2017, un anno di avvenimenti e bilanci per la cultura italiana e non solo

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2017, un anno di avvenimenti e bilanci per la cultura italiana e non solo

Anche agli sgoccioli di quest’anno ci ritroviamo a tirare le fila di ciò che è avvenuto nel 2017, un anno in cui cambiamenti importanti si sono consumati e che senza dubbio andranno ad influire ulteriormente sul prossimo futuro.

Il neo presidente francese Macron

La cronaca internazionale ci consegna uno spaccato di quell’isteria che sta serpeggiando nelle nostre società in un momento di crisi esistenziale ed economica dell’Occidente. Ciò che balza agli occhi prima di tutto è stato l’operato di Donald Trump quale presidente degli USA: il multimilionario americano è stato il protagonista delle cronache del 2017 per una serie di scelte avventate (o coraggiose a seconda dei punti di vista), rispecchiando probabilmente quella che è  una delle anime più connaturate alla società americana: tutta denaro ed imperialismo. In Europa invece si sono consumate da un lato l’ascesa del più mite Macron, a fronte dell’annichilimento di quei partiti tradizionali che hanno segnato la storia del secolo scorso (socialdemocratici per primi), e dall’altro la spaccatura in terra di Spagna tra la Catalogna e il governo centrale di Madrid, questione ad oggi apertissima. Catalogna e Barcellona alle quali  è doveroso rivolgere un pensiero rispetto agli attentati terroristici che hanno scosso la città spagnola, dove, pare, che originariamente l’obbiettivo dell’attacco fosse la stupenda costruzione della Sagrada Familia di Gaudí.

Spostandoci su di un piano diverso, altri avvenimenti che ci sembrano degni di nota per vari motivi sono l’arresto in Turchia e la successiva liberazione del giornalista italiano Gabriele Del Grande (autore del documentario Io sto con la sposa, di cui se ne consiglia vivamente la visione), e la vicenda di Charlie Gard, il piccolo neonato, malato terminale per la scienza e per i giudici britannici, la cui storia e vicenda hanno posto questioni di carattere etico, politico e giuridico che hanno fatto discutere l’opinione pubblica e rispetto alle quali si può intravvedere quel senso di totale annichilimento dei pilastri di umanità che hanno supportato le società Occidentali per decenni.

Nel mondo della cultura il 2017 è stato l’anno di alcuni eventi e riconoscimenti rilevanti per la nostra cultura, anche se sempre accompagnata dalle solite ombre che attengono alla gestione della nostra ricchezza culturale.

Il 2017 è stato l’anno del G7 della cultura a Firenze, prima edizione di tale evento che ha anticipato il successivo G7 di Taormina.Durante l’evento fiorentino si è sottoscritta la Dichiarazione di Firenze a tutela del patrimonio culturale nei confronti di degrado, calamità naturali o terrorismo (gli eventi che hanno coinvolto la città di Palmira servano da esempio), una dichiarazione senza alcun vincolo giuridico, ma un (dovremmo dire ulteriore) monito a tutela di una risorsa che può significare lavoro e sviluppo. Dichiarazione che l’Italia per prima dovrebbe tenere ben presente alla luce ad esempio dei nuovi crolli nei siti di Pompei (ci si riferisce ai danni subiti dalla Casa della caccia ai tori) e della Reggia di Caserta (in questo caso abbiamo assistito una un pericoloso distaccamento di un pezzo di intonaco nella Stanza delle dame).

Ma non tutto è perduto, infatti laddove l’Italia perde pezzi fisici di patrimonio artistico, ne acquista altri immateriali: il 2017 è stato infatti l’anno della conclusione di un lungo iter (iniziato nel 2009) che ha portato al riconoscimento dell’arte del pizzaiolo napoletano nel catalogo dei patrimoni culturali intangibili dell’umanità, sulla base della motivazione per la quale “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale”.

Pizza celebrativa per il riconoscimento UNESCO

Ma ancora si possono segnalare le designazioni dell’UNESCO delle località di Alba città creativa per la gastronomia, Carrara città creativa per l’artigianato, Milano città creativa per la letteratura, Pesaro città creativa per la musica.

Infine immancabili sono stati mostre (da nord a sud, da Vasilj Kandinskij il cavalier errante al MUDEC di Milano a Picasso-Parade a Napoli)  ed eventi letterari (dal solito Strega vinto quest’anno da Paolo Cognetti con Le otto montagne, al Campiello che è stato assegnato a Donatella di Pietrantonio per L’Arminuta, passando per il Nobel per la letteratura allo scrittore Kazuo Ishiguro).

Infine ci fa piacere ricordare un grande della comicità italiana come Paolo Villaggio, venuto a mancare durante questo 2017 , un uomo che ha fatto ridere intere generazioni col suo Fantozzi, così geniale e così garbato, simbolo di una comicità che non ha mai ceduto il passo al banale e alla volgarità.

Pierfrancesco De Felice per MIfacciodiCultura

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