Lezioni d’Arte – La Gioconda, il sorriso più enigmatico dell’arte

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Lezioni d'Arte - Dietro il sorriso più enigmatico dell'arteRiconosceresti un suo dettaglio anche a distanza, è la donna più famosa della storia: la Gioconda. Il suo sorriso enigmatico, quello sguardo attraente che sembra seguirti ovunque, sono ancora oggi oggetto di studi ed interpretazioni, scrigno di segreti e misteri che non hanno certezze. Chi si nasconde dietro questa donna? Per molto tempo abbiamo pensato che fosse Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, un ricco mercante di seta fiorentino che volle assicurarsi il prestigio in città accaparrandosi un’opera del più famoso artista di Firenze Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise 1519).

A raccontarcelo è stato Vasari ma la sua descrizione non combacia con il noto capolavoro che vediamo oggi al Louvre. Il Vasari parla del ritratto della moglie del Giocondo descrivendone solo il volto, con folte sopracciglia che la Gioconda in realtà non ha, precisando che l’opera è e probabilmente rimarrà incompleta. L’artista era al tempo pieno di committenze importanti, non riuscì a terminare neanche il ritratto tanto atteso da Isabella d’Este, perché avrebbe dovuto realizzare un dipinto per un semplice mercante?

Lo stesso Leonardo da Vinci ha confessato al cardinale D’Aragona in visita in Francia, che il committente dell’opera era in realtà Giuliano de’ Medici, che lo stipendiò per ben 3 anni. Parole che non sono sfuggite al professor Carlo Pedretti, recentemente scomparso e massimo studioso di Leonardo, che ha così identificato la famosa Gioconda con la donna amata da Giuliano. Il quadro descritto da Vasari dunque, di Lisa Gherardini, è un altro, mai terminato e andato perduto. La donna, ritratta a mezzo busto che poggia le mani, mirabilmente incrociate, sul bracciolo di una sedia è una dama. La posizione di profilo è un espediente leonardesco per esprimere la dolcezza del volto femminile. La caratteristica più nota della Gioconda è proprio la delicatezza che esprime il suo viso: una calma e una serenità senza paragoni, un sorriso appena accennato, la pelle intrisa di luce. I veli trasparenti esaltano le forme e il corpo femminile, dando al soggetto una naturalezza e una vitalità senza precedenti.

Monna Lisa, dettaglio occhi
Monna Lisa, dettaglio occhi

Ma tra le innumerevoli dame che Giuliano de’ Medici frequentò nelle corti rinascimentali chi ha ottenuto l’onore di ricevere un ritratto firmato da Leonardo da Vinci? L’unica potrebbe essere la donna che ha partorito suo figlio, Ippolito de’ Medici, durante un’unione illegittima e furtiva. Era una dama di Urbino, Pacifica Brandani detta appunto “La Brandana”, una donna sposata che morì durante il parto. Secondo questa ipotesi di Pedretti, accreditata anche da Roberto Zapperi e da Alberto Angela nel suo ultimo libro, Giuliano de’ Medici avrebbe commissionato quest’opera a Leonardo per poter donare un ritratto consolatorio di sua madre al piccolo Ippolitino. Raffaello realizza negli stessi anni un ritratto del duca Medici che ha le stesse dimensioni della Gioconda, dimensioni inusuali per Leonardo. Una scelta che può essere giustificata come una volontà di donare al figlio entrambi i ritratti dei suoi genitori.

Non conoscendo l’identità della donna Leonardo pensò al dipinto come un ritratto idealizzato, di una madre sorridente che consola il figlio con lo sguardo cercando di infondergli quell’amore materno ma che allo stesso tempo racchiude la malinconia di chi è consapevole di non poter essere presente. La morte improvvisa di Giuliano non porterà mai a termine la consegna dell’opera. Leonardo la porta con sé, in ogni spostamento, fino in Francia alla corte di Francesco I dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Monna Lisa, dettaglio bocca
Monna Lisa, dettaglio bocca

La Monna Lisa seduce ogni sguardo che incrocia, Francesco I arriva a pagare 4000 ducati per farla rimanere nel castello di Amboise. Napoleone la volle al Louvre dove nel 1911 fu rubata da Vincenzo Perugia, un operaio del museo che decise di riportarla in Italia rivendicandone la paternità.
La Gioconda è divenuta un’icona, nel tempo commercializzata e modificata nel volto da artisti come Dalì, Duchamp, Warhol. Tutti si appropriano del suo aspetto, nessuno ne conosce l’identità certa. Lei è la donna di Leonardo, il suo ultimo capolavoro, il testamento spirituale che racchiude tutte le vette più alte raggiunte dal genio assoluto del Rinascimento.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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