Il Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk in mostra a Milano

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Orhan Pamuk

La mostra di Orhan Pamuk (1952) si trova nel cuore di Milano, in una traversa della celeberrima via Montenapoleone, dove è sito il museo Bagatti Valsecchi, molto conosciuto ed apprezzato dai milanesi, forse meno popolare per chi viene da fuori. Il museo è l’abitazione Ottocentesca dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, che hanno ereditato dalla famiglia questa splendida dimora che hanno ristrutturato ed arredato  ispirandosi in modo evidente al Cinquecento lombardo. Una casa-museo assolutamente da ammirare per le sue splendide rifiniture, i suoi dettagli, la sua straordinaria modernità pur mostrando arredi risalenti a ben due secoli fa. La tappezzeria è elegante e studiata al millimetro per non dar luogo ad asimmetrie anti-estetiche, ogni stanza – dal salotto alle camere da letto – è arredata con un elegante camino, il bagno è fornito di una doccia di marmo decorata con fine cesellatura. Inestimabili poi i quadri, stilisticamente appartenenti in modo inequivocabile al Cinquecento lombardo, con colori brillanti e forme morbide. Nella stanza da letto di Giuseppe Bagatti Valsecchi e della moglie Carolina, oltre ad un grazioso girello in legno ed un pianoforte, è presente anche un bellissimo quadro di Giovanni Bellini, uno degli artisti del Rinascimento più rinomati.

Museo dell’innocenza

Nelle ultime due stanze della casa, finalmente, si può ammirare la mostra vera e propria. Visitabile fino al 24 giugno, l’esposizione si divide in due sale: la prima contiene le famose teche provenienti dal Museo di Istanbul creato dal premio Nobel per la letteratura nel 2006 Orhan Pamuk, la seconda invece mostra un breve video dello stesso autore in cui si spiega il senso della mostra e cosa rappresentano per il protagonista, Kemal, gli oggetti contenuti nelle teche. Questi oggetti appartengono alla sfera di vita quotidiana del protagonista: si possono ammirare un lavandino, delle scarpe sia da tennis che eleganti, delle fotografie, una dentiera solo per citare le cose più curiose. La maggior parte di questi elementi sono importanti perché contribuiscono a far riaffiorare nella mente di Kemal, la sua dolce amata Fusun, donna a lui legata da un lontano rapporto di parentela per il quale il protagonista prova un amore tormentato.

Gli oggetti raccontano attraverso l’universalità del loro utilizzo, la storia unica del singolo. Ed è proprio per questo passaggio dal tutto all’uno, che Orhan Panuk  ha scelto di citare il Museo Bagatti Valsecchi anche nel suo romanzo, scrivendo che è l’ultimo luogo che il protagonista del suo libro visita il giorno prima di morire. Perché proprio come le sue opere creano un parallelismo fra “tutti” ed uno solo, fra universalità e singolarità, anche la casa-museo offre un focus fra unicità (giacché la casa è appartenuta ad una famiglia che in essa ha scritto e vissuto la sua personale storia) e collettività (dal momento in cui si è scelto di aprire la porte al grande pubblico).

Museo Bagatti Valsecchi

La mostra è molto breve e se la si vuole capire ed apprezzare è necessario documentarsi prima. La stanza  in cui è allestita l’esposizione è buia e per questo potrebbe essere difficoltoso riuscire a leggere gli opuscoli in dotazione, l’audioguida non è disponibile (mentre c’è ed è molto dettagliata per illustrare il classico percorso museale). È in alternativa possibile reperire informazioni grazie all’app offerta dal Museo ma è una soluzione che può non essere accessibile a tutti: chi non ha dimestichezza con le tecnologie o chi semplicemente vuole godersi ciò che ha davanti senza doversi preoccupare di avere costantemente il cellulare in mano, potrebbe non apprezzare questo tipo di offerta. È vivamente consigliata a tutti una visita al Museo che offre una perla di rara bellezza in uno dei punti più chic di Milano. La mostra sarebbe invece maggiormente apprezzabile se spiegata in modo più classico e magari più dettagliato, senza lasciare allo spettatore la necessità di reperire autonomamente le informazioni. (La visita ad una mostra deve essere prima di tutto un piacere).

Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk
A cura di Lucia Pini e Laura Lombardi
Museo Bagatti Valsecchi, Milano
Dal 19 gennaio al 24 giugno 2018

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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