Frode, l’artista-avvocato e la sua battaglia per la libertà d’espressione

0 1.685

Frode, l’artista-avvocato e la sua battaglia per la libertà d’espressione

Del caso ne ha parlato anche la trasmissione Che tempo che fa

Non tutti, e questo ormai è appurato da tempo, apprezzano il gesto operoso dell’arte sulla città, lo spazio urbano utilizzato come mezzo espressivo dai writer, i portavoce della tanto amata o odiata street art. Domenico Melillo in arte Frode forse non rientra nella schiera dei writer più amati visto che la sua opera d’arte – grigi + Verdi, che rappresenta un omaggio al famoso compositore italiano Giuseppe Verdi, un tributo che illumina e nasconde una centralina semaforica tra via Manzoni e via Verdi di fronte al Teatro della Scala, è stata totalmente rovinata da ignoti, venendo coperta due mesi fa con della vernice bianca.

L’opera ha visto la sua nascita e realizzazione nel febbraio 2016 durante l’iniziativa ENERGY BOX voluta e curata da Davide Tinelli in arte Atomo. Un progetto riconosciuto dal comune di Milano e studiato nei minimi dettagli, strepitoso e dal respiro innovativo e internazionale per ri-disegnare la città, renderla nuova, allegra e giocosa in un mondo forse un po’ troppo appesantito. Il gruppo A2A e Fondazione Aem sostennero questo progetto fin dalla sua genesi convogliando flussi creativi e personalità differenti con l’intenzione di creare un museo a cielo aperto, una galleria innovativa figlia dei suoi tempi, il XXI secolo: perché non farlo usando la città? Non spazi privati, ma luoghi pubblici, luoghi che appartengono a tutti. Un po’ di sorrisi in più in un mondo sempre di fretta non farebbero male, sorrisi gratuiti a qualsiasi ora del giorno.

La centralina imbiancata

Siamo sicuri che un’opera d’arte, tra l’altro realizzata con il benestare del Comune di Milano, possa essere cancellata? Non è forse questo un atto di vandalismo gratuito molto più di un simpatico Giuseppe Verdi, oltretutto realizzato in modo stupefacente? L’artista Frode ha deciso di battersi per difendere la sua opera, la strada e la scelta di avere la bomboletta come compagna di viaggio, nonostante lui nella vita quotidiana sia un avvocato. Coraggioso il suo gesto di sporgere denuncia contro ignoti e ammirevole, perché sottintende il rispetto per l’impegno che l’artista ha messo per realizzare il suo lavoro.
Oltre ad aver agito per vie legali, lo street artist ha deciso di realizzare nuovamente la sua opera: non ha ridipinto – grigi + Verdi su un’altra centralina o si è appropriato di un muro senza permesso, oltretutto comportamento punito dalla legge, ma ha affrontato in modo legale ciò che gli spetta visto che il suo lavoro era stato riconosciuto dalle istituzioni. Il 21 dicembre 2017 Frode ha infatti potuto, con l’appoggio del Comune, far rivivere – grigi + Verdi, in via G. Verdi a Milano. La centralina dell’energia è tornata a rivivere in un contesto tutto particolare, infatti la performance di Frode è stato accompagnata dalle note musicali di tre importanti artisti: Manu’puma, cantante, Geppi Cuscito, bassista, Ferdinando Masi, batterista, quest’ultimi due appartenenti alla band Casino Royale.

Deturpamento e imbrattamento sono solitamente le parole più utilizzate per descrivere l’arte di strada, ovviamente i pareri sono da sempre discordanti tra le persone ma i vecchi tempi, in parte, sono stati archiviati: d’altronde tutto al giorno d’oggi evolve con una velocità impressionante e le vecchie tavole e tele hanno ceduto il posto a mezzi nuovi, la realtà quotidiana è diventata lo sfondo su cui dipingere e spazi o luoghi dimenticati nel tempo riprendono vita. La creatività si insinua nella vita quotidiana e perché bandirla se ciò che rappresenta è fatto con professionalità e a fine di arricchimento?

Frode in azione il 21 dicembre

Non sappiamo ancora cosa abbia spinto gli ignoti a danneggiare l’opera – grigi + Verdi, certo è che possiamo ipotizzare la difficoltà a capire e comprendere un’arte ancora rifiutata da molti.

La maggior parte della giornata si vive in città quindi esperire luoghi che possono regalare esteticamente un appagamento visivo e ridare vita a spazi pubblici fatiscenti credo sia un arricchimento non solo per gli spazi in sé ma anche per noi come uomini. Afronte di queste ultime parole è doveroso sottolineare come l’artista Frode si batta tenacemente sia in veste di artista che in quella di avvocato per liberare la street art da una campana di vetro e rendere libera la possibilità di espressione dei writer. Ciò non significa non riconoscere lo spazio altrui ma significa dipingere osservando delle norme commisurate all’atto in sé per questo l’art. 639 del Codice Penale, che definisce le sanzioni previste per il reato di imbrattamento dei muri, andrebbe ridimensionato per lasciar spazio all’intelligenza degli artisti di agire secondo la loro libertà di espressione e non di imbrattamento o ancor peggio di danneggiamento.
Regole da seguire ci devono essere ma pene sproporzionate forse non creerebbero l’effetto contrario?

Laura Testa per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.