Mario Perniola, il filosofo del rinnovamento dell’arte e dell’estetica

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Mario Perniola, il filosofo del rinnovamento dell’arte e dell’estetica

Mario PerniolaIeri 9 gennaio 2018 è venuto a mancare il filosofo Mario Perniola all’età di 76 anni. Il mondo filosofico in particolare e quello della cultura in generale perdono uno dei maggiori esponenti del rinnovamento degli studi di estetica e dell’arte contemporanea. Mario Perniola è nato ad Asti il 20 maggio del 1941 e si è formato all’Università di Torino dove è entrato in contatto con grandi maestri come Luigi Pareyson e grandi personalità come Umberto Eco.

Gli anni che vanno dal 1966 al 1969 lo vedono invece vicino al movimento d’avanguardia Internazionale Situazionista fondato dall’amico francese Guy Debord. Il filosofo Perniola nel 1968 si trasferisce a Roma e dal 1970 al 1983 insegna Estetica all’Università di Salerno. Dal 1983 al 2011 è Professore di Estetica all’Università di Tor Vergata dove viene apprezzato da colleghi e allievi, per la sua mente brillante e il suo profondo, nonché determinante, contributo offerto all’estetica. Dal 2000 è direttore della rivista fondata Àgalma. Rivista di Studi culturali e di estetica, luogo di profondo fervore intellettuale.

Le riflessioni del filosofo Mario Perniola sono particolarmente stimolanti per i tanti studenti e studentesse che hanno avuto la possibilità e la fortuna di frequentare le sue lezioni. Io sono tra questi studenti e studentesse che hanno avuto la fortuna di frequentare le sue lezioni, lezioni piene di spunti filosofici profondamente attuali, da riportare nella vita quotidiana. Nessuna delle sue lezioni lasciava gli allievi fuori dal discorso, al contrario, il professor Perniola spingeva all’interrogazione continua affinché la mente dei suoi studenti fosse in cammino verso la conoscenza. Un vero e proprio filosofo, colui che instillava in ognuno di noi il seme dell’inquietudine che poi questo non è nient’altro che il compito del filosofo.

Mario PerniolaSono tante le qualità intellettuali e di uomo che vengono apprezzate del filosofo Perniola, in particolar modo il suo contributo circa l’analisi della società contemporanea. A questo riguardo è interessante fare riferimento al profondo interesse che lo ai mezzi di comunicazione di massa, interesse che nasce dal lontano 1968. Da questo punto di vista, il filosofo Perniola si può ricollegare a un altro grande filosofo scomparso un anno fa, lo stesso giorno di Mario Perniola: Zygmunt Bauman. Filosofi che hanno fatto della loro vita la possibilità di riflessione, una riflessione volta al miglioramento, ma soprattutto alla consapevolezza individuale.

Tra i libri in cui Perniola si è interrogato, cercando risposte critiche alla comunicazione, ricordiamo Contro la comunicazione del 2004. Qui il filosofo analizza i meccanismi che si trovano alla base della comunicazione di massa, soffermandosi sugli aspetti deleteri e sottolineando come la comunicazione non coincida con la conoscenza, ma al contrario, ne rappresenta l’esatto opposto dal momento che dissolve i contenuti delle idee facendoci così rimanere di fronte un involucro vuoto. Un altro saggio che affronta il tema della comunicazione di massa è quello del 2009 Miracoli e traumi della comunicazione in cui si sofferma sull’aspetto storico, individuando quattro eventi mediatici che hanno segnato la fine del secolo e l’inizio del nuovo millennio. Questi quattro eventi sono i seguenti: la rivolta studentesca del 1968, la rivoluzione iraniana del 1979, la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e l’attacco alle Torri Gemelle del 2001.

Mario PerniolaIl suo interesse per i mezzi di comunicazione di massa non si ferma qui. In una recente intervista del 2016 sull’Espresso infatti il filosofo riflette su come la tecnologia abbia mutato il nostro modo di vivere sia la realtà che le relazioni. Questi cambiamenti si riflettono inevitabilmente anche sul nostro modo di vivere la morte. A questo proposito dice che negli ultimi anni sono stati tanti gli anziani che si sono iscritti a Facebook e questo ha riportato il tema della morte al centro delle riflessioni in aggiunta al fatto che il social network offre la possibilità di trasformare gli account dei defunti in memoriali. Il filosofo non vede un aspetto negativo in ciò, al contrario – citando Auguste Comte – ricorda che in fondo il mondo è composto più da morti che da vivi.

Come già accennato, uno dei temi centrali della riflessione di Mario Perniola è l’arte e questo suo osservare la società dei consumi proprio attraverso di essa. Da qui nascono saggi densi e fondamentali nel panorama estetico-filosofico come L’alienazione artistica del 1971, che era la sua tesi di laurea poi divenuto libro, e nel 1980 La società dei consumi.

È una grande perdita quella del filosofo Mario Perniola, ma le riflessioni presenti nei suoi numerosi saggi e articoli saranno eterne e vivranno in tutti i suoi allievi che hanno avuto la fortuna di formarsi con lui.

Vanessa Romani per MIfacciodiCultura

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