“Idee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi”: Barbera e la filosofia

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Idee viventiIdee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi è il recente saggio dello scrittore Gianluca Barbera che affronta varie domande filosofiche attraverso tredici interviste. Queste interviste, fatte ad alcuni filosofi italiani viventi, tra i più autorevoli, sono state pubblicate in gran parte sulle pagine culturali del Giornale nel 2017, in occasione della rassegna Filosofi d’Italia.

In Idee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi viene data risposta, nero su bianco, ad alcune delle domande più cocenti nell’ambito della filosofia, come: di cosa si interessano e si occupano i filosofi italiani oggi? Gli ambiti principali di ricerca nei quali operano quali sono? Ma soprattutto: la filosofia è ancora alla portata di tutti o si rivolge esclusivamente agli specialisti? Prima di addentrarci in queste riflessioni, vediamo in cos’altro si interessa il saggio di Barbera Idee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi. Attraverso le interviste che compongono il libro è stata portata avanti un’indagine interessante, da cui emerge come i principali ambiti di ricerca su cui i filosofi italiani oggi si concentrano sono: comunicazione, scienza, mente, linguaggio, etica, bioetica ed estetica. Non è un caso che le forze maggiori si concentrino sulla mente o sul linguaggio, dal momento che negli ultimi decenni sono numerose le scoperte in ambito scientifico. Per ricordare una tra queste importanti scoperte riportiamo quella dei neuroni specchio a Parma ad opera di Giacomo Rizzolatti e i suoi colleghi. Tutte queste scoperte non restano estranee alla filosofia, al contrario c’è una reciproca influenza, nonostante non manchi chi non si trovi d’accordo in questo connubio tra campi apparentemente distanti come le scienze e la filosofia.

Idee viventiCiò che emerge dal libro Idee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi è che la filosofia è una disciplina unica, fondamentale che è iniziata con l’interrogazione a se stessa e al mondo e continua in questa strada. Quale strada? Quella della comprensione dell’essenza delle cose. Il suo intento infatti è quello di scavare nell’apparenza fino a trovare il fulcro dell’essenza, la verità di ogni cosa, anche dove sembra non vivere verità alcuna. L’altro aspetto fondamentale che emerge dalla lettura di questo libro è che la filosofia è il fondamento delle altre scienze e – come direbbe Aristotele – non serve perché è libera. A questo si aggiunge il fatto che la filosofia ha il compito di mettere a fuoco i problemi e questo aspetto – secondo quanto sostenuto da Barbera – conta più di una scoperta. A questa affermazione, segue conseguentemente una domanda, una riflessione sul fatto che forse le domande, le problematicità che la filosofia fa emergere sono quelle che, incutendo timore, spingono a ritenere la filosofia inutile.

L’autore Barbera affronta queste questioni spinose nel suo libro, attraverso un percorso intellettuale che vede interpellati alcuni tra gli esponenti più autorevoli di filosofia in Italia oggi, nello specifico: Emanuele Severino, Maurizio Ferraris, Dario Antiseri, Stefano Zecchi, Remo Bodei, Giulio Giorello, Silvano Tagliagambe, Franca D’Agostini, Marcello Veneziani, Roberto Esposito, Luciano Floridi, Roberta De Monticelli e Massimo Dona. Attraverso le interviste a questi intellettuali è possibile rintracciare una mappa della riflessione filosofica attuale in cui si mette in luce proprio quegli interrogativi di cui abbiamo precedentemente parlato. Le interviste non rappresentano meri commenti, ma scavano nel pensiero del filosofo interpellato. I temi trattati fanno parte, come ovvio che sia, del nostro panorama intellettuale, pertanto non mancheranno in questo testo riferimenti al rapporto con la tecnica, una questione centrale visto il rapido sviluppo tecnologico.

Idee viventiL’altro aspetto fondamentale che emerge Idee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi a cui si faceva riferimento all’inizio del presente articolo è se la filosofia ormai si rivolga o meno solo ad una cerchia di specializzati. Sicuramente in parte è così, ma solo perché questo è il percorso inevitabile di quando la conoscenza procede nel suo cammino, come accade in altre discipline: più le conoscenze aumentano, più aumenta la difficoltà, un po’ come accade con i problemi quando cresciamo. Citando il filosofo Musil, quello che si evidenzia è che, quando la riflessione diventa più meticolosa, il campo di indagine si restringe e con esso le persone che possono comprenderlo e prendervi quindi una parte critica. In questo senso è vero che la filosofia, con il progredire della conoscenza, diventa sempre più per specialisti, d’altra parte non è questo che sembra allontanarci da essa. Non è forse la paura nel sollevare problematicità a farci allontanare da essa? Non è forse la paura di scoprirci involucri vuoti a farci sfuggire alla riflessione? Ai posteri l’ardua sentenza.

Vanessa Romani per MIfacciodiCultura

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