Are we human? La Fantascienza di Isaac Asimov

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Are we human? La Fantascienza di Isaac Asimov

2190824476-bc340e01d5_tGeneralmente quando sentiamo la parola fantascienza il nostro cervello viene attraversato da una serie di immagini ritagliate da qualche lontano ricordo: astronavi, alieni, robot e via dicendo. Non si può negare che questi siano componenti essenziali del mondo fantascientifico e che lo contraddistinguono. Tuttavia è sbagliato relegare la fantascienza alle sue pure manifestazioni esteriori ed assumere che essa non sia altro che un mero esercizio di fantasia in cui gli scrittori più creativi si cimentano. Il vero potere della fantascienza sta nello straniamento che riesce a provocare nel lettore: i fatti, i personaggi, lo stesso narratore sono così lontani dalla nostra esperienza che ci sembra di guardare il loro mondo dal buco di una serratura, da una posizione sopraelevata da dove possiamo osservare il nuovo mondo con un sguardo critico. Non deve sembrarci strano, perciò, se all’interno delle opere di fantascienza ritroviamo molto più della nostra attualità che all’interno di un qualsiasi altro genere letterario.

Il padre della fantascienza è indubbiamente Isaac Asimov (Isaak Judovič Ozimov, Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992), ma assegnargli soltanto questo riconoscimento risulta semplicistico: se scorriamo un po’ di articoli o saggi che parlano di lui e della sua opera letteraria, spesso di imbattiamo in altri appellativi come genio, profeta, precursore e così via. Anche i campi in cui viene citato non si limitano alla letteratura: il cinema, il mondo della scienza, la robotica, l’American Humanist Association sono tutti contesti in cui il nome di Asimov riecheggia ancora.

de-chirico-giorgio-manichiniAsimov nacque in un piccolo paese vicino Mosca nel 1920, tre anni dopo la sua famiglia fu costretta ad emigrare in America senza fare più ritorno in patria. Il piccolo Isaac , dunque, crebbe lontano dall’influenza della terra natia e non ne imparò mai la lingua. Questo, tuttavia, non gli impedì di seguire un percorso di formazione personale del tutto originale: l’inglese divenne la sua lingua principale, ma parlava correntemente anche l’yiddish, appreso in famiglia. Cominciò a frequentare la scuola americana con un anno d’anticipo per via della sua precocità (sembra che a 5 anni avesse già cominciato a leggere) e all’intraprendenza della madre che mentì sulla sua data di nascita. A questo periodo corrisponde il primo approccio di Asimov con la letteratura d’intrattenimento americana e in particolare con le opere di fantascienza che lo affascinarono fin dalla tenera età. Anche l’incontro con la scrittura fu piuttosto precoce e a 19 anni già vendeva i suoi racconti alle riviste di fantascienza.
La sua passione letteraria poi, incise fortemente sulla sua carriera e benché avesse conseguito un master in chimica e un dottorato in biochimica alla Columbia University, non divenne insegnante o scienziato ma si guadagnò da vivere come scrittore.

Ciò che caratterizza la vastissima produzione di Isaac Asimov è innanzitutto una fantasia feconda, straripante e incontrollabile con un’inquietante capacità profetica veicolata ad una forma piana, molto simile alla scrittura teatrale, comprensibile a tutti: d’altra parte Asimov fu anche promotore di un progetto di diffusione del sapere (scientifico e non) anche tra le masse, attraverso opere divulgative scritte di suo pugno.
Egli rinnovò la fantascienza dalle fondamenta trasformandola in qualcosa che egli stesso definì “social science fiction”introducendo nei suoi racconti una componente filosofica: l’ambientazione fantascientifica divenne quindi un pretesto per interrogarsi sulle grandi domande esistenziali e per riflettere sulla realtà del suo tempo. Un esempio di ciò è fornito dalle Tre leggi della robotica, su cui si basa celebre Ciclo delle Fondazioni, ovvero tre principi a cui i robot si devono attenere per la convivenza con gli esseri umani che divengono espediente per una riflessione più profonda sulla natura dell’uomo.

grgou5nIsaac Asimov non fu mai uno scrittore chiuso nella torre d’avorio della sua fantasia, ma visse in mezzo alla gente come un uomo del suo tempo. Partecipò alla Seconda Guerra Mondiale, assistette ai progressi del termonucleare e morì dopo aver contratto l’HIV da una trasfusione sanguigna nel 1977. Tutto ciò che vide durante la sua vita si rifletté nei suoi racconti e nei suoi romanzi e venne analizzato sotto quella luce critica che solo la fantascienza è in grado di fornire. Anche dal punto di vista più tecnico possiamo parlare di grandi innovazioni: Asimov è il primo ad utilizzare la parola robotica, la cui fortuna si estende fino ai giorni nostri, e creò altre innovazioni linguistiche come psicostoria e positronico.

Infine, a riprova della grande influenza di questo scrittore, è da segnalare come alla produzione asimoviana si sono ispirati i più grandi film di fantascienza del nostro tempo, da Io robot a L’uomo bicentenario, costituendo inoltre una fonte inesauribile da cui tutta la sci-fiction successiva attinge a piene mani.

Eleonora Bodocco per MIfacciodiCultura

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