

I problemi logistici hanno accompagnato praticamente tutto il tour. Il pullman usato per il trasporto di band e strumentazione è assolutamente inadatto ad affrontare i lunghi viaggi tra una tappa e l’altra, e soprattutto non è in grado di mantenere una temperatura confortevole. Carl Bunch, batterista della band di Buddy Holly, viene infatti ricoverato per un principio di congelamento agli arti inferiori. Buddy stesso si è lamentato più volte dei problemi relativi agli spostamenti, lunghi, scomodi, spesso anche sconvenienti. Per tutti questi motivi alcuni musicisti prendono la decisione di affittare un piccolo aereo per spostarsi da Mason City, dove il giorno prima i musicisti si erano esibiti alla Surf Ballroom, alla città di Fargo. Così venne contattato il ventunenne Roger Peterson, che acconsentì di pilotare il Beechcraft per il compenso di trentasei dollari a passeggero. A pochi minuti dalla partenza però il proprietario del Dwyer Flying Service vide le luci del velivolo iniziare a scendere, dal cielo verso il terreno, fino a scomparire nel buio di quella notte. Il mattino del 3 febbraio, verso le sei, Jerry Dwyer scoprì la carcassa dell’aereo incastrata nel filo spinato di una staccionata, praticamente distrutta.

Quel giorno morirono quattro persone, molto probabilmente per un errore umano dovuto alle cattive condizioni meteorologiche e alla poca esperienza. Per molti amanti della musica quella notte scomparve anche una delle figure più importanti del panorama rock and roll di tutti i tempi, Buddy Holly. A ventidue anni il giovane cantautore texano diede una fortissima spinta alla musica rockabilly, trasportando le sonorità del rock nell’universo del genere pop, rendendolo definitivamente il genere più popolare degli anni Cinquanta. Uno dei primi rocker a produrre, comporre e cantare la propria musica, Buddy Holly ha standardizzato la formazione delle band rock, due chitarre, batteria e basso. Con solo i tre album The “Chirping” Crickets, Buddy Holly, That’ll Be the Day Holly ha lasciato il proprio nome sulle pagine del grande libro della storia del rock con un inchiostro indelebile e brillante.
Tantissimi sono i musicisti che hanno citato le canzoni di Buddy Holly, dai Beatles a Elvis Costello, dai Rolling Stones a Bob Dylan a Bruce Springsteen, da Steve Winwood a Eric Clapton.

Ritchie Valens, morto a diciassette anni, verrà invece dedicato nel 1987 il film La Bamba, intitolato proprio come il suo più grande successo.

Il cantautore americano Don McLean, fortemente scosso dall’avvenimento, dedicherà al “giorno in cui la musica morì” proprio una canzone, nella quale racconterà la sua vita “musicale” dopo quel triste avvenimento: si tratta di American Pie (1971), per la quale compose una strofa talmente toccante da restare impressa nell’animo delle persone e da diventare il nome di questa triste ricorrenza:

I can’t remember if I cried
when I read about his widowed bride,
but something touched me deep inside
the day the music died

Damiano Sessa per MIfacciodiCultura

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