#EtinArcadiaEgo – “Il caffè dei piccoli miracoli”: l’amore fra sogni e cliché

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Il romanzo di oggi perfetto. Non credo ci sia altro modo per definire l’ultima impresa letteraria di Nicolas Barreau, il bibliotecario francese che nel 2011 restò quattro mesi in cima alle classifiche di vendita con Gli ingredienti segreti dell’amore. Il suo ultimo libro parla di una storia d’amore (e non poteva essere altrimenti per un parigino) intrecciata fra libri, passioni nascoste e la voglia di vivere di un cantante di strada passato per la storia casualmente. Ma soprattutto, Il caffè dei piccoli miracoli è la costruzione del romanzo d’amore di oggi perfetto, quello che tutti vorrebbero comprare e forse anche leggere.

Barreau si divide fra gli occhi di Nelly, appassionata studentessa di filosofia di Parigi che ama sognare ad occhi aperti ed il suo professore, al quale non riesce a dichiarare il proprio amore, e Valentino, restauratore veneziano dai capelli ricci, che rimane folgorato dalla giovane francese che gli piomba addosso in Piazza San Marco. Mentre Nelly, arrivata nella città veneta per lasciarsi dietro il suo passato e scavare in quello della nonna, seguendo le tracce di un vecchio libro impolverato, Valentino raccoglie tutti i pezzi del cuore infranto della giovane francese, rincorrendola fra i canali e seguendo la sua borsa rossa. Non sa che la ricerca di Nelly la porterà in un piccolo caffè nascosto sotto i portici di una calle, un posto che il ragazzo di Venezia conosce fin troppo bene. Intanto, Nelly farà i conti con i propri sogni, e si renderà conto che negarsi a un amore per paura del passato porta solo altro dolore. Si ritroverà quindi a lottare contro le sue fobie, fino a scontrarsi con la paura di volare che le spaventa più di tutto.

Solitamente, il più grande problema di un lettore appassionato è non riuscire ad essere soddisfatto dai classici. Ci sono libri che sono entrati nella storia della letteratura mondiale, capolavori senza tempo scritti da autori sensazionali che hanno riversato loro stessi nelle pagine scritte. Eppure, spesso non piacciono, non soddisfano a pieno, per un motivo o per l’altro, e molto più spesso di quanto noi lettori stessi saremmo disposti ad ammettere. Per non parlare delle serie TV o dei film cult: alzi la mano quanti, pur riconoscendone la grandezza, non riescono a vedere un film di Tarantino.

Nicolas Barreau

Il caffè dei piccoli miracoli rappresenta l’esatto opposto di questo sentimento: non è un romanzo rivoluzionario, non ha una trama innovativa, e ha alcuni buchi e banalità narrative che farebbero drizzare i peli a un critico minuzioso. Eppure è una lettura meravigliosa. A partire dalla copertina della splendida edizione Feltrinelli, in cui si vede Nelly guardare il lettore con gli occhi di chi sa ma non vuole svelare, davanti a un delizioso quartiere parigino come Montmartre, patria degli artisti, a svettare sullo sfondo. La storia in sé non è che un intreccio costruito ad arte (ma nemmeno troppa) dei più classici cliché di una storia d’amore. Partiamo dalla “lochescion” (in tema con il divo del momento Alessandro Borghese), che mostra la vicenda di Nelly e Valentino fra Parigi e Venezia, le due città che più parlano d’amore. In queste, lo sguardo si dirige soprattutto in caffè, botteghe nascoste e osterie a lume di candela, insomma, Cupido è di casa ovunque i protagonisti si fermino. La vicenda di Nelly inizia con la più classica delle storie d’amore impossibile, due novelli Abelardo ed Eloisa in cui però la vera Eloisa è la collega di Nelly, ovviamente italiana e bellissima. Così inizia il viaggio alla riscoperta di sé (un mese a Venezia, non male come vacanza last-minute) e l’incontro con questo bellissimo e romantico restauratore veneziano, all’occorrenza barista, guida turistica e pilota di mongolfiere che volano senza bisogno di permessi del comune. E nel mezzo, un vecchio veneziano che passa le giornate fra bicchieri di grappa e il ricordo della moglie che insegna a Nelly una grande verità:

Il tempo non si ferma mai. Solo i ricordi: quelli restano nostri per sempre

Eppur ci piace. Sì, Il caffè dei piccoli miracoli è un libro meraviglioso, nonostante i capitoli brevi, la voluta sentenziosità e i cliché d’amore disseminati ovunque. Il libro di Barreau ci aiuta, una volta tanto, a non pensare, a lasciarci cullare dai sogni e dall’idea che qualcosa (e questo qualcosa è quanto di più personale ci possa essere) possa avverarsi, per uno scontro in piazza san Marco o grazie a una frase, AMOR VINCIT OMNIA, lasciata su un vecchio libro impolverato nascosto sotto il letto. Grazie a un continuo dipanarsi di luoghi fantastici e sogni ad occhi aperti, Barreau ha scritto il romanzo d’amore che tutti vorrebbero leggere e che tutti farebbero bene a leggere, soprattutto coloro che ai sogni non credono più. I sogni, come scopre Nelly, sono i nostri piccoli miracoli.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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