Trainor, “Un chimico” secondo De André: l’amore non è questione di chimica

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Tutti a Spoon River conoscono la triste vicenda coniugale di Benjamin Pantier, moralmente spezzato dalla moglie, che lo cacciò di casa, e sepolto a fianco del suo fedele cane Nig, come lui narra nel suo epitaffio. Eppure la signora Pantier ha una versione diversa riguardo i fatti e accusa, anche lei dalla tomba, il marito di essere stato rozzo a tal punto da disgustarla solo guardandolo, lei che aveva gusti delicati e amava i versi di Wordsworth.

Un chimico
Un chimico di Cinzia Ghigliano, 2008

Trainor, il farmacista della cittadina, non comprende come sia possibile che due esseri umani così diversi, «buoni in se stessi, ma cattivi l’un l’altro», si siano uniti in matrimonio, generando inoltre un figlio, Reuben Pantier, responsabile di svariati scandali amorosi, tra cui quello con la propria insegnante. Trainor è un uomo di scienza che conosce le reazioni tra gli elementi e non concepisce che gli uomini e le donne si uniscano tra di loro dando vita a un bambino che non sanno come sarà, per questo sceglie di non sposarsi e muore solo in un esperimento andato male.

Edgar Lee Masters dà voce a questi personaggi all’interno dell’Antologia di Spoon River, creando uno dei tanti intrecci rintracciabili all’interno della racconta di epitaffi. Infatti le poesie Benjamin Pantier, Mrs Benjamin Pantier, Reuben Pantier, Emily Sparks (l’insegnante) e Trainor, il farmacista si trovano una dopo l’altra e contengono al loro interno riferimenti a quelle precedenti e a quelle successive. Questa rete di riferimenti viene tralasciata da Fabrizio De André nel momento in cui sceglie la poesia Trainor, il farmacista come base per la canzone Un chimico, la seconda dedicata al tema della scienza all’interno dell’album Non al denaro non all’amore né al cielo. Trainor interessa al cantautore in quanto figura che per paura sceglie di rifugiarsi nell’unica cosa che conosce, ovvero nella chimica con la sua legge e il suo ordine e che «per l’oggettività della scienza rifiuta la caducità dell’amore e viene ucciso da un esperimento sbagliato».

Secondo lo stereotipo dello scienziato e dell’intellettuale, solo la morte è riuscita a portalo in collina, dove sono sepolti tutti gli abitanti di Spoon River, poiché mentre era vivo era troppo preso dai suoi esperimenti, rinchiuso nel suo laboratorio, per trovare il tempo di godersi l’aria e la luce del sole.

La canzone si apre con la descrizione del fenomeno dei fuochi fatui, fiammelle blu che, secondo le leggende antiche, dimostrano l’esistenza dell’anima e che, se seguite, conducono al proprio destino.

Un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria

per bivacchi di fuochi che dicono fatui

che non lascian cenere, non sciolgon la brina.

Per bivacchi di fuochi che dicono fatui, che non lasciano cenere, non sciolgon la brina

Ma Trainor, che conosce le reazioni chimiche, parla del fosforo che si crea dai corpi per alludere al fatto che in realtà i fuochi fatui si generano in determinati luoghi, come i cimiteri e le paludi, a causa della combustione di metano e fosfano dovuta alla decomposizione anaerobica del carbonio organico. Questa legge è chiara al chimico, come sono chiare tutte le leggi che portano gli elementi a reagire tra di loro, ma non comprende perché gli uomini «si combinino attraverso l’amore / affidando ad un gioco la gioia e il dolore». Lui è un osservatore oggettivo del mondo e vede il sorriso e il colore del viso mutare sul volto di chi ha e di chi non ha l’amore, rendendo palese la felicità o la sofferenza. Per questo sceglie di non partecipare a questo gioco e muore senza aver mai sofferto per amore, «senza un volto di donna da dover ricordare», ma quindi anche senza aver mai provato la gioia di essere amato.

Eppure la Primavera, intesa come Venere, non chiede il permesso, arriva e travolge tutto ciò che incontra e, anche nell’animo scientifico del chimico, prende vita il desiderio di lasciarsi portare via gallimore, ma la paura lo soffoca.

Lui conosce la legge che permette all’idrogeno e all’ossigeno di giacere insieme nell’acqua del mare, ma non vi è nessuna legge in grado di stabilire che cosa accadrà o chi nascerà dall’unione di un uomo e una donna. L’amore non è una scienza esatta che permette di ripetere esperimenti uguali in modo da stabilire una legge generale valida per ogni unione.

Trainor, il farmacista

Ogni esperimento in amore è unico e non è possibile prevederne l’esito, eppure anche il chimico, così fedele alla legge della scienza, è «morto in un esperimento sbagliato» perché qualcosa non è andato secondo le sue previsioni. Dopo una vita passata a non comprendere gli esseri umani che azzardavano unioni impensabili, Trainor compie il loro stesso errore provando a unire degli elementi che non sono fatti per stare insieme. «Proprio come gli idioti che muoion d’amore», anche lui ha creduto che due elementi combinati tra di loro potessero dar origine a qualcosa di buono, dimenticandosi che certi errori, nella scienza come nell’amore, si pagano con la vita.

Jennifer Carretta per MIfacciodiCultura

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