Jan Vermeer, il pittore olandese maestro della luce

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Jan Vermeer, il pittore olandese maestro della luce

Merlettaia, 1169/1671
Merlettaia, 1169/1671

Jan Vermeer (Delft, 1632 – Delft, 15 dicembre 1675) è sicuramente l’esponente della pittura olandese del XVII secolo più conosciuto ed amato. Gran parte della sua vita è ancora avvolta nel mistero così come le sue opere e questo ne ha accresciuto il successo e la notorietà. Si conoscono soltanto quaranta quadri, un numero esiguo per un artista così famoso, e pochissimi documenti che ci offrono l’immagine di questo pittore dal tratto unico e delicato ed attento alle dinamiche artistiche europee.

La data di nascita non è certa. Sappiamo, dai documenti, che fu battezzato il 31 ottobre del 1632 a Delft, città nella quale rimase per tutta la vita, nella Nieuwe Kerk con rito protestante. Si pensa, quindi, che nacque il giorno precedente, il 30 ottobre, da una famiglia della media borghesia, il padre era tessitore di seta e mercante d’arte. Ben presto, nel 1641, i genitori acquistarono una locanda, chiamata la Mechelen, che il giovane pittore erediterà alla morte del padre. Di notevole importanza è la sua conversione al cattolicesimo nel 1653, sicuramente avvenuta per poter sposare Catharina Bolnes, figlia di una ricca famiglia di Gouda con la quale ebbe 15 figli. Il matrimonio portò al pittore un notevole innalzamento economico e sociale e la famiglia apprezzava ed invogliava la sua carriera artistica tanto che, il 29 dicembre dello stesso anno, Jan Vermeer fu ammesso alla Gilda di San Luca, un’associazione di pittori che si interessava tra l’altro della formazione dei giovani artisti. Nonostante la vendita dei quadri e le nuove  commissioni le condizioni economiche della famiglia non furono mai ottimali ed alla sua prematura morte, avvenuta il 15 dicembre del 1675, il pittore lasciò pochi beni e molti debiti.

Ragazza col turbante, 1665/1666
Ragazza col turbante, 1665/1666

Gran parte dell’esistenza di Jan è ancora da scoprire. Non sappiamo dove apprese l’arte della pittura, nonostante avesse molti amici del settore e conoscenze artistiche. Vermeer è il pittore della vita quotidiana borghese infatti a parte qualche opera con rappresentazioni di vedute esterne, tutte le altre sono legate alle tematiche della vita di tutti i giorni, dove ricche donne sono intente nelle loro faccende quotidiane, nella cura dei figli e della famiglia. Troviamo la merlettaia, la lattaia, la lettrice, la musicista, la donna con una brocca d’acqua o intenta a scrivere.

La sua particolarità tecnica consiste nel pointillé ovvero nell’utilizzo del colore puntinato per dare sia trasparenza che rilievo alla pittura. Vermeer era un artista attento alle materie prime, preparava i colori ad olio con cura ed usava i migliori pigmenti dell’epoca. I colori prediletti sono il blu ed il giallo, utilizzati per dare vivacità alle stoffe ed i drappeggi, ma anche quelli delicati e terrosi, capaci di trasmettere un equilibro cromatico, che si fa vivo con un sapiente quanto nuovo utilizzo della luce. La luce ed i suoi effetti sugli oggetti ed i soggetti rappresentati, sono indagati quasi scientificamente, tanto da fare supporre l’utilizzo della camera oscura e da conferirgli il soprannome di “maestro della luce“.

Tra i suoi quadri più famosi si ricordano La lattaia (1658/1660 circa) conservato nel Rijksmuseum di Amsterdam, L’Astronomo (1668) conservato al Museo del Louvre di Parigi e la Ragazza col turbante (1665/1666) conservato nella Mauritshuis dell’Aia. Quest’ultimo, tra i quadri più amati del pittore, è ormai considerato la “Monna Lisa olandese“.

La lattaia, 1658-1660
La lattaia, 1658-1660

Sottovalutato quando era ancora in vita e poi nei secoli successivi, la fama di Vermeer si affermò soltanto nella seconda metà dell’800, quando il critico francese Théophile Thoré – Burger ne scrisse una biografia. Da allora il mercato dell’arte si arricchì di opere e la richiesta fu tale che iniziarono a girare numerosi falsi. La storia è molto interessante, Han van Meegeren, pittore e ritrattista nonché il più abile falsario del XX secolo, aggiunse all’esiguo numero di opere di Vermeer conosciute, soltanto trenta, ben sei quadri di sua mano. Non copie ma tele con temi del tutto inediti. Van Meegeren studiò a fondo la tecnica dell’olandese ed in poco tempo ingannò tutti, collezionisti e storici, studiosi e musei che si affrettarono ad acquistare le sensazionali scoperte. Arrestato e processato nel 1947 per aver venduto alcune opere ai nazisti, rivelò al mondo di essere un falsario e di aver imbrogliato tutti, ma la rocambolesca vicenda portò ancora più in luce Jan Vermeer. Da allora si susseguirono romanzi e film, fino al famosissimo La ragazza con l’orecchino di perla del regista Peter Webber, ispirato all’omonimo romanzo di Tòracy Chevalier.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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