“Piccole fiabe per grandi guerrieri”: sconfiggere il cancro con le fiabe

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Matteo Losa

Non risulta mai facile esprimere a parole quanto certe esperienze dolorose possano essere accettate, suscitare paure, ma soprattutto essere affrontate e superate. Matteo Losa, giovane di 35 anni, ha realizzato questa impresa poco tempo fa, con il suo primo romanzo Piccole fiabe per grandi guerrieri, edito da Mondadori.

Andando con ordine, quella di Matteo è la storia di un ragazzo che ha tentato di farsi spazio nella vita combattendo per le proprie passioni, cercando di portarle all’apice del successo. Tutto però si è modificato drasticamente più di dieci anni, quando, mentre era un calciatore di talento, per un controllo di routine, gli fu rilevato un ingombrante e pericolo ostacolo lungo la strada: il cancro. Per lui, come per chi lo ha vissuto e lo vive tuttora, ha significato un cambiamento radicale, costituito da rinunce, ma anche da nuove scoperte. Seppur con fatica, Matteo ha trovato il coraggio di reinventare se stesso, alimentando nuove passioni. Una di queste è stata la scrittura, che oltre a far uscire dalla sua mente ogni pensiero in modo più libero, gli ha permesso di approdare nel mondo del giornalismo, associato ben presto anche a quello della fotografia.

Piccole fiabe per grandi guerrieri
Piccole fiabe per grandi guerrieri

Poco più di un anno fa, Matteo ha deciso di utilizzare la stessa scrittura per arrivare col cuore alle molte persone che come lui, a causa della malattia, hanno dovuto sacrificare molto per tornare a vivere, o a chi sta ancora cercando il modo giusto per tornare a farlo. Tramite un progetto di crowdfunding, organizzato con AIRC, ha presentato online la sua esperienza e l’idea di realizzare un libro di favole, ricco di consigli e racconti in grado di infondere coraggio a chi deve combattere contro questo tipo di male da tempo, e ancora oggi ogni singolo giorno. La sua proposta ha riscosso tanto successo che nel giro di un anno è riuscito a guadagnare più di 19.000 euro, somma più che sufficiente per dare il via alle stampe del suo romanzo.

Piccole fiabe per grandi guerrieri si presenta quindi come una raccolta di nove fiabe, accompagnate da numerose illustrazioni dell’artista Javier Perez. Ogni titolo dei racconti è associato a sette emozioni “di base” che comprendono gioia, rabbia, disgusto e tristezza. La scelta della fiaba come forma narrativa è inoltre legata al fatto che quest’ultima ha l’efficace capacità di aiutare l’uomo, sin dalla propria infanzia, a esorcizzare le proprie paure e ad allontanarle, infondendogli il coraggio necessario a superare ogni ostacolo a testa alta.

Che il lupo cattivo esiste lo sapete già, ma se per sconfiggere il Lupo cattivo bisogna solo affidarsi alle cure di un medico, per sconfiggere gli squilibri emotivi che questo ospite indesiderato comporta ci si può affidare solo alla fiaba.

Per Matteo Losa e molte persone questa difficoltà può essere rappresentata dal cancro, ma il fatto che esso non venga mai nominato vuol far comprendere che la vita è costituita anche da altri momenti di difficoltà, come la fine di un amore o la perdita di un lavoro. Il libro di Matteo Losa vuole infatti offrire ai suoi lettori un percorso: si citano battaglie, ricadute, vittorie e sconfitte, vissute da personaggi che, se escluso il mondo fantastico che li circonda, appaiono più simili e vicini di quanto si possa pensare.

Piccole fiabe per grandi guerrieri si concentra sulle tappe della malattia e sulle qualità da arginare per superarle. Per questo non rivela l’esistenza del Lupo cattivo quanto la lungimiranza di non dargli retta, la consapevolezza di sviarlo quando insisterà sulle vostre tracce, la forza di domarlo quando vi troverete faccia a faccia con lui. Perché nessun cacciatore potrà mai affrontarlo al posto vostro.

Losa si rivolge inoltre non solo a coloro che devono affrontare la malattia ogni giorno, il che comprende sia bambini che adulti, ma anche a tutte le persone che contemporaneamente hanno deciso di dedicarsi a questi “grandi guerrieri”, guidati da un amore e una fede incondizionati. Per Matteo quella persona è stata la sua fidanzata, vicina sia prima che dopo il cambiamento, ma in altri casi possono essere i genitori o gli amici. Infine l’autore ha rivelato che l’ultimo destinatario del suo libro è sé stesso, in quanto la richiesta di aiuto è qualcosa che in situazioni drammatiche come quelle citate accomuna ogni essere umano.

Il libro di Matteo Losa vuole quindi essere portatore di un messaggio universale, spesso troppo dimenticato. In un mondo in cui l’indifferenza o la negatività vengono adottate come armi migliori per accettare con rassegnazione i mali che le circostanze pongono davanti, un giovane trentacinquenne vuole sottolineare quanto nessuna difficoltà sia troppo grande per chi la deve affrontare. Il coraggio dimostrato per aver raccontato in modo autentico una realtà così attuale offre infatti ai lettori una speranza più autentica per un futuro senza il “Lupo cattivo”.

La malattia, come la guerra, non si vince con la disperazione, ma con la speranza. E niente infonde più speranza di una fiaba.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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