Di paura il cor compunto – “Anna Karenina”: una vita tra paura e desiderio

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Oggi la nostra rubrica sulla paura in letteratura propone la lettura di Anna Karenina, una delle opere di Lev Tolstòj (Jàsnaja Poljana, 1828 – Astàpovo, 1910) più amate dal pubblico. Questo romanzo ebbe l’ambizione di raffigurare in maniera accurata le motivazioni nascoste che guidavano i comportamenti dei membri dell’alta società russa dell’Ottocento.

Anna Karenina
Anna Karenina – copertina del 1878

Una delle motivazioni più urgenti era solitamente quella di occultare i propri sentimenti, in particolar modo quelli più vili o in contrasto con la pubblica morale. Tutto doveva sempre apparire sotto controllo, nessun sentimento doveva essere fuori luogo: controllo è potere, dunque la chiave per mantenere la propria posizione e credibilità nell’alta società.

Nel romanzo, la paura provata da alcuni personaggi è in molti casi una spia rivelatrice di situazioni improprie, in contrasto con i regolamenti sociali. E proprio Anna, la protagonista, deve fare i conti con questo sentimento quando si scopre innamorata del figlio del conte Vronskij, l’ufficiale Aleksej Kirillovič Vronskij. Un amore impossibile, essendo Anna già sposata con Aleksei Aleksandrovič Karenin, un alto funzionario governativo. E, tuttavia, ricambiato. Il dissidio tra il conforto dovuto alla reciprocità dell’amore da una parte e la consapevolezza dell’impossibile riconoscimento sociale della relazione dall’altra provoca in lei una sensazione mista di piacere e di paura.

Il timore è un sentimento distintivo anche di un’altra importante figura femminile del romanzo, ovvero della principessa Katerina “Kitty” Aleksandrovna Ščerbackaja. Anche nel suo caso, la paura emerge quando scopre l’esistenza della liaison adulterina tra Anna e Vronskij, un’unione imprevista e imprevedibile, in quanto proibita dalle norme sociali. Kitty è particolarmente turbata in seguito a questa scoperta, poiché anch’ella è innamorata del prestante Vronskij e in attesa di una sua proposta di matrimonio, in cui sperava dopo il suo prolungato corteggiamento.

Anna Karenina – scena del film di Joe Wright

Il corteggiamento di Vronskij alla giovane Kitty, tuttavia, risulta essere un automatismo incoraggiato dalle aspettative delle rispettive famiglie, che il ragazzo non si fa scrupolo di abbandonare una volta incontrata Anna. La scena del ballo dello scandalo in cui Vronskij manifesta apertamente la propria predilezione per la già maritata Anna a scapito della principessa Katerina è ricca di riferimenti all’angoscia. Kitty prova paura ogni volta che guarda lui scoprendolo intento a chiacchierare amabilmente o a ballare con Anna, e, in particolar modo, ogni volta che vede i due condividere gli stessi pensieri e le stesse emozioni.

Lo sgomento di Kitty, ancora giovane e ingenua, nasce dal fatto di aver scoperto per la prima volta che le regole sociali non combaciano quasi mai con quelle dell’amore. Vronskij fino a quel momento l’aveva corteggiata per convenzione sociale, che purtroppo non corrispondeva alle sue intime inclinazioni.

A questo punto, la stessa Anna diventa per Kitty una figura nel contempo magica e diabolica, simbolo di una femminilità seducente e trionfante, una bellezza trasfiguratasi nell’amore appena nato per Vronskij. Una rivale odiata e insieme ammirata e invidiata, poiché è lei ad essere uscita vincitrice nella sfida per l’amore del ragazzo.

Lev Tolstoj nella sua tenuta di Jasnaja Poljana nel 1908

L’aver conquistato l’amore di Vronskij farà prendere una piega imprevedibile e irreversibile alla vita di Anna Karenina. Una vita improntata all’inquietudine, che nemmeno il pensiero del figlio e della vita agiata con il marito poteva alleviare. Dopo essersi scoperta innamorata per la prima volta, infatti, Anna non riesce più ad accettare passivamente una vita in una casa condivisa con il marito mai amato. Questa casa, apparentemente un luogo rassicurante e familiare, è percepita da Anna piuttosto come una gabbia in cui è costretta a fingere e ad autoreprimere i propri pensieri ed emozioni.

La consapevolezza della penosa condizione di ipocrisia coatta la porta ad avere un vero e proprio attacco di panico durante un viaggio in treno, mentre da Mosca rientra a casa, a San Pietroburgo. Tolstòj fornisce una descrizione magistrale dei sintomi della sua angoscia: i nervi che si tendono, gli occhi dilatati, i tremori ai piedi e alle mani, il respiro soffocato, le luci che la abbagliano, il calore insopportabile, infine, le incontrollabili allucinazioni che si susseguono incessantemente. Il vapore nero che riempie la vettura, i rumori strazianti, il fuoco rosso e un muro insormontabile.

Questo viaggio in treno riassume simbolicamente quella che sarà la vita di Anna Karenina dal momento del suo innamoramento in poi: il fuoco di un amore appassionato che si infrange contro il muro impenetrabile della morale pubblica. Un pendolo sospeso tra la paura e il desiderio, l’ansia e la gioia.

Arianna Capirossi per MIfacciodiCultura

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