Lezioni d’Arte – Felix Gonzalez-Torres ed una vita pensata per due

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Untitled, 1991

Molte volte la semplicità è la scelta migliore per esprimere un messaggio universale, per arrivare dritti al cuore di tutti. Avrà pensato questo Felix Gonzalez-Torres (Guáimaro, 1957 – Miami,1996), artista cubano attivo in America meno di dieci anni ma diventato subito popolarissimo e pluripremiato. L’arte diventa sempre efficace quando usa un linguaggio banalmente semplice, che poi banale lo è solo all’apparenza perché quando mette in mostra i sentimenti, le vicende autobiografiche, i dolori e i desideri più profondi, di banale non c’è più niente. Anzi, diventa la scelta più coraggiosa che si possa pretendere da un uomo.

Felix Gonzalez-Torres si distingue dai suoi colleghi minimalisti e concettuali perché a differenza loro squarcia quel velo invisibile che distingue il pubblico dal privato.

Così Torres affronta i suoi demoni e lascia che gli oggetti e le immagini parlino al suo posto. Affronta temi umani molto scottanti per l’America borghese e capitalista di quegli anni: gli ultimi e gli emarginati, l’omosessualità, la malattia, la sofferenza e l’indifferenza. Felix crede nell’umanità e la coinvolge chiamandola in causa in un silenzioso dialogo. Decide di raccontarsi in pubblico con coraggio, convinto di essere capito. Utilizza materiali comuni molto semplici come carta, caramelle, perline e fili di lampadine.

Bed, 1991, New York

Nelle gallerie e nei musei nel 1991 crea delle sculture Untitled con pile di fogli stampati o di caramelle ammassate al muro, il pubblico può osservarle, toccarle, prenderle e portarle via. L’arte è vita e dunque esprime l’attività della contemporanea società consumistica, in cui tutto è destinato a finire, a consumarsi lentamente e a morire.
L’uomo come l’oggetto, l’arte come la vita. Sfida ogni tipo di convenzione. Realizza un’immagine di un letto sfatto, in bianco e nero, su cui sono ancora registrate le sagome di chi ci ha dormito. È il vero letto dell’artista, quello che condivideva con il suo compagno amatissimo Ross.

Per renderla un’opera d’arte universale Felix Gonzalez-Torres affitta ben 24 cartelloni pubblicitari in tutta New York e mostra la fotografia e la propria intimità all’intera città. In quell’anno Ross era morto di AIDS e in America all’epoca era ancora un grande tabù. Condividere il proprio dolore, la sofferenza per la perdita della persona amata con il pubblico rendeva emozionante l’arte di Felix. Senza il suo interlocutore inconsapevole probabilmente non avrebbe avuto senso. Una vita pensata sempre per due, nella gioia e nelle difficoltà, il grande filo conduttore di tutta la sua produzione artistica. Quelle caramelle, quei fogli, si esauriscono pian piano sempre di più, proprio come Ross, consumato dalla malattia.  

Untitled, Perfect Lovers, 1987-1990

Anche la solitudine viene pensata per due, rappresentata come mancanza dell’altro. L’immagine del letto con l’assenza così tangibile dell’amato. Nessun elemento è utilizzato come unità ma sempre nel suo doppio. I perfetti amanti sono come due orologi, identici, appesi alla parete che segnano la stessa ora. Fermi entrambi al momento esatto dell’addio, la perdita di uno ha determinato la mancanza di vita dell’altro. È così che si sente Felix dopo la morte del suo Ross e lo comunica senza vergogna e senza filtri.
Anche la serie di fili di lampadine bianche, a basso voltaggio, del 1992 sono pensate con la stessa funzione delle caramelle. Assumono le forme più disparate, scendono lungo le pareti, appese al soffitto, arrotolate fino a formare un cuore o istallate su altre opere d’arte per esaltarle (in copertina nella recente istallazione a Roma, Villa Medici).

La loro natura sarà sempre la stessa: destinate a consumarsi. La verticalità dei fili esprime quella dell’essere umano destinato improvvisamente, senza controllo alcuno neanche da parte dell’artista, a spegnersi. Nessuno può prevederlo ma nel frattempo, fino all’arrivo di quel momento le lampadine sono destinate a brillare.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Gloria dice

    Felix Gonzalez-Torres es un artista nacido en Cuba, no es Brasileño.

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