Avete mai provato a cercare Wikipedia su Wikipedia?

0 1.136

Wikipedia, l’enciclopedia online a contenuto libero che siamo soliti utilizzare, nasceva il 15 gennaio del 2001.

Per saperlo potete anche cercare la voce Wikipedia su Wikipedia.

Jimmy WalesEbbene, sappiate che la voce esiste. Forse un po’ autoreferenziale, o forse nata solo per risolvere un grande e complicato dilemma: come si legge? Già solo la questione del nome è complicata, poiché la sua etimologia è melting-pot culturale di tutto rispetto: wiki, infatti, arriva nientemeno che dall’hawaiano, e significa veloce. Pedia, invece, è greco: arriva da –paideia (-παιδεία), suffisso che significa formazione, istruzione.

La lettura italiana, seguendo le indicazioni dell’Accademia della Crusca, è vikipedìa. L’accento sulla ultima ì, quindi non vikipèdia. Poi si potrebbe anche parlare della pronuncia in base all’inglese, ma accontentiamoci di vikipedìa.

Volenti o nolenti, tutti l’abbiamo consultata almeno una volta, anche solo per sbaglio. È il primo risultato di Google e si staglia sempre al di sopra di ogni altra fonte. Anche se molti non approvano questa definizione, è ormai la sostituta delle vecchie e polverose enciclopedie tramite cui, anni fa, facevamo le ricerche scolastiche.

Rimane più comoda e, come il suo nome vuole, veloce di qualsiasi altra via di informazione: molto più semplice che dirigersi in biblioteca e fotocopiare antichi tomi, o spendere dei soldi per un’enciclopedia cartacea.

Wikipedia è costituita da volontari, in ogni suo aspetto: non ha nemmeno una redazione fissa, ma solo due fondatori. Jimmi Wales e Larry Sanger sono i due uomini che il 15 gennaio 2001 diedero vita a questo amplio progetto fatto di collaborazione e, soprattutto, no profit. Anche se è possibile donare spontaneamente al sito, nessuno viene pagato per il suo lavoro. Proprio perché qualsiasi utente può diventare uno scrittore di una voce.

Affinché la propria voce possa rimanere in auge, senza essere eliminata, deve essere neutrale e ricca di fonti: basta poco perché altri utenti possano avere da ridire sulla vostra creazione.

Ma il dilemma è pur sempre quello: siamo davanti ad una visione democratica ed anti-elitaria del sapere, o solo davanti all’anarchia più totale?

Il sistema di controllo delle voci rimane, alla fine, popolare: ed è per questo che, nonostante tutti la usino come massimo punto di riferimento, rimane davvero problematico crederci sempre fino in fondo, a ciò che leggiamo.

Jimmy Wales, uno dei fondatori di Wikipedia

L’idea alla base è lodevole e ammirevole: eppure, perde di valore quando al posto di studiare tramite i libri di scuola ci si affida a quella che, alla fine, rimane un’enciclopedia scritta da chiunque. Ci sono voci ben fatte, e i numeri raggiunti da Wikipedia dimostrano il suo potere: più du un milione e quattrocento mila voci solo in italiano. Anche perché, coprendo praticamente qualsiasi campo dello scibile, il prolificare di voci è potenzialmente infinito.

Penso che a tutti noi sia capitato di partire da una voce di Wikipedia e ritrovarsi senza sapere come a parlare di malattie morali partendo da una semplice ricerca sui carlini.

Eppure, questa può essere davvero la base della nostra conoscenza e della nostra cultura?

Ne dubito.

Wikipedia rimane un progetto lodevole, da ammirare e da apprezzare. Ma solo nel momento in cui diventa un divertente e interessante implemento, un approfondimento ulteriore, un vezzo per infoltire il proprio background culturale. Ogni tanto però sarebbe bene tornare ad aprire un libro (o un PDF, un e-book, o quello che desiderate) scritto da professionisti, ricco di citazioni e magari vagliato da una casa editrice.

Nel caso ci fossero scritte grandi castronerie, nel dubbio, si può avere un nome e cognome con cui prendersela.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.