“Piranesi. La fabbrica dell’utopia”: drammaticità e poesia di un’idea

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La Galleria Sabauda sta conoscendo un nuovo splendore dopo la sua riapertura nel 2014 nella Manica Nuova di Palazzo Reale a Torino. Attorno a questo autentico gioiello museale hanno preso forma recentemente i Musei Reali, valorizzando il complesso di musei, collezioni e giacimenti culturali collegati al periodo risorgimentale, quando Torino divenne la prima Capitale: qui si porta in scena, detta in termini teatrali, la grandiosa mostra d’arte e storia dedicata al celebre incisore ed architetto Giovan Battista Piranesi (1720 – 1778) intitolata Piranesi. La fabbrica dell’utopia promossa dai Musei Reali di Torino, visitabile fino all’11 marzo 2018, a cura di Luigi Ficacci e Simonetta Tozzi. L’esposizione trova in questo contesto, nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda, un luogo magico in cui poter narrare l’universo espressivo, talvolta visionario, di Giovan Battista Piranesi.

Il percorso fra le sue opere più celebri vede esposte le grandi Vedute di Roma, dalle amplificate prospettive architettoniche, i fantasiosi Capricci eseguiti ancora sotto l’influsso di Tiepolo e le celeberrime e suggestive visioni della serie delle Carceri, scenari altamente suggestivi e di grosso impatto emotivo dove Piranesi mette tutta la sua maestria di architetto ed incisore, portando alla luce scenari che, seppur riproduzioni del reale, conducono con sé tutta la magia di un mondo scenografico, alterato e sottolineato minuziosamente in tutti i suoi dettagli, offrendo tanto all’arte, alla scrittura e alla cinematografia contemporanea un ampio repertorio illustrativo d’ispirazione.

Piranesi. La fabbrica dell'utopiaPiranesi. La fabbrica dell’utopia si compone di novantatré creazioni dell’artista veneto provenienti dalla Fondazione Giorgio Cini e dalle collezioni del Museo di Roma di Palazzo Braschi, che danno vita ad un percorso altamente suggestivo, seppur strutturato in una sobrietà organizzativa dei lavori, distribuiti su 600 mq ampi e consoni all’accoglienza di un contemporaneo viaggio nel tempo: realizzazioni tridimensionali di alcune invenzioni piranesiane mai realizzate e ricavate dal ricchissimo repertorio delle Diverse Maniere di adornare i Cammini (1769) o di alcuni pezzi antichi, riprodotti e divulgati da Piranesi nella serie dei Vasi candelabri cippi sarcofagi tripodi (1978). Le “ricreazioni” piranesiane tridimensionali sono state concretate dall’Atelier Factum Arte di Madrid, diretto da Adam Lowe, tramite modellazione in 3D e procedimento stereolitografico. È stata creata, grazie al contributo e alla tecnologia del Laboratorio di Robotica Percettiva e dell’Istituto TECIP – Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa una sala “immersiva” delle celebri prigioni piranesiane rese in versione tridimensionale, in cui si può rivivere tutto il fascino di queste visioni fantastiche e irreali.

Nella valutazione odierna, Giovanni Battista Piranesi viene considerato tra i maggiori innovatori della tecnica dell’acquaforte, del genere artistico della veduta, della riproduzione archeologica. Ma la sua figura è molto più complessa: Piranesi era soprattutto architetto e intendeva questa professione ideale come capace di rivoluzionare il mondo, i modi di vita della società e gli spazi dove essa si svolge. Il suo progetto era titanico rispetto alla realtà a lui contemporanea, ma alla fine fu la resistenza da parte di questa realtà ad avere la meglio e ad impedirgli la realizzazione della sua utopia di architetto. Le sue opere sono caratterizzate da drammaticità e poesia, violenti chiaroscuri e una vera ossessione per lo studio scientifico delle antichità: la mostra le espone in modo tale da dare una lettura chiara ed immediata del grande talento di un autore tardobarocco, aggettivo derivante dalla palese teatralità dei volumi e dal prevalere di diagonali che si gettano sulla trasversale del palcoscenico.

Piranesi. La fabbrica dell’utopia
A cura di Luigi Ficacci e Simonetta Tozzi
Musei Reali di Torino
Dal 6 dicembre 2017 all’11 marzo 2018
Promossa in collaborazione con Roma Capitale, Fondazione Cini e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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