Il libro d’artista, tra fascino storia e collezionismo

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Il libro d’artista ha sempre goduto di fascino e curiosità. A differenze dei libri illustrati, infatti, l’opera d’arte non è decorazione o compendio del testo, ma parte integrante e protagonista. L’artista diventa il creatore totale dell’opera e lo scrittore di una storia di colori, linee, forme e significati, che si esplica attraverso diverse tecniche e stili. Ecco perché, questi pregiati manufatti sono riflesso della società, degli usi, costumi e dei cambiamenti storici e politici in cui vengono realizzate.

Sono molte le ricerche e le mostre che puntano i riflettori su libri antichi, codici miniati ma così poche quelle sui libri d’artista contemporanei, specialmente quelli del secondo Novecento. Per questo motivo si configura come un genere considerato di nicchia, vista anche la mancanza di raccolte pubbliche e di eventi dedicati. In Italia, infatti, il collezionismo dei libri d’artista, soprattutto negli ultimi anni, sta trovando terreno fertile grazie alle iniziative dei privati o delle biblioteche; a differenza degli altri paesi del mondo, tra tutti gli Stati Uniti, dove queste particolari opere d’arte sono studiate da decenni. Un collezionista o appassionato può acquistarli benissimo presso istituzioni museali come il MoMA o il Centre Pompidou, o ancora presso librerie come la Florence Levy a ParigiBoekie Woekie ad Amsterdam o la Printed Matter a New York. I prezzi, per le opere di artisti contemporanei, sono modici e ammontano a qualche migliaia di euro per quelli dei più quotati. Mille fiumi (1977) di Boetti è stimato da 15 mila-20 mila euro, 7 Variazioni sui temi proposti per una pura ideologia fonetica di Burri è stato aggiudicato, invece, per 10.625 euro.

Tra i più famosi ed importanti sostenitori troviamo Giorgio Maffei, uno dei più grandi conoscitori del libro d’artista nonché autore di numerose pubblicazioni. Collezionista, bibliofilo e mercante di libri rari sulle arti del ‘900, nella sua opera Il libro come opera d’arte riprende il titolo di un articolo di Germano Celant del 1971, Book as Artwork. È, infatti, uno di quei: «libri che, del libro, mantengono forma e struttura, ma che nella sovranità delle intenzioni dell’artista sono opera d’arte». Maffei, scomparso nel 2006 ribadiva: «Il mio campo di lavoro è quel tipo di libro che ha per autore un artista, capace di manipolare l’oggetto libro per trasformarlo in un’opera d’arte».

Un’altra importa collezione italiana è quella Consolandi che vanta opere di Manzoni, Fontana, Castellani, Boetti, Isgrò, Pistoletto, Munari, Warhol: una raccolta che spazia dalla pittura alla scultura, alla fotografia al libro d’artista. «Il libro d’artista è un libro atipico – sostiene Claudia Consolandi, erede della collezione del padre Paolo Consolandi, – è un racconto, un’opera d’arte di per sé; rappresenta il lavoro più intimo e personale di un artista, svincolato dalle costrizioni del mercato. Il valore non risiede solo nei contenuti, ma anche negli aspetti esteriori dei variegati e inusuali contenitori di concetti, forme, immagini e parole».

Un importante appuntamento è previsto alla prossima edizione di Arte Fiera a Bologna, dal 2 al 5 febbraio, dove verrà riproposta una sezione dedicata al libro d’artista. Il curatore Amedeo Martegani, spiega che «il mercato sta cercando di recuperare un enorme ritardo nel valutare l’importanza di queste opere, di cui è stata sottostimata anche l’effettiva reperibilità. I primi ad accorgersene sono stati i musei e le biblioteche. Il collezionismo segue a ruota», nonostante «manca la cultura del libro d’artista che può prendere forme imprevedibili. Sta alla capacità del collezionista di cogliere e capire. È un mercato ancora molto aperto, ma difficile perché mancano i punti di riferimento».

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Dino Silvestroni dice

    Gent.ma Valentina Certo, mi permetta di aggiungere una piccola nota alla sua interessante pagina. Il collezionismo di L.di A. è più ampio di quello che si pensa. Alla Biblioteca Classense di Ravenna da tre anni vengono programmate mostre sulle molte varietà del L.di A. A Foligno era programmata una rassegna: 100 + 1 libri d’artista dalla collezione di…., un modo per esporre collezioni altrimenti non conosciute. Al momento leggo di una bella mostra a Milano a Brera sul L.di A.. Concordo che il mercato non ha espresso molta attenzione a differenza di artisti, collezionisti e istituzioni. Con il piacere di rileggere altri articoli le auguro molte belle letture. Dino Silvestroni.

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