Amarono arte. Il collezionismo italiano – I Bentivoglio a Bologna

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Amarono arte. Il collezionismo italiano – I Bentivoglio a Bologna

L’arca di San Domenico

La famiglia Bentivoglio, che la leggenda vuole che vantasse una discendenza da Federico II di Svevia, si affacciò sul panorama politico bolognese nel corso del Trecento, ma fu solo quando Giovanni I Bentivoglio scacciò dalla città  il Legato Pontificio nel 1401 che la loro supremazia a Bologna si affermò. Rafforzarono il loro potere sulla città  grazie al matrimonio tra Sante Bentivoglio, allevato alla corte fiorentina di Cosimo il Vecchio, e Ginevra Sforza nel 1454. Sante fu uno scaltro politico, ma fu anche molto amato dalla cittadinanza, al contrario del cugino Giovanni II Bentivoglio, che con la famiglia fu costretto all’esilio il 2 novembre 1506 dall’esercito di Papa Giulio II della Rovere aiutato dagli stessi bolognesi a entrare a Bologna.

Nella Bologna bentivolesca del Quattrocento, in particolare negli anni 1445 e 1506 propriamente detti gli anni della signoria dei Bentivoglio, lavorarono importanti artisti del tempo, tra cui il giovane Niccolò dell’Arca, il ferrarese Ercole de’ Roberti, Michelangelo, Francesco Francia e Lorenzo Costa. La Pinacoteca Nazionale di Bologna nelle sue sale è in grado di restituire un quadro abbastanza completo dell’arte al tempo di questa controversa famiglia.

Giovanni II Bentivoglio fu il principale responsabile della trasformazione della Bologna medievale in rinascimentale. Sotto di lui la città  venne impreziosita da importanti commissioni artistiche ed architettoniche, tra cui l’allora famoso e acclamato Palazzo Bentivoglio poi distrutto nel 1507. Rilevantissimi sono gli interventi ingegnosi in città  dell’architetto e ingegnere di fama internazionale Aristotele Fioravanti, ricordato nelle cronache per aver sostato di 13 metri la torre di Santa Maria della Maggiore nel 1455 con un complesso sistema di cilindri.

Lorenzo Costa, Madonna in trono

Il famoso e prestigioso Studium attirò personaggi importanti come Pico della Mirandola e Niccolò Copernico, mentre la corte di Giovanni II veniva frequentata da famosi ingegni dell’epoca. Inoltre, nel 1470 Bologna era ancora uno dei più importanti centri librari in Italia.

Nella Chiesa di San Giacomo Maggiore nel 1445 Annibale Bentivoglio commissionò la costruzione della Cappella Bentivoglio, poi terminata nel 1486 sotto Giovanni II. Fu decorata dalla pala di Francesco Francia e dalle tele di Lorenzo Costa alla sua prima commissione importante in città . Nelle tele del Costa si distinguono chiaramente i diversi membri della famiglia.

Giovanni si fece inoltre promotore dell’organizzazione di tornei cittadini, come quello celeberrimo organizzato in Piazza Maggiore nel 1470 per la presa del Negroponte ai danni del nemico Turco. Nel 1478 venne inoltre organizzato uno dei primi tornei di calcio in città , ma non era il solo a essere offerto in città  dove infatti venivano organizzate anche corse al paio e giostre.

Munificenti erano poi le feste organizzate in occasione delle nozze di membri della famiglia come quella del 1487 organizzata per il matrimonio del suo primogenito Annibale II e Lucrezia d’Este, figlia del duca Ercole di Ferrara che venne riccamente descritta da Sabadino degli Arienti nell’Hymaneus Bentivolus.

L’arca di San Domenico (Particolare dell’Angelo reggicero di Michelangelo)

Sotto i Bentivoglio, venne ultimata l’Arca di San Domenico, importante opera marmorea che custodisce i resti di Domenico di Guzman morto a Bologna nel 1221 e custodita nell’omonima chiesa di San Domenico a Bologna. Quest’opera la si può considerare un’opera a più mani giacché fu a più riprese lavorata da Nicola Pisano, Fra’ Guglielmo e Arnolfo di Cambio, Niccolò dell’Arca, Michelangelo e Alfonso Lombardi.

Con la cacciata dei Bentivoglio e l’ingresso di Bologna all’interno dello Stato pontificio, la vita artistica di Bologna prese una piega più “classicheggiante”, orientata alla cultura figurativa classica che andava di moda a Roma e di cui sono due chiari esempi la Statua in bronzo di Giulio II per la facciata di San Petronio realizzata da Michelangelo tra il 1506 e il 1508 e la pala di Santa Cecilia dipinta da Raffaello nel 1514 per San Giovanni in Monte. Quest’opera di Michelangelo venne poi distrutta dai Bentivoglio nel 1511, quando tentarono di ritornare in città.

Bologna tuttavia non smise di essere un importante centro artistico dopo la cacciata dei Bentivoglio ed anzi proprio grazie alla presenza della Pala di Santa Cecilia di Raffaello nel Cinque e Seicento a Bologna si creò un’importante scuola, la famosa scuola bolognese dei Carracci che tanta fama avrebbe ottenuto in Italia e in Europa.

Eulalia Testri per MIfacciodiCultura

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