“Picasso, De Chirico, Morandi”: a Palazzo Martinengo le collezioni bresciane si svelano

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Angelo Inganni, Veduta di Piazza della Loggia, 1879

Sabato 20 gennaio è stata inaugurata, presso Palazzo Martinengo a Brescia, la mostra Picasso, De Chirico, Morandi, 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane, visitabile fino al prossimo 10 giugno.

In occasione della rassegna, curata da Davide Dotti e organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo con il patrocinio della Provincia di Brescia e del Comune di Brescia, diverse tra le più importanti e preziose collezioni bresciane hanno deciso di aprire le proprie porte concedendo in prestito capolavori inediti. La mostra vuole essere il proseguimento di un’iniziativa nata nel 2014 quando, focalizzandosi sui dipinti di epoca rinascimentale e barocca, per la prima volta la città di Brescia aveva deciso di indagare il fenomeno del collezionismo privato locale, custode di inestimabili tesori.

Protagonista di questo appuntamento a Palazzo Martinengo è invece l’arte dei secoli XIX e XX, raccontata attraverso un viaggio che parte dalla scuola bresciana ottocentesca per concludersi, al piano superiore, con gli spazi dedicati ai maestri delle avanguardie storiche e dell’Informale.

Le prime opere in cui ci si imbatte all’ingresso del percorso espositivo appartengono ad alcuni dei maggiori nomi del neoclassicismo bresciano: Appiani, Basiletti – archeologo che partecipa alla campagna di scavi nei pressi del Tempio Capitolino – Gigola e Vantini – padre dell’architetto dello splendido cimitero monumentale di Brescia – i quali ci lasciano una testimonianza della città e dei suoi abitanti immersi tra le rovine antiche, dal gusto classicista.

Emilio Rizzi, Tazza Dorata, 1911 ca.

Segue poi lo spazio dedicato ai grandi maestri dell’Ottocento bresciano; qui si possono trovare capolavori di personalità quali Francesco Filippini, vicino all’ambiente della scapigliatura milanese, Bertolotti, di influenza romantica, e Soldini, capaci di regalare poetiche vedute della provincia di Brescia. Figura di spicco tra i pittori locali è sicuramente Angelo Inganni, formatosi presso l’Accademia di Brera e da sempre diviso tra Milano e la sua città natale, di cui lascia vedute e scorci innevati di indescrivibile delicatezza.

Si prosegue con le opere di alcuni tra i più celebri artisti italiani: Boldini, De Nittis, Fattori, Zandomeneghi, le cui diverse interpretazioni della figura della donna rendono omaggio alla sensualità diafana tipica della Fin de Siècle. Ed è sempre la femminilità il tema scelto per concludere il percorso dedicato all’Ottocento. Glisenti, Rizzi, Faustini e Landi ci offrono così quattro visioni di donna, accomunate da quell’armoniosa grazia dallo sguardo fatale tipica della Belle Époque e anticipatrice del Liberty.

Si dà così il via al Novecento, secolo di avanguardie, che viene appunto aperto dal Futurismo. Troviamo qui Romolo Romani, studi a china di Alberto Boccioni, un intenso Ponte della Velocità di Balla e uno studio psicologico del mitico Fortunato Depero, che già potrebbe essere una copertina delle numerose riviste da lui illustrate negli anni Trenta. Segue poi la Metafisica, con i misteriosi fratelli Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, movimento che getta le basi per il cosiddetto Novecento Italiano, che sotto la guida della Sarfatti predica un “ritorno all’ordine” formale in seguito all’astrattismo delle avanguardie. Sironi, Carrà e Funi, insieme a Morandi e De Pisis, le cui nature morte fermano il tempo, ne sono emblematici rappresentanti.

Pablo Picasso, Composizione con testa di toro, 1942

Protagonista indiscusso della mostra è il dipinto inedito di Pablo Picasso, Natura morta con testa di toro, datato 1942 e autenticato dalla Fondazione Picasso di Parigi il novembre scorso, simbolo degli orrori della Guerra. L’opera introduce così alla sala dedicata all’arte informale. Qui, artisti come Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni e Emilio Vedova rapiscono il visitatore con le loro opere dissacranti, dove è la materia stessa che si fa arte, troncando di netto ogni canone della tradizione pittorica precedente.

La mostra Picasso, De Chirico, Morandi è un appuntamento da non perdere, quindi, frutto di un’approfondita ricerca curatoriale e testimonianza di una realtà tutta bresciana, quella del collezionismo privato, di grande interesse e valore.

Picasso, De Chirico, Morandi, 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane
A cura di Davide Dotti
Palazzo Martinengo, Brescia
Dal 20 gennaio al 10 giugno 2018

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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