“Il segno del ‘900”: in mostra al museo MUST di Vimercate

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La cattedrale

Si intitola Il segno del ‘900 la mostra presente al MUST di Vimercate fino al’11 marzo, curata da Simona Bartolena. Nell’esposizione si possono ammirare le stampe di artisti assai famosi che attraverso differenti tecniche (litografia, serigrafia, acquaforte, pochoir) danno vita ad opere interessanti e rese particolari proprio per la tecnica utilizzata, meno comune rispetto alla classica pittura ma non per questo meno apprezzabile.

L’esposizione si divide in poche sale, tutte organizzate secondo un preciso criterio; non di ordine cronologico o di autore ma legato allo stile e/o al tema dell’opera. L’opera più interessante della prima sala è senza dubbio quella intitolata La cattedrale, firmata da James Ensor. Il disegno rimanda alla dimensione onirica ed al contempo al tema delicato della massificazione e del controllo delle menti – tema assai lungimirante se si considera che l’opera è datata 1896: la cattedrale rappresentata non è una cattedrale reale ma è il frutto dell’accostamento di differenti parti delle cattedrali più famose della Francia, mentre la massa che si trova ai piedi della struttura è composta in primo piano da maschere (persone che non mostrano il proprio volto per nascondersi dietro all’apparenza che è più congeniale) e via via che si va in secondo piano, i volti non sono più riconoscibili perché non sono più rappresentati uomini nella loro individualità ma menti uguali fra loro perché controllate da entità superiori. È un disegno che pone una certa inquietudine se rapportato a quello che sarebbe successo di lì a poco nel mondo durante tutto il Novecento.

Toro di Picasso

Molto interessante anche la sala dedicata alle opere di Kandinskij e Klee in cui si fa un insolito viaggio nelle stampe in stile Bauhaus, e la  sala in cui invece primeggiano le opere di Picasso; qui si presenta una delle sue più famose litografie, Il Toro datato 1945.  In questa opera, Picasso attua una vera e propria “essenzializzazione” del soggetto.  Il toro qui disegnato ricorda le forma elementari con le quali potrebbe scomporlo e disegnarlo un bambino: il soggetto è ridotto appunto alla sua essenzialità. È l’ultimo di undici disegni  in cui il toro, passo per passo passa dal primo (perfetto colorato e ricco di ogni minimo particolare) all’ultimo (presente in foto) estremamente semplice e ridotto a primordiali forme geometriche; Picasso finisce dove tutti avrebbero cominciato, ma la sua intenzione era proprio questa.

Noi non siamo gli ultimi

Un’attenzione particolare la merita poi l’acquaforte firmata da Zoran Music nel 1970, presente nella penultima sala ed intitolata Noi non siamo gli ultimi. Il quadro rappresenta quattro uomini impiccati, denudati, umiliati e martoriati dalle ferite fisiche e spirituali che hanno dovuto subire durante la loro prigionia nel campo di concentramento di Dachau, esperienza che l’artista ha vissuto in prima persona durante il secondo conflitto mondiale. L’opera fa emergere tutta la sua drammaticità grazie a molteplici fattori: sia grazie ai colori bianco e nero, sfuocati, mescolati quasi a voler creare un vortice in cui i protagonisti sono stati risucchiati,  sia grazie alla totale “spersonificazione” degli uomini rappresentati che hanno visto annientata la loro dignità umana. Anche il titolo si presta ad una duplice lettura: da una parte, le minoranze etniche perseguitate dal nazismo, vogliono “gridare” al mondo che loro non sono gli ultimi, non sono “diversi”, non sono minoranze ma sono persone come tutte le altre. Dall’altra, Noi non siamo gli ultimi si preannuncia come un triste presagio: le persecuzioni razziali non sono finite, e durano probabilmente tutt’oggi. L’opera è stata scelta dal Museo Must come simbolo per il giorno della memoria.

Nel complesso Il segno del ‘900 offre un percorso tematico differente dal solito, per questo può risultare interessante ma probabilmente non apprezzabile da tutti. È vivamente consigliata la visita guidata per capire bene il senso della mostra e delle opere esposte;  si dilunga un po’ troppo in tecnicismi legati al disegno che probabilmente i più dimenticheranno dopo pochi minuti, ma una buona spiegazione come quella proposta dalla guida del Museo può rendere più formativa e completa una mostra che altrimenti non convincerebbe tutti  proprio per la sua particolarità.

Il segno del ‘900
a cura di Simona Bartolena
MUST, Vimercate (MB)
Dal 16 dicembre 2017 al 11 marzo 2018

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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