“Superficially” di Giacomo Zaganelli: la prima personale di un artista italiano al MOCA di Taipei

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Superficially di Giacomo Zaganelli: la prima personale di un artista italiano al MOCA di Taipei

Giacomo Zaganelli

Il 16 dicembre 2017 è stata inaugurata presso il MOCA Museum of Contemporary Art di Taipei la prima personale dedicata a un artista italiano. Superficially è il titolo della mostra che espone le opere del fiorentino Giacomo Zaganelli e che sarà visibile fino al 28 gennaio. La mostra è valsa al giovane artista il premio ON BOARD 2017, conferitogli da MiBACT e GAI.

Già conosciuto a Taiwan per la realizzazione di diverse opere, Zaganelli è stato invitato dalla direttrice del Museo di Arte Contemporanea della capitale Yuki Pan a studiare un progetto che sapesse mettere in relazione le città di Firenze e Taipei. L’artista fiorentino ha subito deciso di offrire uno spunto di riflessione su uno dei temi più attuali dei nostri tempi: il rapporto che l’essere umano sta sviluppando con la sempre più invadente tecnologia. Durante i suoi soggiorni a Taiwan, Zaganelli ha infatti notato come gli abitanti delle grandi città orientali abbiano sviluppato una sorta di ossessione verso schermi e apparecchi digitali, tanto da esserne diventati completamente dipendenti, in maniera anche maggiore rispetto alla nostra già ipertecnologica società occidentale.

Giacomo ZaganelliL’artista indaga poi il tema del turismo di massa, posto in stretta relazione con l’uso di device elettronici, che quando utilizzati senza riflettere rendono l’esperienza del turista distorta e distaccata dalla realtà. I visitatori non esplorano più la città attraverso i propri occhi, ma attraverso schermi e fotocamere cellulari, isolandosi da chi gli sta intorno, e trasformando così il mondo che li circonda in una superficie piatta fatta di pixel.

Giacomo Zaganelli indaga così il valore delle immagini nella contemporaneità, dimostrando come il processo di globalizzazione stia sempre più velocemente uniformando i comportamenti e i costumi della massa, seppur proveniente da culture differenti. Si tratta di un processo, però, che non tende al miglioramento e all’elevazione intellettuale della popolazione, ma che anzi sta portando a un sempre più evidente appiattimento culturale.

La mostra si compone di tre opere video e di un allestimento site-specific posizionato nella grande piazza del museo, dal nome Façades, che ha l’intento di portare i tipici elementi delle facciate fiorentine in un paese totalmente estraneo. Le installazioni video hanno invece lo scopo di esplorare i comportamenti umani in relazione alla città e alle nuove tecnologie. In Everywhere but nowhere, protagonista è una singola persona completamente immersa nell’utilizzo di uno smartphone, tanto da non accorgersi di ciò che accade intorno a lei; Illusion vuole invece studiare e mostrare i comportamenti dei numerosi turisti in visita alla città di Firenze e infine Relocation propone una serie di video girati per le strade di Taipei affiancati da commenti di intellettuali taiwanesi e dell’artista stesso.

Giacomo Zaganelli
Giacomo Zaganelli, Illusion, Museum of contemporary art (MOCA) of Taipei

Superficially vuole in questo modo essere il punto di partenza per meditare sulle conseguenze che il sempre più diffuso e prolungato utilizzo della tecnologia sta apportando ai comportamenti della popolazione globale. Una tematica attualissima, che induce il visitatore a una profonda riflessione sui limiti, ma anche sulle opportunità che la rivoluzione digitale ha portato con sé, e che porge l’invito a non lasciarsi sopraffare.

Superficially
MOCA Museum of Contemporary Art, Taipei
Dal 16 dicembre 2017 al 28 gennaio 2018

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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