Jim Carrey – Il volto sensibile di un uomo sulla Luna

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Lo abbiamo conosciuto come l’istrionico intrattenitore dalla smorfia facile e la vocazione per la commedia, ma parlare di Jim Carrey (17 gennaio 1962), al secolo James Eugene Redmond Carrey, considerando solo il suo talento comico è senz’altro riduttivo. Capace di un successo planetario dai più famosi Ace Ventura – personaggio che lo consacrò sul grande schermo – fino al plurirecord di incassi The mask, Jim Carrey sviluppò sin da ragazzo una passione irrefrenabile per la recitazione.

Man on the Moon

All’età di soli sedici anni, spinto da una precaria situazione economica familiare, Jim prova ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo, cominciando a cimentarsi nelle imitazioni di personaggi famosi. Qualche anno più tardi, Carrey prova ad affermarsi passando dalla porta principale: fa una audizione al Saturday live show, ma purtroppo viene scartato.

Finalmente Jim trova un ruolo sul piccolo schermo: The duck factory lo vede protagonista, insieme a Clarence Gilyard, di una sit-com irriverente in cui Jim comincia ad esprimere le sue potenzialità.

Qualche tempo dopo, l’attore Canadese viene notato dai fratelli Wayans per le sue eccezionali doti comiche e la grande capacità di comunicare attraverso la mimica facciale, così viene ingaggiato nello show della Fox In Living Color, in cui Jim Carrey interpreta Fire Marshal Bill, uno sconsiderato e maldestro agente della sicurezza. Nello show realizzato e interpretato dagli stessi Wayans, appare anche un giovanissimo, ma talentuoso, Jamie Foxx. Il salto dai panni del maresciallo Bill a quelli di Mark Kendall nella commedia Introducing… Janet è breve. Jim Carrey esordisce così per la prima volta sul grande schermo e bissa qualche anno dopo con Once Bitten (Se ti mordo sei mio). Da quel momento in poi è una escalation di presenze al cinematografo, dove Jim entra in contatto con personalità illustri del calibro di Clint Eastwood e Jeff Goldblum.

Nel 1995 Carrey si ritrova catapultato nei sobborghi di Gotham City, dando luogo a una strepitosa interpretazione dell’enigmista in Batman Forever. L’anno successivo, Jim, ottiene il ruolo da protagonista nel film The Cable Guy (Il rompiscatole) diretto da Ben Stiller. Nel 1997, giunge il tempo dei compensi faraonici: ottiene un altro grande successo con Bugiardo bugiardo diretto da Tom Shadyac, nel quale l’attore interpreta un avvocato costretto a dire solo la verità. A seguire arrivano altri grandi trionfi al botteghino. Prima con Me, Myself & Irene (Io, me & Irene), una commedia divertente in coppia con Renée Zellweger, e, solo qualche tempo dopo, Scemo e più scemo con il mitico Jeff Daniel.

Se mi lasci ti cancello

Ma il vero volto profondo dell’attore emerge, per assurdo, nei ruoli più drammatici. Con grande sorpresa da parte del pubblico, Jim Carrey ci regala quella che è stata, per lo meno fino a quel momento, la sua più straordinaria interpretazione, sia per intensità che per delicatezza, con Se mi lasci ti cancello del 2004, diretto dal francese Michel Gondry. Infatti, proprio mentre ci si attendeva un suo ennesimo successo comico, Carrey sorprende tutti fornendo una prova della sua straordinaria duttilità artistica e della sua eccezionale capacità nel saper toccare con una sensibilità unica tutti gli stati d’animo umani, cogliendone la più vera essenza. Nel film, in cui fa coppia con un altrettanto brava Kate Winslet, Carrey esplora il dolore e la disperazione che riempiono, fino a farlo traboccare, il cuore di un uomo che tenta disperatamente di superare la fine della relazione con la donna che ama.

Jim Carrey è stato ed è un grande attore. La sua forza espressiva e la sua potenza comunicativa lo hanno reso celebre agli occhi del grande pubblico. La sua capacità di saper cogliere le sfumature, di saper catturare l’essenza delle persone e poi trasporla attraverso il suo volto e le sue movenze, gli hanno consentito di ottenere la stima dei propri colleghi e di raggiungere fama e successo.

Ma la sua virtù più grande è stata senz’altro quella di essere riuscito a strapparsi di dosso i panni del comico ed indossare quelli dell’attore – a tutto tondo – per  donare al pubblico tutta la sua immensa profondità d’animo. Interpretazioni come Man on the moon, The Truman Show e il già citato Eternal Sunshine of the Spotless Mind (titolo inglese di Se mi lasci ti cancello) rimangono pezzi di bravura assoluta, vere e proprie firme autografe che lo consacreranno per sempre nella storia del cinema.

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura

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